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Unicredit Forum Economie Turismo Capone: 'In Puglia 13,6% del valore aggiunto'

Agroalimentare di qualità e turismo, un’opportunità per la Puglia. La regione, con 58 tra prodotti e vini a denominazione di origine, ed una crescita nel 2018 dell’export dei prodotti agroalimentari del 20%(superiore al dato italiano del 9%), conferma di puntare sulla valorizzazione dei prodotti di qualità per aumentare l’attrattività turistica.

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Proprio per sostenere il trend in atto nella Regione, UniCredit lancia “Made4Italy”, la nuova iniziativa della banca per favorire un sistema integrato turismo-agricoltura, settori-chiave per la crescita dell’economia italiana e dei suoi territori, e destina un plafond di 5 miliardi di euro per le PMI italiane nel triennio 2019-2021 per promuovere progetti legati alle identità regionali tipiche del Paese e attrarre nuovi flussi turistici. 

Di turismo ed agricoltura come binomio per la crescita della Puglia si è discusso a Bari, presso la sede della Camera di Commercio, nel corso del “Forum Economie sul settore Turismo” organizzato UniCredit per valorizzare il potenziale attrattivo del territorio pugliese in un’ottica di turismo sempre più legato all'enogastronomia e in grado di trainare la crescita dell’economia regionale.

Ambrosi CCIAA2

Dopo i Saluti di Alessandro Ambrosi, Presidente della CCIAA Bari, Annalisa Areni, Regional Manager Sud di UniCredit e Francesco Caizzi, Presidente di Federalberghi Puglia, hanno siglato un accordo finalizzato alla realizzazione di azioni congiunte per il rafforzamento delle potenzialità del sistema industriale locale del settore. Grazie all’accordo UniCredit mette a disposizione finanziamenti e prodotti specifici per le imprese della regione, oltre a fornire consulenza strategica per sostenere le PMI del settore nel loro percorso di crescita, per la condivisione e la realizzazione di progetti d’investimento e per l’accesso a forme agevolate di sostegno.

La giornata è proseguita con l’intervento di Massimo Macchitella, Head of Small Business & Financing Products di UniCredit, che ha presentato i dati dello studio realizzato da UniCredit, in collaborazione con Nomisma, nato con l'obiettivo di sostenere gli imprenditori del settore nell'individuare gli asset strategici sui quali puntare.

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La Puglia si colloca all’11° posto nella graduatoria delle regioni italiane per numero di arrivi (4,1 milioni di arrivi nel 2018) e all’ 8° posto per numero di presenze. Il 26% dei turisti che visitano la Puglia è straniero. Nella regione sono presenti 23 circoscrizioni turistiche, ovvero aree territoriali omogenee per caratteristiche di domande ed offerte.

Le circoscrizioni “Altri Comuni Lecce”, “Bari”, Altri Comuni Bari”, “Vieste” e “Altri Comuni Foggia” spiccano per alto indice di potenzialità e attrattività turistica. Dall’indagine emerge inoltre che la Puglia sta puntando decisamente sulla qualità, con una crescita a due cifre della produzione dei prodotti alimentari DOP e IGP (+56% contro un incremento del 3,4% registrato a livello nazionale). Infine nel 2018 una bottiglia su 4 (il 25% della produzione regionale) è costituita da vini DOP o IGP, per un totale di oltre 2,4 mila ettolitri di prodotto*.

Unicredit Areni

“Le eccellenze enogastronomiche della Puglia e le bellezze offerte da un immenso patrimonio culturale, artistico e naturale, contribuiscono a rendere la regione un territorio unico - ha affermato Annalisa Areni, Regional Manager Sud di UniCredit - UniCredit guarda con grande attenzione al turismo e all’agroalimentare e, per il prossimo triennio, il nostro impegno sarà volto a sostenere progetti che prevedono l’integrazione tra i due settori attraverso un plafond di 5 miliardi di euro per le PMI italiane, con l’obiettivo specifico di stimolare il fare-rete sui territori al fine di valorizzarli".

"Il turismo ed il settore agroalimentare sono strategici per questa regione - ha proseguito Areni - il primo vale circa il 9% del Pil regionale, ma anche l’agroalimentare gioca un ruolo importante, con oltre 83 mila imprese del settore che generano un valore della produzione globale di circa 400 milioni di euro e con un’incidenza sul PIL regionale pari al 6%. La vera sfida per la Puglia sta nel favorire lo sviluppo di un sistema integrato turismo-agricoltura, capace di creare una catena di valore tra le eccellenti risorse offerte dai due settori, innescando un circolo virtuoso in grado di apportare benefici all’l'intero territorio. E’ su questi presupposti che nasce il progetto Made4Italy su cui UniCredit intende lavorare”.

Attraverso un modello dedicato, con “Made4Italy” la banca propone nello specifico una serie di azioni mirate a promuovere un'offerta congiunta tra strutture ricettive ed imprese agricole volta al potenziamento delle destinazioni turistiche, dei prodotti di eccellenza e del trend enogastronomico, con l’obiettivo di potenziare non solo l’asset turistico ma anche altri asset fondamentali delle nostre regioni, come l'arte, la cultura, la sostenibilità, il patrimonio storico e paesaggistico.

Nel dettaglio, il programma “Made4Italy” prevede le seguenti linee di azione strategica:

NUOVA FINANZA: UniCredit destinerà 5 miliardi di euro di nuova finanza nel triennio 2019-2021 per stimolare il “fare-rete” sui territori e per favorire un sistema integrato turismo-agricoltura. Questo si traduce anche nell’offerta di prodotti e servizi tarati sulle specifiche esigenze delle imprese che operano nei settori del turismo e dell’agroalimentare italiano;

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CONSULENZA DEDICATA: grazie al radicamento territoriale e al proprio know-how di banca internazionale, con banche leader in 14 mercati strategici e una importante presenza operativa in altri 18 Paesi in tutto il mondo, UniCredit mette a disposizione una consulenza specifica dedicata e tarata sulle esigenze di ogni singolo progetto selezionato sui territori, con il supporto di alcune leve quali:

Networking: facilitare sui territori italiani momenti di incontro (workshop e B2B) tra le imprese e attori di filiere differenti, anche con il possibile coinvolgimento di imprese sociali presenti sul territorio;

Formazione: supportare la competitività delle imprese, affiancandole nell’accrescere le competenze finanziarie, di marketing e di comprensione delle evoluzioni e dei trend dei mercati di riferimento degli operatori dei due settori, in particolare quelli più piccoli, grazie all’organizzazione di giornate di formazione avanzata e gratuita;

Comunicazione: diffondere i valori, la sostenibilità, la cultura e le eccellenze dei territori in cui si sviluppano i progetti, utilizzando i canali di comunicazione della banca.

Santa Cesarea terme

Nel corso del della giornata sono stati anche approfonditi i temi emersi dalla ricerca UniCredit-Nomisma nell’ambito di una “Tavola Rotonda” che ha visto la partecipazione anche di Loredana Capone, Assessore Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, di Alessandro Laterza, Amministratore Delegato Laterza Spa, di Roberto Pagliara, Amministratore Delegato di RG Holding Srl e della Regional Manager Sud di Unicredit, Annalisa Areni.

Nel dettaglio, lo studio UniCredit-Nomisma evidenzia come alcune circoscrizioni, in particolare quelle di “Bari”, “Foggia”, “Santa Cesarea Terme”, “Brindisi” e “Lecce”, siano riuscite a mitigare la stagionalità grazie ai diversi asset territoriali e alla varietà dell’offerta. La Puglia si posiziona inoltre al primo posto in Italia con 116 borghi a spiccato interesse storico e artistico che, con una offerta turistica di oltre 4.600 strutture ricettive, generano un numero di arrivi totali superiore ai 2,8 milioni (il 26% è costituito da turisti stranieri) e costituiscono un mix importante per lo sviluppo eno-gastronomico e turistico della regione.

Valle dItria

Un punto sicuramente a favore della Puglia è rappresentato dalle strutture alberghiere. Da un’indagine di Travel Appeal sui trend di cambiamento in atto nel comparto turistico, è emerso infatti che la soddisfazione generale (sentiment medio, ovvero l’indicatore che riflette la percezione delle strutture recettive prendendo in considerazione le recensioni registrate sui principali portali) delle persone, che nel 2019 hanno soggiornato nelle strutture turistiche della Puglia, si attesta all’88,13%; dato superiore alla media Paese (86,9%), con una quota di attrazione di turisti stranieri che raggiunge il 36% sul totale degli arrivi. Il dato di soddisfazione generale dei turisti della Puglia è il risultato dell’analisi di oltre 500.000 contenuti testuali (recensione, testo o post) emersi sui principali social e sui siti specializzati (Booking.com è il canale nel quale si trova il maggior numero di recensioni, seguito da Google, TripAdvisor e Facebook).

Nello specifico focus sulla la Valle D’Itria presentato da Travel Appeal emerge che il sentiment medio per l’area si attesta al 90.05%, dato superiore alla media della Regione, con una quota di attrazione di turisti stranieri che raggiunge il 40% sul totale degli arrivi. Per la Valle D’Itria il risultato del sentiment positivo si basa sull’analisi di circa 700 strutture ricettive del territorio appartenenti ai 9 principali Comuni dell’aera, e dell’analisi semantica di oltre 51.677 contenuti testuali emersi sui principali social e sui siti specializzati, dove sono state rilevate circa 106.000 opinioni espresse su diversi aspetti riguardanti l’esperienza di soggiorno, con un sentiment medio positivo dell’88.87%”.

capone turismo oggi

Nel suo intervento l’assessore all'Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, Loredana Capone, ha sottolineato: “Le previsioni sulla crescita dei flussi turistici sull’internazionalizzazione contenute nel Piano strategico del turismo  trovano riscontro nella realtà. Dal 2015 al 2018  gli arrivi e le presenze in regione sono aumentate del 18% e del12%; la crescita dall’estero è stata del 43% e del 33%".  

"Un turista su quattro - ha ribadito l'Assessorè - è quindi straniero. Il tasso d’internazionalizzazione  ha raggiunto rispettivamente il 25,6% per gli arrivi e il 23,4% per le presenze. Di questo passo la Puglia sta riducendo il gap che la distanziava dalle principali destinazioni d’Europa e del Mediterraneo e con una crescita media annua del 7% punta a raggiungere il 30% d’internazionalizzazione dell’incoming nei prossimi cinque anni. D’altronde è sufficiente girare le nostre città che solo cinque anni fa non erano città turistiche ed oggi pullulano di turisti soprattutto stranieri".

"La Puglia è una comunità accogliente - ha proseguito Loredana Capone - e abbiamo un patrimonio magnifico e adesso i turisti cominciano anche a comprarsi casa. Questa crescita comporta ulteriori sfide: se si punta sui mercati stranieri e sulla destagionalizzazione  si deve puntare anche su una offerta culturale e di eventi tutto l’anno. Per questo abbiamo sostenuto eventi in tutta la Puglia e tutto l’anno  con il dipartimento cultura,  con incentivi non solo sulle strutture ma anche sui contenuti e sugli eventi".

"Oggi servono competenze a servizio nel turismo - ha ricordato l'Assessore salentina - e bisogna investire nella formazione per un vero salto di qualità, per un turismo che aumenti la spesa diminuendo l’impatto, per dare servizi di qualità. I comuni si devono sentire una destinazione  turistica e devono fare un piano di commercio, trasporti e artigianato. La Regione ha dunque  pronta una bozza di legge che interviene e sviluppa proprio le DMO, Destination management  organization”.

capone rocky luca

Loradana Capone ha poi riportato i dati che gli esperti del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno stimato nella recente ricerca “L’impatto economico del turismo in Puglia”, realizzata per conto di Pugliapromozione e che verrà presentata in autunno, nella quale, per la prima volta, è stato misurato l’impatto economico del settore per imprese, turisti e residenti.  

“L’impatto economico del turismo in Puglia è tangibile - ha evidenziato l'Assessore - l’indotto turistico pugliese ha raggiunto numeri da record: 6,4 miliardi di euro sui consumi finali (12,3% sui consumi finali delle famiglie residenti e non totali del 2017), 8,9 miliardi in termini di valore aggiunto (13,6% del totale valore aggiunto). Il turismo in Puglia crea un indotto occupazionale in termini di addetti pari a 135.000 addetti (15,4% del totale) coinvolti nella filiera turistica. Il totale delle imprese interessate direttamente e indirettamente al turismo sono quasi 52.000 , pari al 13,4% delle imprese attive nel 2018".

"La sfida per gli stakeholder del settore, nei prossimi anni - ha aggiunto ancora - sarà creare un ecosistema di business turistico, partendo dalle imprese che dimostrino di aver adottato modelli di gestione innovativi e di aver ideato nuove strategie che si adattano al mercato internazionale e al frenetico cambiamento dei comportamenti dei turisti. Gli investimenti per il turismo stanno funzionando: merito di tanti imprenditori che ci hanno creduto e di una strategia regionale che ha puntato sul lavoro di squadra. La nostra è una ospitalità che fa la differenza: chi viene non si sente un turista ma un cittadino e racconta la sua l’esperienza per cui diventa ambasciatore e vuole  ritornare".

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"Tutto questo è anche il frutto della promozione di questi ultimi anni, che si è specializzata verso mercati target  con i voli diretti, oltre che della qualificazione delle nostre strutture ricettive che,  anche contando sui nostri incentivi regionali, hanno migliorato l’offerta e potenziato i servizi. Abbiamo incentivato le strutture ricettive - ha ricordato l'Assessore Capone - con i programmi Pia, Nidi e Titolo II, per cui abbiamo speso complessivamente 544 milioni:  sul settore pubblico siamo andati oltre i restauri di castelli, teatri, palazzi storici, legandoli a progetti di fruizione  che qualificano l’offerta".

"Oggi però servono competenze a servizio nel turismo - ha concluso Loredana Capone - e bisogna investire nella formazione per un vero salto di qualità, per un turismo che aumenti la spesa diminuendo l’impatto, per dare servizi di qualità. I comuni che vogliono investire sul turismo devono organizzarsi e lavorare con piani che intervengano a favore dei settori collegati: urbanistica e attività produttive , commercio, artigianato e trasporti”.

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"L’intesa con Unicredit sottoscritta oggi – ha commentato Francesco Caizzi, presidente degli albergatori pugliesi – offre nuove opportunità di sviluppo all’intera filiera del turismo pugliese. In prima linea, naturalmente, c’è il sistema alberghiero che è l’asse portante dell’intera filiera del turismo della Puglia. Nella positiva contingenza che sta attraversando il turismo pugliese, questo atto ci permetterà di lavorare in sinergia diretta con il sistema bancario e, facendo rete con tutti gli attori pubblici e privati della filiera, si potranno avviare quelle azioni necessarie a consolidare un prodotto turistico regionale, con il perfezionamento della qualità dell’accoglienza, l’ottimizzazione della sua commercializzazione e, quindi, della sua promozione, non avulsa dal contesto produttivo"

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"In Puglia - ha aggiunto Caizzi – a seguito dei positivi risultati degli ultimi dieci anni, dobbiamo impegnarci a consolidare un’industria del turismo che possa dare apporti significativi al Pil regionale e creare posti di lavoro. Per questo abbiamo bisogno di aziende turistiche solide che operino nel solco della legalità, in rete con gli altri attrattori della regione, da quelli culturali a quelli paesaggistici a quelli del sistema agroalimentare. Abbiamo l’urgenza, per prima cosa, di distruggere il lato oscuro del nostro turismo, ovvero l’abusivismo ricettivo, che fiacca l’entusiasmo di tutti gli operatori professionali e legali, producendo un dannoso effetto frenante. Gli albergatori non sono ostili in modo preconcetto alle strutture extra alberghiere o alle nuove forme delineate dalla sharing economy, bisogna però tenere conto della drammatica realtà dei numeri. Il fenomeno Airbnb nel 2019 ha immesso online sul mercato turistico pugliese ben  40.481 alloggi (+88,28% rispetto al 2017), non censiti fiscalmente e, quindi, generatori di un livello imponente di evasione fiscale".

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"Questo enorme volume di illegalità - ha chiosato Caizzi - danneggia anche i nostri ragazzi, che scelgono gli istituti alberghieri, perché costretti a emigrare al nord o all’estero per poter lavorare. Da sei anni uno studio commissionato da Pugliapromozione conferma che le presenze non rilevate dalle fonti statistiche e fiscali sono per cinque volte superiori alla situazione ufficiale nota. Questa situazione di concorrenza sleale e abusivismo non può essere oltremodo sostenuta dal sistema legale della ricettività, oltre a pregiudicare qualsiasi iniziativa istituzionale finalizzata al miglioramento della qualità dei servizi".

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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