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Roma
Aldo Moro da giovane. Le foto in famiglia e con gli amici di scuola in mostra

di Patrizio J. Macci

Aldo Moro negli anni dell'adolescenza e della giovinezza, insieme alla famiglia nei momenti della spensieratezza.


“Taranto città a me cara...” una mostra fotografica dedicata al rapporto profondo e mai interrotto tra lo statista e il giurista Aldo Moro e la città pugliese, dagli anni della sua giovinezza alle visite istituzionali allestita negli spazi della Galleria Alberto Sordi a cura del Comitato per le celebrazioni in Taranto del centenario della nascita di Aldo Moro.

La bibliografia sullo statista democristiano ucciso dai terroristi dalle Brigate Rosse il 9 maggio del 1978 è pressoché sterminata, sulla sua figura e sul suo operato sono state scritte migliaia di pagine ma quasi tutti i lavori pubblicati fino ad oggi dedicano poco spazio al periodo della sua prima giovinezza, quando con la famiglia visse a Taranto. Un lavoro paziente e capillare di ricerca nell’Archivio di Stato della città pugliese, in archivi privati e tra le carte di amici allievi e conoscenti dello Statista permette ora di dire che in quel periodo della sua vita si formano le radici del suo impegno sociale e politico e la visione cristiana della vita alla quale egli poi uniformò le sue azioni e il suo vivere e interpretare la politica come servizio.
La raccolta permette di osservare fotografie di tutta la famiglia Moro, stralci dei suoi scritti scolastici e universitari quando Moro pensava di seguire esclusivamente alla carriera accademica e non aveva in mente di entrare in politica.

La narrazione degli eventi esposta attraverso l'allestimento e ripresa in maniera più larga nel catalogo, evidenzia e dimostra come il legame tra Aldo Moro e la città, nato con il trasferimento e la permanenza della sua famiglia a Taranto, la partecipazione alla vita associativa e culturale che ruotava intorno ai circoli cattolici cittadini e rafforzato dai rapporti spirituali e di amicizia che egli instaurò in quel periodo e che mantenne negli anni seguenti, non cessò mai e che i suoi contatti con la città non si interruppero anche quando egli arrivò a ricoprire i più alti incarichi nella vita politica e istituzionale del Paese.

Gli scatti mostrano la famiglia Moro al completo, gli anni della sua formazione scolastica dalle scuole elementari fino alle pagelle scolastiche del Liceo Archita, la vita nell’Istituto; gli amici amatissimi e i contatti con il mondo cattolico, per concludersi con il Moro politico che inaugura la raffineria della Shell e il polo siderurgico.

La mostra può essere visitata negli orari di apertura della Galleria ed è gratuita.

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