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Roma

di Fabio Carosi

Può un figlio di 39 anni citare in giudizio il padre di ottantatré anni perché l'anziano genitore non gli versa l'assegno di mantenimento di 225 euro al mese?
A Roma accade anche questo. L'appuntamento tra padre e figlio è fissato per il prossimo 26 marzo, dinanzi il giudice monocratico del Tribunale Ordinario di Roma dove si incontreranno due generazioni. L'imputato è il vecchio Sergio M., probabilmente stanco ma non certo morbido; il giovane (si fa per dire) si chiama Walter e si dichiara non autosufficiente ma forte di una sentenza che obbliga il genitore a versare sul suo conto corrente il denaro, cosa che l'uomo ha smesso di fare dal mese di giugno del 2010. Esattamente 5 mesi dopo la prima sentenza che lo obbligava a contribuire al mantenimento del ragazzotto.

La citazione in giudizio non dice molto. Non si sa se il giovane Walter è per caso un disabile e se ha problemi seri che gli impediscono di cercarsi un lavoro. Non dice neanche se i 225 euro reclamati sono sufficienti a condurre una vita normale, pagando un affitto e spendendo ciò che serve per un piatto di ministra. Non dice neanche se l'anziano Sergio è per caso un ricco possidente ultraottantenne che, in un attacco di senilità o per vendetta nei confronti di un figlio forse bamboccione, ha deciso di recidere il cordone ombelicale, perché un uomo di 36 anni è bene che si guadagni da vivere con le proprie forze. Omette giustamente anche di indicare se per caso il genitore ha deciso di non versare più un euro, perché magari si è innamorato perdutamente di una badante ucraina sottratta a miss Mondo e con lei ha deciso di spendere tutto il suo patrimonio in un'interminabile e costosa crociera con partenza da Civitavecchia e sbarco legato alla telefonata del direttore della banca che comunica il conto a zero.
Le certezze sono poche ma ci sono: un figlio di 39 anni che cita in giudizio il padre di 83, 225 euro di contenzioso e un gruppo di avvocati che dovranno spiegare al paziente giudice le loro ragioni. Il padre si è affidato all'avvocato Roberta Gentileschi; il figlio Walter ha scelto due volpi del Foro: Anna Orecchioni e Giacinto Canzona. Gli ultimi non sono nuovi per le loro cause impossibili. La Procura della Repubblica di Roma, ufficio del sostituto dottor Francesco Scavo Lombardo ha iscritto la pratica col numero 51180/10N.

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assegno mantenimentofiglio denuncia il padretribunale di roma




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