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Roma

Fratture multiple al cranio; lesioni alla trachea procurate da una lama affilatissima e ancora tagli al collo e alle mani con le quali probabilmente ha cercato di proteggersi. La bimba di 5 anni ferita dalla madre nell'appartamento-macelleria di San Giovanni, in via Carlo Felice, è gravissima.
Dopo essere stata operata al San Giovanni per ridurre e ricostruire parte della trachea - intervento effettuato dal chirurgo Angelo Camaioni, che nel 2005 ha fatto parte dell'equipe che ha operato Giovanni Paolo II alla trachea - ora è ricoverata presso l’Area Rossa del Dipartimento di Emergenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. La piccola Hiba è in prognosi riservata, sedata e assistita dalla ventilazione meccanica. Le condizioni cliniche sono stabili.

"Mia moglie Khadija mi ha accoltellato nel sonno". Questo il racconto fatto da Idris Jeddou, il 43enne marocchino ferito dalla donna che avrebbe poi ucciso due dei loro figli. Mentre dormiva, Idris, sarebbe stato svegliato dalla moglie, la 42enne Khadija El Fatkhan, per un rapido litigio e poi la coltellata all'addome. Poi la situazione si sarebbe calmata e con la sua auto, da solo, il marocchino si è recato all'ospedale San Giovanni per farsi medicare. Nel frattempo la donna si sarebbe accanita contro i figli usando un coltello da cucina e una mannaia.
Alcuni vicini, sentiti dagli investigatori, hanno inoltre riferito di aver sentito alcune urla intorno alle quattro del mattino di ieri e poi di non aver udito più alcun rumore particolare provenire dall'appartamento al quarto piano dello stabile occupato. L'accesso al pronto soccorso di Idris è di circa mezz'ora dopo. Il quadro per chi indaga sulla dinamica e sulla responsabilità della donna nel delitto sembra quindi confermato.

Resta da capire la causa scatenante del litigio e del gesto della donna. Nei prossimi giorni gli investigatori sentiranno il marocchino per chiarire questo aspetto. Gli stessi vicini della famiglia marocchina ed alcuni abitanti della zona non avrebbero riferito informazioni in merito a dissidi o problematiche familiari della coppia. Gli inquirenti, che procedono per omicidio volontario a carico di ignoti, aspettano quindi il via libera dei medici per sentire lo straniero, operaio regolare in Italia da tempo così come la sua famiglia: gli stessi figli risultano infatti nati in Italia. L'uomo si trova ancora ricoverato al San Giovanni, dove è stato operato, e piantonato dalla polizia per motivi di sicurezza.

PELUCHE. Uno striscione è comparso sull'edificio di via Carlo Felice in cui ieri si è consumata la tragedia familiare. Sullo striscione si legge: "Tutta la comunità è solidale e colpita dal dramma accaduto. Chiediamo riserbo e rispetto per le vittime e per la comunità stessa". Sotto lo striscione, un tavolino con fiore, pupazzi di peluche e biglietti, tra cui uno con su scritto: "La comunità di Carlo Felice vi saluta con un'immensa ferita nel cuore. Non dimenticheremo mai".

I FATTI. Una scena del crimine che si presentava come un “mattatoio”. Questo quanto si sono trovati davanti inquirenti e investigatori entrando in un appartamento al quarto piano di uno stabile in via Carlo Felice 69 dove sono stati scoperti i corpi privi di vita di una madre marocchina, di due suoi figli e di una terza piccola in gravi condizioni. Il padre nonché marito della famiglia marocchina individuato, con una grave ferita da arma da taglio all'addome, all'ospedale San Giovanni dove era ricoverato dalle 4.40 del mattinmo Al momento per chi indaga l'ipotesi più accreditata è che la donna, Khadija El Fatkhani, abbia prima accoltellato il marito e poi, mentre questi era in ospedale, si sia scagliata contro i figli. Per chi indaga sarebbero i due bambini stati uccisi alle prime luci del mattino. Proprio per questo, l'uomo, ignorando quanto compiuto dalla moglie e forse in un tentativo di coprirla, probabilmente, avrebbe riferito di essere stato vittima di un accoltellamento durante un tentativo di rapina. Lo straniero infatti, non riuscendo a contattare la moglie, avrebbe infatti chiesto ad un familiare di andarne a verificare le condizioni. Quindi la macabra scoperta. Ignoti allo stato i motivi che hanno portato la donna a togliere la vita ai figli e poi a suicidarsi impiccandosi con una cinta poi spezzatasi. Quando gli agenti sono entrati nel bagno hanno trovato il collo della donna stretto da una cinghia e il resto della cinta ancora attaccato allo scaldabagno. Allo stato, per chi indaga, non vi sono elementi che possa far ipotizzare una ricostruzione diversa dei fatti. Intanto il consolato del Marocco ha nominato l'avvocato Domenico Naccari per assistere gli stranieri coinvolti nella vicenda. Lo stesso consolato sta ricostruendo il passato di Khadija El Fatkhani, che era nata il 4 settembre del 1972 in Italia.

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strage san giovannifamiglia marocchinamadre uccide figli
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