Acea mercato libero: un salto nel buio delle bollette

L'INCHIESTA. Dopo bollette le pazze arrivano anche i contratti fantasma. Diversi cittadini protestano per modifiche non autorizzate alle forniture procacciate dalla serie di ditte che offrono non solo sul mercato romano la possibilità di avere un unico soggetto per le utenze domestiche. La multiutility per questo comportamento è stata già multata dall'Antitrust.


Le differenze tra i contratti tradizionali e il nuovo mercato e a chi conviene e quali sono le società esterne che vendono le “forniture dual”

Giovedì, 23 febbraio 2012 - 07:22:00

di Franco di Grazia

Al centro della cronaca, da molti mesi, ci sono le “bollette pazze” (acqua+luce+gas). Un caso speciale è però quello delle fatturazioni incardinate nei “contratti del mercato libero” che vengono raccolti da società e cooperative incaricate dalla Holding capitolina Acea SpA (quotata in borsa) e che permettono di fatturare con modalità molto diverse dal passato. Leggendo la bolletta della luce si scoprirà in alto la dicitura “Mercato Libero” per distinguerle da quelle usuali.

I contratti del “mercato libero” sono migliaia e in un certo senso anacronistici per le utenze domestiche, e spesso ottenuti – come accertato dalle Autorità di controllo- senza firme e/o, peggio ancora, carpiti alla buona fede dei cittadini con modalità ingannevoli. Soprattutto “anziani” e soggetti meno abbienti in gravi difficoltà, attratti dalla “promessa di grandi risparmi” in bolletta. Contratti che, al contrario, possono essere vantaggiosi per i grandi consumatori d’energia (supermercati, centri produttivi, grandi centri sportivi, pubbliche amministrazioni, etc.), che possono spuntare condizioni favorevoli di fornitura dual-fuell (energia elettrica e gas), scegliendo nel tutto sommato ridotto parterre delle Società di distribuzione “effettive” presenti sul mercato.

La nuda realtà è che da mesi migliaia di clienti/utenti domestici si ritrovano bollette esose e incomprensibili e protestano, chiedendo di rientrare nel “mercato tutelato” che garantisce la “tariffa stabile” decisa dall’Autorità dell’Energia, e malgrado abbiano contestato le super-fatture restano impigliati nei “nuovi contratti liberi” e sotto la minaccia di distacco della fornitura. In migliaia si sono rivolti agli sportelli di piazzale Ostiense e hanno tentato invano di ricevere risposte dal numero verde 800199900.

acea tabella


Ancor peggio vanno le cose quando scoprono, con sorpresa, di far parte “del mercato libero” per la luce ed il gas e che la fattura è lievitata per questo. Per l'attivazione non richiesta al “mercato libero” della fornitura di energia elettrica e gas naturale, l'Antitrust ha indagato e sanzionato Acea Energia spa. L’Autorità dell’Energia e del Gas ha scoperto fatture scorrette a danno dei consumatori e hanno multato l’ex-municipalizzata. Però, a dannarsi sono sempre “i cittadini” e non i responsabili del disastro.

Ma torniamo all’inchiesta di Affaritaliani.it e tentiamo di fare chiarezza sui contratti del mercato libero. E’ un fatto che dai vertici Acea sono stati ingaggiati plotoni di “ditte esterne” (Panacea srl, Eurocall srl, Recall srl, BM credit, Viterbo service, Holding at, Holding energetic service, Panzironi Stefano, etc.) con il compito di procacciare “nuovi contratti nel mercato libero”, attraverso azioni mirate, prima di tutto, sull’enorme e tradizionale utenza Acea.
E’ in campo un esercito, coordinato, da almeno 250 addetti, operanti sul territorio cittadino e di casa in casa nelle 20 circoscrizioni romane e non solo.
Le domande che sorgono spontanee sono molte: le Società specializzata (scelte e autorizzate da Acea), sono veramente "esperte"? Qualcuno dei dipendenti ci marcia ? Quale controllo viene effettuato? E’ tutta colpa, come è stato detto, di fantomatici soggetti esterni all’Acea? Loschi figuri che s’aggirano per Roma ed approfittano (per chi?), consegnando i “contratti estorti” agli uffici dell’Acea ? Sicuramente, anche nel “mercato libero” i buchi del nuovo sistema informatico non aiutano gli utenti e visti i mancati incassi e i danni di immagine per l’azienda capitolina, ci sarà qualcuno che dovrà risponderne o no?

Si dovrebbe indagare a fondo, visto che: circolano addetti che, grazie agli archivi di un milione e cinquecento mila utenze (il più grande d’Italia), all’investitura ottenuta e alla formazione impartita, agiscono per ottenere il “massimo numero di contratti” a cui corrisponde un “pagamento” per ogni utente conquistato tra i 60-70 euro a contratto (incasso di circa 2milioni di euro in un anno e mezzo) e che peraltro risulta che alcune ditte annoverano tra i loro clienti delle aziende concorrenti nel comparto Energia. Aspetto, quest’ultimo, non di poco conto per le gravi implicazioni che comporta, su cui qualcuno a piazzale Ostiense ne è certamente responsabile.

I vertici della società romana vanno avanti come se niente fosse e hanno assunto perfino un Direttore Generale e un nuovo Capo del Personale (Paolo Gallo e Paolo Zangrillo) ben pagati (nonostante la crisi) per rimettere in carreggiata la multi utility romana, ma cittadini e dipendenti si rendono conto che la situazione è infernale. A ottobre 2011, ricordiamo, che il Presidente e l’Amministratore delegato della “corazzata Acea SpA” spergiurarono che entro la fine dell’anno sarebbe stato tutto sistemato. Forse la situazione é peggiorata.


Affaritaliani.it, come sempre, pubblicherà l'eventuale e auspicata replica di Acea spa, impegnandosi sin d'ora a dare risalto ad informazioni utili ai cittadini.




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