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Roma

Per la prima volta nella storia delle celebrazioni papali, le riprese durante il Giubileo verranno realizzate esclusivamente nel formato Ultra HD 4K. Una scelta, quella di puntare sulla più avanzata offerta tecnologica esistente nel campo della comunicazione, che oltre a garantire una fruizione straordinariamente immersiva dell'evento, costituisce un’importante fonte documentale in quanto permette la realizzazione di reperti video molto resistenti nel tempo da consegnare agli archivi e agli storici del futuro.

“Sfrutteremo tutte le potenzialità del formato - ha precisato Mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione; noi dobbiamo tenere in buona considerazione certamente gli ultimi, ai quali dobbiamo inviare un segnale in standard definition ma non dobbiamo dimenticare anche le nazioni più evolute tecnologicamente. Stiamo mettendo in archivio per i secoli a venire un patrimonio storico importantissimo e vale la pena di farlo in 4K: non a caso abbiamo già iniziato le produzioni 4K con la canonizzazione dei due Papi, lo abbiamo fatto anche durante la beatificazione di Paolo VI. La storia tra 20-30 anni non sarà più fatta solo sui testi cartacei ma prevalentemente sugli audiovisivi. Tanto più l’audiovisivo è di alta qualità, tanto meglio sarà per gli storici”.

"Facciamo nostra la definizione che Papa Francesco ha dato del Giubileo, una esperienza viva per tutti". Ed è pensando anche alle generazioni future che all'interno del Vaticano è in pieno movimento un team che si occupa della digitalizzazione di tutto il patrimonio storiografico presente negli archivi pontifici. Così se nel 2010 le riprese effettuate dal centro di produzione vaticano sono state realizzate in alta definizione, nel corso degli ultimi 5 anni i salti tecnologici hanno accompagnato i momenti storici vissuti in piazza San Pietro. La beatificazione di Papa Vojityla fu il battesimo della tecnologia 3d che accompagnò anche la canonizzazione dei due papi nel 2014. Quello fu l'occasione per testare per la prima volta l'ultra definizione, ma allora il segnale trasmesso in mondovisione era di tipo tradizionale.

A dirigire il Centro Televisivo Vaticano, istituito nel 1983 per volontà del Santo Giovanni Paolo II, è Stefano D'Agostini, "regista" dell’agenzia televisiva delle attività della Santa Sede. "Informare, approfondire e documentare sono le nostre missioni, ma lo scopo principale è di contribuire all’annuncio universale del Vangelo con gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. In questi decenni la tecnologia ha viaggiato a grande velocità, creando inaspettate reti interconnesse".

stefano dagositiniStefano D'Agositini

È necessario mantenere la prospettiva evangelica in questa “autostrada globale della comunicazione “,  avere sempre presente la finalità che volle stabilire il Santo Giovanni Paolo II dando vita al CTV: Favorire un’azione più efficace della Chiesa al fine di offrire nuovi strumenti con cui svolgere nel mondo l’universale missione della Chiesa”. È proprio l’archiviazione dei contenuti audiovisivi uno degli aspetti che sta particolarmente a cuore al Centro Televisivo Vaticano, che custodisce nel proprio archivio un immenso patrimonio audiovisivo con oltre 10.000 ore di registrazione, e pone la massima attenzione per garantire un servizio cui possono attingere i broadcaster e gli storici di tutto il mondo e di cui usufruiscono milioni di spettatori.

A.B.

Tags:
monsignor viganòctv

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