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Uniba e Banca Mondiale, mobilità e disuguaglianza intergenerazionali

Presso l'aula "Aldo Moro" dell’Università di Bari si è tenuta la conferenza internazionale "Equal Chances: Equality of Opportunity and Social Mobility Around the World", organizzata dal Dipartimento di Economia e Finanza dell’Ateneo barese in collaborazione con la Banca Mondiale.

equalchances fin

La conferenza, aperta dai saluti del Rettore, Prof. Antonio Uricchio, e da una introduzione del prof. Vito Peragine, Direttore del Dipartimento di Economia e Finanza e presidente del comitato scientifico della conferenza, ha registrato circa 60 presentazioni da parte di ricercatori italiani e stranieri, tra cui sono spiccate quelle dei keynote speakers: John Roemer della Yale University e Marc Fleurbaey della University of Princeton.

E' stata l'occasione per presentare la banca dati "World Database on Equality of Opportunity and Social Mobility" (consultabile sul sito www.equalchances.org), costruita grazie ad una collaborazione tra il Dipartimento di Economia e Finanza dell'Università di Bari e la Banca Mondiale.   

peragine

Si tratta del primo data set internazionale contenente misure di mobilità intergenerazionale  e di disuguaglianza di opportunità.

"E’ una prospettiva di analisi che va oltre la disuguaglianza nei redditi o nella ricchezza - sottolinea Vito Peragine - e guarda a come la disuguaglianza si tramanda da una generazione all’altra e, più in generale, a come la disuguaglianza nei punti di partenza si traduce in disuguaglianza nei punti di arrivo".

disuguaglianze

La copertura è molto ampia: la banca dati copre circa 150 paesi del mondo, utilizzando circa 300 indagini campionarie. Dalla banca dati emerge come l’Italia sia tra i Paesi occidentali in cui è più forte l’impatto delle circostanze ereditate alla nascita.

"Se guardiamo solo all’impatto della famiglia di appartenenza - aggiunge Peragine - l’Italia svetta in Europa (ha un valore paragonabile a quello del Regno Unito, ma più alto di Francia, Germania, Spagna, Grecia, per citare solo alcuni paesi), e tra i paesi occidentali è superata solo dagli Stati Uniti".

University of Bari

"Il quadro diventa ancora più preoccupante se guardiamo all’insieme dei fattori ereditati alla nascita, oltre alla famiglia", segnala ancora Peragine, "E quindi consideriamo il genere, l’area geografica di residenza, ecc. In Italia il 50 per cento delle disuguaglianze di reddito che oggi osserviamo sono spiegate dalla disuguaglianza nei punti di partenza. In questo caso l’Italia ha il primato assoluto tra i Paesi occidentali, superando anche gli Stati Uniti, e per trovare paesi con più bassa mobilità sociale dobbiamo confrontarci con il Brasile, il Sud Africa, la Bulgaria".

Poverta Bari

Diversi i temi trattati e discussi nella conferenza: le metodologie di misurazione, i diversi canali e meccanismi che generano le disuguaglianze di opportunità, le politiche pubbliche che servono a riattivare l’ascensore sociale e a compensare l’effetto dei diversi fattori di contesto.

"Le analisi mettono in evidenza il ruolo dell’istruzione - precisa Vito Peragine - ma indicano anche che ci sono altre motivazioni che spiegano la disuguaglianza di opportunità: il mercato del lavoro, la regolamentazione delle professioni, i divari territoriali e quelli di genere (particolarmente rilevanti in Italia).

(gelormini@affaritaliani.it)

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