Aurelio Regina, il grande tessitore di Roma. Il personaggio

Martedì, 25 maggio 2010 - 11:08:00

di Fabio Carosi

Roma ha i conti in rosso? Aurelio alza il telefono e parla direttamente con Giulio (Tremonti). Il Comune non paga le aziende? Ecco che spunta una società di factoring, la Sace Factoring, pronta a prendere i crediti del Campidoglio. E la Polverini è nei guai con la voragine della sanità? Sempre Aurelio detta alle agenzie di stampa la ricetta: “Niente nuove tasse ma un diminuzione dell’ospedalizzazione e la telemedicina”.

Manager internazionale, progettista di qualità, cacciatore di teste. Ora anche spin off della politica comunale e regionale. La nuova Roma che conta, quella che ha deciso di dare un taglio con la vecchia politica e di trasformare la città seguendo non più il destino di Capitale assistita ma costruendo una nuova industria, ha un solo nome: Aurelio Regina.

Pugliese classe 1963, dal 2008 è ufficialmente a capo degli stanchi industriali romani, sottoposti per oltre un anno ad un singolare processo di formazione. Via la cultura della famiglia e degli intrecci con la politica e largo al management, alla progettualità. Il segreto di Regina si chiama network. Un piede anche in Procter&Gamble Italia come responsabile della comunicazione e delle Relazioni istituzionali, successivamente è divenuto consulente della società di super recruiting, Egon Zender, collocando manager, uffici stampa e pierre nelle principali aziende, mentre nel board dell’Aspen Institute, presieduto proprio da Giulio Tremonti, tesseva la trama iniziata nel 1991 con l’ingresso in Philip Morris. Oltre ad essere presidente degli industriali romani di nuova generazione, è anche consigliere d’amministrazione de Il Sole 24 Ore e grande sponsor dell’edizione romana del quotidiano di via Monterosa, nella quale compare quasi tutti i giorni.

regina alemanno

Se non bastasse è anche vicepresidente esecutivo dell’Opce, l’Euro Confindustria che riunisce il tessuto imprenditoriali delle Capitali. Ammesso che abbia tempo libero lo deve sacrificare per dedicarsi anche alla presidenza del cda delle Manifatture Sigaro Toscano dove il 20 per cento del pacchetto azionario è controllato da Luca Cordero di Montezemolo a quella della Sistemi&Automazioni, un piccolo gioiello di società con sede a Roma, che dal 1996 si occupa di ingegneria dei sistemi e che vende soluzioni informatiche a privati e pubblici.

Ancora un network, come quello che Aurelio Regina ha creato nella Uir. Intanto il progetto per Roma. La visione non poteva essere che quella della ragnatela con una trama fitta che avvolge il Campidoglio e la Regione, gli enti pubblici costretti dalle “vacche magre” ad invocare sempre più l’aiuto privato. Presi per la gola prima Alemanno e presto anche la Polverini, a forza di gridare al project financing si sono affidati alla “cura Regina” che ha prima ha infilato le banche nella Uir, poi ha convinto Terna (l’ad Flavio Cattaneo è nel board della Uir con delega alle Politiche energetiche e ambientali) a costruire la Roma digitale, mettendo in moto 600 milioni di euro di investimenti privati per superare entro e fuori il Raccordo il muro dei 100 megabit.

Visto che poi la rete – quella elettrica stavolta – di Acea e Terna era ormai datata, sempre Regina ha spinto i due gestori a mettere 500 milioni di euro sul piatto. Due gli obiettivi: fare le manutenzioni dimenticate nel passato e togliere una quantità industriale di tralicci al fianco di palazzi per i quali sono in corso centinaia di cause.
Quindi si è dedicato alle Olimpiadi, scrivendo la candidatura e portando a casa la vittoria su Venezia. I più maliziosi dicono che la trattativa sia stata fatta proprio con Tremonti con il quale divide il disegno di Roma. A dare una mano anche quel Luca di Montezemolo che non vedeva l’ora delle Olimpiadi per cancellare il tormentone del  Gp a Roma. Sarà per questo che Regina si è distinto per diplomazia. Il sogno della Formula 1 lo ha fatto cullare al Campidoglio, anzi, al vicesindaco Cutrufo, così ha avuto modo di occuparsi di cose serie.

Al grido di infrastrutture, infrastrutture, Regina ha messo persino mano alla crisi della traffico e delle buche. Intanto ha dato speranze, supporto e idee all’Agenzia per la Mobilità che ha iniziato a parlare di nuove tecnologie e reti; è in attesa che l’Atac lasci l’associazionismo dei trasporti per iscriversi alla Uir, poi ha messo uno come Giuliano Amato ad occuparsi anche dei lavori per le buche, in modo tale da programmare i futuri scavi per la posa della fibra ottica e mettendo ordine al caos che regnava negli scavi per i pubblici servizi.

Contento? No, la strada è lunga. Ora si dedica alla politica, partendo dai consigli a chi in 2 anni non ha brillantemente amministrato Roma. Una saggezza dispensata gratis che è un vero commissariamento e per il quale Alemanno ha chinato la testa. Ieri ha avvisato: “Se non fossero confermati i 500 milioni del contributo annuo per Roma Capitale, salterebbero il progetto di bilancio e le Olimpiadi”. E poi ha aggiunto da buon manager: “Bisogna intraprendere azioni concrete per riportare il debito a zero, stabilizzando il contributo per Roma Capitale e blindando la gestione commissariale”.

E nel futuro? Per uno che è alla presidenza del sigaro toscano, e neanche fuma, al termine della remata c’è solo la successione alla Mercegaglia. Per far questo la romana Uir deve fare numeri e puntare a superare Milano. Ecco perché Roma città delle reti. A partire dalla sua. Gli unici a capirlo sono stati i finti ingenui del Rotary Club Tevere che gli hanno consegnato il premio 2010. La motivazione? “Per il concreto impegno dimostrato nel sostegno alle numerose iniziative ed ai progetti di lungo respiro, al fine di dotare Roma di quelle moderne infrastrutture e servizi che consentiranno alla città di svolgere con maggiore efficacia il proprio ruolo nazionale ed internazionale”.
Dunque Aurelio Regina è uno che ha le idee chiare. E la rete giusta.

 

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