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Roma
Caritas, è allarme povertà a Roma: "100.000 famiglie senza reddito nel 2018"

La Caritas Diocesana di Roma lancia l'allarme: “La situazione nella Capitale è tragica, nel 2018 oltre 21.000 richieste di aiuto di clochard e quasi 100.00 famiglie senza reddito”. Crescono anche “barbonismo domestico”, persone con dipendenze, problemi psichiatrici e crisi familiari.

 

Questa è la denuncia della Caritas Diocesana di Roma nel Rapporto sul disagio sociale nella Capitale presentato martedì alla Cittadella della Carità, sulla Casilina. Accanto al fenomeno dei clochard (il cui aumento a Roma è sotto gli occhi di tutti) sta crescendo nella Capitale il cosiddetto "barbonismo domestico": l'isolamento e l'abbandono della cura di se' si sono tradotti in forme e stili di vita simili al barbonismo di strada ma vissuti negli appartamenti privati. "Le case si trasformano, nel tempo, in luoghi di accumulo, quasi fossero delle discariche. Le gravi condizioni igieniche diventano allarmanti e determinano il malumore o le proteste dei vicini", rileva il rapporto. Tra gli anziani soli sta emergendo anche la tendenza alla dipendenza dai farmaci, spesso anche da psicofarmaci. La voce "dipendenze" (alcool, droga, azzardo) riguarda il 21% degli utenti dei centri d'ascolto della Caritas di Roma (145 parrocchiali e 3 diocesani), un fenomeno in crescita sia a livello cittadino sia nazionale, tra giovani e anziani.

Nel Lazio aumenta, inoltre, il fenomeno delle "polidipendenze", ad esempio azzardo e alcool. I soggetti segnalati dai servizi sono 22.000: oltre il 66% usa oppiacei, la cocaina è utilizzata dal 61% dei nuovi utenti. Le persone che riferiscono l'uso di più sostanze sono il 48,2%. Per quanto riguarda l'abuso di alcool su 2.857 persone seguite nei Serdn si registra una maggiore presenza di donne in confronto ai dati sulle droghe e un'età media più alta (47 anni).

A Roma quasi il 20% degli utenti dei Centri di Ascolto diocesani presenta problemi di natura psichiatrica. Tra gli stranieri prevalgono sintomatologie di tipo depressivo e da stress post traumatico. In una delle città con gli affitti più cari. tra le richieste più pressanti c'è quella della casa. Nel 2017 a Roma ci sono stati 6.700 sfratti per morosità, il doppio di quelli a Napoli e Milano. La Caritas di Roma sottolinea poi la fragilità della famiglia, con un aumento dei single, separati e divorziati che si rivolgono ai loro centri (69,7% nei cda diocesani, 34,4% in quelli parrocchiali).

"Se la crisi della famiglia (separazioni, divorzi) può portare povertà - osserva il rapporto - è vero anche il contrario e cioè che la povertà porta crisi familiare, è un potente disgregatore della famiglia perché è molto complesso il percorso di ridefinizione dei ruoli". La bassa scolarizzazione caratterizza queste famiglie, provocando a cascata il mancato proseguimento degli studi. Anche le famiglie con un solo occupato e senza una pensione sono aumentate in 10 anni del 47,8%, mentre sfiorano quota 100.000 (92.790) le famiglie senza occupati.

Tra i dati choc del rapporto c'è quello sull'ereditarietà dell'esclusione sociale: spesso i poveri più giovani sono figli di famiglie travolte da spaventose posizioni debitorie (affitti o bollette non pagate), costretti ad accettare lavori in nero per fermare atti di pignoramento che diverrebbero esecutivi in presenza di un reddito certificato. Inoltre, la situazione debitoria dei genitori o la fragilità delle famiglie finiscono col deprimere in partenza sogni di realizzazione, desiderio di istruzione e mobilità sociale.

Il rapporto evidenzia le profonde disuguaglianze anche a Roma. Il reddito individuale imponibile medio annuo si distribuisce in maniera profondamente diseguale: si va dai 40.530 euro del II Municipio ai 17.053 del VI Municipio. Nel complesso l'1,8% denuncia un reddito di oltre 100.000 euro l'anno, mentre il 51,3% possiede un reddito fino a 15.000 euro. Nella capitale 146.941 over 65 non raggiungono 11.000 euro l'anno, una città nella città fatta di anziani che vivono di stenti. Ma anche per i giovani e le famiglie sono tempi duri: un quarto dei giovani romani sono disoccupati, il 51,6% vive con lavori atipici e i Neet (giovani che non studiano, non lavorano o sono in formazione) raggiungono la cifra record di 134.556, con un aumento del 68,3% in 10 anni.

Chi sono le persone che si rivolgono ai centri d'ascolto della Caritas di Roma? Sui 21.149 utenti dell'ultimo anno, la maggior parte (15.046) si rivolge ai centri d'ascolto diocesani, altri 6.103 chiedono aiuti nelle parrocchie. Nei centri diocesani quasi il 60% degli utenti sono giovani immigrati extra Ue (in maggioranza africani), mentre nei centri parrocchiali oltre il 50% sono cittadini italiani, dai 45 anni in su. Tra i bisogni principali svetta, nel 79,6% dei casi, la questione del reddito inadeguato. Nei 145 centri parrocchiali circa il 60% degli utenti chiede un lavoro, il 61,3% un aiuto per pagare l'affitto.

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