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Roma
Carlo Calenda sindaco di Roma. La volata al Campidoglio parte dai social
Carlo Calenda

di Massimiliano Martinelli

Carlo Calenda sindaco di Roma. La scalata dell'ex ministro dello Sviluppo Economico al Campidoglio parte dai social, con una mobilitazione popolare che lo vuole ai vertici della Capitale e del Pd.

 

Romano, classe '73, laureato in giurisprudenza all'Università Sapienza di Roma, ex responsabile gestione clienti Ferrari e responsabile marketing Sky. Già ministro dello Sviluppo Economico, ed ultimo, ma non ultimo, nome forte per il ruolo di segretario Pd. È Carlo Calenda l' “anti-Raggi”, incoronato, non dal proprio partito bensì da un vero e proprio movimento popolare, come antagonista ideale per il governo pentastellato di Roma. È lui il sogno proibito del popolo del web, mobilitatosi tramite social per supportare una candidatura al Campidoglio  ad oggi improbabile. L'uomo giusto all'intero del centrosinistra, tanto da far nascere un gruppo Facebook ad hoc, il cui nome non lascia spazio ad interpretazioni: “Vogliamo Carlo Calenda sindaco di Roma”. Centinaia di persone riunite forse nella speranza di convincere l'ex ministro, che più volte si è mostrato poco entusiasta davanti a questa ipotesi.

Fortemente critico verso l'amministrazione grillina e la Raggi in primis, nel recente passato accusata di incompetenza ed arroganza, Carlo Calenda rappresenta anche l'alternativa al centrosinistra di Zingaretti, arrivato ormai al secondo mandato consecutivo in Regione Lazio. Al modello di coalizione allargata e di restyling del Pd di Zingaretti, Calenda contrappone infatti il "superamento" del Partito Democratico e la creazione di un fronte repubblicano comune, fatto di valori e proposte che possano arginare l'avanzata Lega-M5S.

Letteralmente onnipresente su Twitter, Calenda è il leader concreto che molti elettori hanno eletto bypassando i vertici del partito, in pronta risposta ai due anni di amministrazione M5S. E tra le pagine del web è già un piccolo plebiscito. "Serio e competente" "Intelligente e preparato" i commenti più frequenti,  "Io lo vorrei presidente del Consiglio" propone qualcuno.

Un entuasiasmo crescente, che si scontra però con una certa resistenza da parte proprio dell'ex ministro. Ambizioso e determinato, Calenda punta infatti da tempo alla segreteria del proprio partito ed ha più volte detto che non vede la poltrona del Campidoglio come un obiettivo a breve termine. “Sto facendo poca attività politica e ho più volte smentito - dichiara Calenda ad Affaritaliani.it - Per il momento non è il mio progetto di vita, senza elezioni non c'è modo di parlarne". Una smentita secca che chiude le porte ad ogni scenario a breve termine, salvo impreviste cadute o ripensamenti, strettamenti legati al destino del governo di Roma e del Pd. E a chi gli fa notare che tra il gruppo di sostenitori-ultras ci sarebbe anche la sue ex insegnante del liceo, Calenda ammette con ironia: “La mia ex prof del Mamiani? Può essere, non ricordo, al liceo ero molto scapestrato, ho i ricordi un po'annebbiati...”.

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