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Roma
Bellezza a tutti i costi, 17 donne italiane su 100 sono ricorse al bisturi

Diciassette donne italiane su 100 hanno modificato il loro corpo con la chirurgia estetica, di queste due su cento lo ha fatto più di una volta.

 

Il risultato sorprendente è che sono soprattutto le giovanissime fra i 18 e i 24 anni a cedere al “ritocchino”: più di una ragazza su cinque (21,4%) si è rivolta alla chirurgia estetica almeno una volta nella vita, il 3,6% più di una.
Sono i risultati dello studio realizzato da Eurispes in occasione dell'8 marzo sulle donne italiane.
Se dunque la stragrande maggioranza delle italiane preferisce rimanere fedele al proprio aspetto naturale, è altrettanto vero che questo dato sembra destinato a cambiare alla luce del fatto che sono proprio le più giovani a intervenire per modificare ciò che non le soddisfa.
Un ritratto in linea con il fatto che l'Italia è fra le prime dieci nazioni al mondo sia per numero di interventi plastici sia per i trattamenti estetici non chirurgici.

Secondo il sondaggio Eurispes, quasi la metà (47,9%) delle donne che hanno subito interventi, ha dichiarato di averlo fatto per la prima volta prima dei 25 anni. Per quasi tre su dieci è avvenuto tra i 18 e i 24, e il 18% ha preso questa decisione addirittura prima della maggiore età.
Sono soprattutto le italiane del Nord (Nord-Est 26,7% e Nord-Ovest 19,5%) a ricorrere al bisturi. Quelle del Sud rimangono nel 95,2% dei casi più fedeli alla loro bellezza naturale.
Più è alto il titolo di studio e prima si è deciso di affrontare l'intervento: fra le italiane laureate o in possesso di un master, il 58,3% lo ha fatto prima del 25 anni.

Sette donne su dieci sono state spinte a farlo perché insoddisfatte della loro immagine naturale: in particolare, il 40,4% ha spiegato di aver voluto “migliorare il proprio aspetto”, il 28,7% di aver sentito la necessità di “correggere un difetto”. Poco meno di una su dieci (9,6) ha confessato di aver voluto “ridurre i segni dell'età” e il 21,3% si è sottoposta ad un intervento in seguito a incidente o malattia.
La rilevazione Eurispes ha evidenziato che sono soprattutto le donne divorziate o separate (55,6%) ad esser state spinte dal desiderio di migliorare il proprio aspetto e nel 22,2% dei casi a voler ridurre i segni dell'età. La metà delle vedove è spinta dalle stesse motivazioni, seguite dalle donne nubili (41,2%). Si può quindi dedurre che sono le donne sole a vedere nel miglioramento della propria fisicità un'opportunità cambiare la propria vita.

Peeling, filler e botulino, ovvero i trattamenti estetici non chirurgici, sono stati utilizzati dal 27,1% delle donne intervistate, poco più di una donna su cinque si è tatuata, il 18,1% ha fatto un piercing. In particolare, piercing e tatuaggi sono molto diffusi tra le giovanissime: tra i 18 e i 24 anni il 42,9% ha un piercing e il 39,3% un tatuaggio.

 

 

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