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Roma
Avvocati, architetti e medici: professionisti in rivolta per l'equo compenso

Avvocati, architetti e medici, è la rivolta dei professionisti. Manifestazione per il ritorno all'equo compenso: “Vogliamo essere pagati secondo giustizia”.

 

Professionisti di tutto il paese riuniti, corteo di protesta in piazza della Repubblica. Avvocati, ingegneri, architetti, medici e geometri in una grande manifestazione, per chiedere alla politica il rispetto delle categorie professionali e il ritorno ai mini tariffari, il cosiddetto giusto compenso. Un grande evento, annunciato dall'Ordine degli Avvocati di Roma per bocca del suo Presidente, l'avvocato Mauro Vaglio, con l'obiettivo di riunire tutti i professionisti e chiedere al governo una legge sul giusto compenso per la qualità delle prestazioni e su altri temi importanti, quali l'equità fiscale e il diritto/dovere a una formazione qualificata di alto livello".

Nel mirino l'abolizione dei minimi tariffari del 2006 che "ha portato alla creazione di un mercato professionale falsato e non basato su una reale tutela della concorrenza, dove si gioca al minimo ribasso dei compensi". Si parla insomma delle cosiddette "lenzuolate bersaniane", provvedimenti in favore del cittadino che, beneficiando della concorrenza forzata tra professionisti, avrebbe risparmiato sulle prestazioni necessarie. Di queste norme si sono però avvantaggiate esclusivamente le parti più forti: grosse imprese ed enti pubblici (in posizione dominante), che avevano ed hanno il potere di imporre la misura del compenso al professionista e, quindi, le convenzioni al ribasso, abbassando però anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
L'obiettivo della protesta di sabato è invece quello di "ripristinare attraverso una nuova legge un sistema virtuoso che garantisca sia i professionisti, di cui grandi fasce hanno un reddito inferiore ai 10 mila euro lordi, sia i cittadini, che devono poter usufruire sempre di servizi di prima qualità".

"Chiediamo un testo di legge sulle professioni intellettuali - spiega Vaglio - anche per riconoscere loro quel ruolo affermato dal parere 2014/C 226/02 del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), secondo il quale “In non pochi paesi, per alcune professioni sono imposti prezzi regolamentati... I prezzi regolamentati necessitano di una giustificazione specifica e devono essere fissati in modo da corrispondere all’interesse pubblico”. È necessario - conclude il Presidente dell'Ordine romano - che il Governo si apra per approfondire in sede tecnica le problematiche che affliggono l’esercizio delle Professioni nel nostro Paese ed identificare le possibili soluzioni da rappresentare al mondo politico. Perciò sarà immediatamente istituito un Gruppo di Lavoro tra Ordini territoriali e le Consulte delle Professioni presso le Camere di Commercio che avrà anche l’incarico di richiedere ufficialmente la costituzione di un Tavolo Permanente per le Professioni presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”.

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