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Roma
Abbronzatura: un bimbo su 4 si scotta. Le buone pratiche anti-tumore

In Italia, un bambino su 4 si brucia al sole almeno una volta nella vita e non utilizza creme protettive quando si espone ai raggi solari.

 

E’ quanto è emerso da uno studio illustrato nel corso della cerimonia conclusiva della campagna di prevenzione “Il Sole per amico” - che si è svolta a Roma, al Miur - promossa da Imi (Intergruppo Melanoma Italiano), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Aiom (Associazione di Oncologia medica) e il contributo di Merck & Co.

Il progetto educativo che, dal 2015, ha coinvolto 300 scuole primarie di 11 regioni per un totale di circa 50 mila alunni e oltre 4 mila docenti, ha viaggiato parallelamente ad uno studio epidemiologico su oltre 12 mila bambini condotto da Imi e Gised (Gruppo italiano studi epidemiologici in dermatologia). Testimonial dell’iniziativa la conduttrice televisiva Licia Colò.

“La campagna e il progetto educazionale ‘Il Sole per amico’ - ha spiegato il presidente Imi, Giuseppe Palmieri - sono nati per contrastare la diffusione del melanoma, il tumore della pelle sempre più frequente fra i giovani adulti di 20-30 anni e che ormai rappresenta il secondo tumore per incidenza nella popolazione maschile e il terzo in quella femminile al di sotto dei 50 anni”.

L’iniziativa è stata fra le più importanti finora realizzate in Italia in materia di prevenzione primaria ed ha insegnato ai bambini le regole fondamentali per una corretta esposizione ai raggi UVB. I bambini infatti, sono la fascia di popolazione maggiormente a rischio per il melanoma che nel nostro Paese ha un’incidenza di 13 mila casi l’anno, più che raddoppiata da 30 anni a questa parte. Le scottature prese nell'infanzia purtroppo, sono un fattore predisponente in più perché la pelle 'memorizza' il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a molti anni di distanza.

Lo studio ha evidenziato come, nonostante l’85% dei bambini venga accuratamente spalmato di creme ad alta protezione quando è in spiaggia, il 73% sia costretto ad utilizzare maglietta e cappello ed il 54% occhiali da sole, circa il 25 % non ricorre invece ad alcun genere di protezione. Se nel tempo quindi, la consapevolezza dei danni causati dal sole e l’attenzione dei genitori è sicuramente aumentata, dall'altra rimane ancora una parte di giovane popolazione che si abbronza con eccessiva disinvoltura incurante dei danni causati alla propria pelle.

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