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Roma

di Alberto Berlini

Inviare una raccomandata oggi costa quasi sei euro, 5,90 per la precisione. Un ingegnere romano ha inventato un modo per abbattere il costo a 1 euro e 50 e dopo sei anni di test è pronto a rivoluzionare il mondo delle comunicazioni. E anche a far risparmiare più di un miliardo di euro alla pubblica amministrazione.
“Renzi ha promesso 80 euro in busta paga agli italiani. Io gli voglio dare la possibilità di aggiungerne altri 100 facendo risparmiare allo Stato non meno di un miliardo di euro l'anno”. La mente dietro al progetto “t-notice” si chiama Claudio Anastasio e ha scelto affaritaliani.it per raccontare come nasce una rivoluzione. Come ogni idea che si rispetti tutto è nato quando l'ingegnere Anastasio era ancora bambino.
“Mio padre lavorava alla poste e spesso quando andavo a trovarlo in ufficio mi mettevo a giocare sul nastro trasportatore della corrispondenza. Non lo sapevo ancora, ma stavo già imparando tutto un sistema e tutti i suoi punti deboli”.

Ogni storia che si rispetti ha un inzio...
“E anche una data, il 25 agosto 1999. All'epoca lavoravo per l'Api ed ero in ferie a Londra. Quella mattina mi sono alzato e ho trovato sui quotidiani inglesi l'immagine dell'esplosione della raffineria di Ancona. Quel giorno morirono diversi amici miei. L'inchiesta mise in luce che il sistema di comunicazione e analisi del rischio che avevo progettato e messo in piede fu l'unica cosa che continuò a funzionare in quell'inferno di fiamme altissime”.
Arriviamo ad oggi...
“Oggi Renzi ha promesso 80 euro in busta paga agli italiani. Io gli voglio dare la possibilità di aggiungerne altri 100”.
Ottimo, come?
“Il Premier dice che con 10miliardi risparmiati riesce a dare 80 euro in più al mese, e tutti sappiamo le difficoltà per recuperarli. Nel frattempo però, lo Stato spreca, butta via miliardi di euro in posta. Più nello specifico la sola Amministrazione centrale spende almeno 2,5 miliardi ogni anno in raccomandate”.
Quindi...
“La soluzione: passare gran parte di queste alla versione digitale. Ogni anno si potrebbe risparmiare in maniera strutturale, non meno di un miliardo di euro”.
Ci hanno già provato, con la Pec, ma diciamo pure che è andata male.
“Certo, perché aveva un problema insormontabile... mi faccia spiegare. Abbiamo messo a punto un brevetto europeo per fare tutto da casa come fosse una mail infinitamente più semplice di una Pec e con un valore giuridico che la Pec non ha. Ed è un gesto, semplice, che si potrebbe fare con un solo decreto legge. La Pec si è arenata su cavilli giuridici ed essenzialmente perde valore quando viene riprodotta e stampata su carta. Tnotice no”
Arriviamo al cuore, come funziona?
“Per i più tecnici possiamo dire che ha un Ascii code, per semplificare ogni comunicazione ha un'impronta elettronica che certifica partenza-trasmissione-arrivo, come in un fax. Inoltre come una semplice email la possiamo mandare a qualsiasi indirizzo elettronico o fisico”.
Ma il digital divide in Italia non è cosa da poco...
“Diciamo che per l'ultimo miglio, chi non possiede un computer riceve una busta, come quelle che contento il pin delle carte di credito.”
A che punto è il progetto?
“Nel 2008 il primo brevetto, ora 3mila utenti la stanno testando in versione beta. Abbiamo fatto le cose con calma, ottenendo tutti i brevetti e il 14 aprile scorso alla Camera il presidente Boldrini ci ha nominati come progetto rivoluzionario per l'agenda digitale... insomma siamo pronti”.
Miliardi di risparmi per la Pubblica Amministrazione ma anche per professionisti e privati. E per una volta un'idea realizzata in Italia.
“Per una volta la Silicon Valley è in Italia, ad Anzio. Qui è nata Tnotice. La mia azienda ha chiuso i battenti per la crisi, dopo un lungo periodo di stipendi non pagati, e sono  rimasto con due valige in mano. Un amico, Angelo, proprietario di un'osteria ad Anzio gli ha offerto un lavoro. Lì, in un monolocale preso in affitto è nata l'idea, anche con  Luca e Raffaele, trentenni, che avevano una società di informatica e comunicazione. I clienti hanno iniziato a non pagare e hanno dovuto chiudere. Ora Luca aiuta la moglie, orafa, Raffaele invece è emigrato in Germania, con il sogno di tornare”.
Ora siete pronti a prenderci la vostra rivincita...
“Prima di chiudere le voglio raccontare una storia. Mister Xeros ha impiegato 10 anni per vendere la sua prima fotocopiatrice. La risposte iniziale era quella che esisteva già la carta carbone. Ora i giovani neppure sanno cosa sia. La rivoluzione culturale ha bisogno di tempo, ma quando arriva, arriva”

tnoticeIn Rete il video virale: "Cosa fare con 100 euro?"
 
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