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Roma
Carofiglio, Arrighi e De Cataldo: dai giuristi il legal thriller di successo

di Claudio Roma

De Cataldo, Arrighi e Carofiglio, il legal thriller all'italiana nasce belle aule di giustizia. I giuristii sono in cima alle classifiche dei libri più venduti e anche “padroni” del mercato che vale 50 milioni di fatturato.

Diritto e letteratura sono intrecciati da sempre. Si pensi a Sofocle e Platone, che dedicano opere ad Antigone e Socrate, che si immolano per il loro senso di giustizia di fronte a leggi inique. In tempi moderni pensiamo alle odissee giudiziarie che vivono i protagonisti dei romanzi di Milton, Hugo, Dickens, Dostoevskij, fino al "Processo" di Kafka. Non si tratta tuttavia solo del contenuto delle opere, ma anche della formazione giuridica degli autori. Cicerone e Seneca erano avvocati. Tommaso Moro fu, tra l’altro, avvocato e giudice. Bacone e Montesquieu avevano studiato diritto. Dickens era il praticante di uno studio legale.

E giuristi si rinvengono tra i fondatori americani del genere letterario del legal thriller: da Grisham a Turow, da Patterson a Forsyth. Non dobbiamo quindi stupirci che molti giuristi italiani si siano rivelati scrittori, e alcuni anche di grande successo, come Giancarlo De Cataldo, Gianluca Arrighi e Gianrico Carofiglio. De Cataldo, classe 1956, è giudice della Corte d'assise di Roma, Arrighi, classe 1972, è avvocato penalista e criminalista mentre Carofiglio, classe 1961, ha recentemente lasciato la magistratura dopo essere stato per diversi anni sostituto procuratore presso la direzione distrettuale antimafia di Bari. Tutti e tre, oltre ad essere profondi conoscitori del diritto penale, sono autori molto prolifici e sono attualmente in libreria con titoli di successo: De Cataldo con "Alba Nera", Arrighi con "A un passo dalla follia" e Carofiglio con "La versione di Fenoglio".

Quanto ai numeri, sono davvero notevoli: il mercato italiano dei gialli e dei thriller non tascabili, nel 2018, valeva circa cinquanta milioni di euro di fatturato, quasi quattro milioni di copie. La metà, all’incirca, sono quelli dei giuristi-scrittori. ll giallo scritto dagli uomini di legge domina la letteratura perché tutti noi siamo profondamente consolati dall’idea che nella vita ci sia ordine, che tutto sia logico, collegato, spiegabile e che insomma esistano complotti, regie occulte che paradossalmente e in modo quasi perverso, rendono la nostra realtà più rassicurante.

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