Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Elezioni, a Roma vince chi cavalca la rabbia dei cittadini

L'esperto: "Per i cittadini candidati credibili"

buche roma 2

di Alessandra Pesaturo


Raggi, Giachetti, Bertolaso, Marchini, Meloni: parafrasando un noto dramma di pirandelliana memoria, cinque big, cinque personaggi in cerca di voti. Mentre il giorno del voto delle amministrative sembra fissato per il 5 giugno e quello per il ballottaggio il 19 dello stesso mese, la campagna elettorale è un po' fiacchina, il centro sinistra è diviso, il centro destra è spaccato, ed i romani sono sempre più indecisi. In questi giorni iniziano a circolare i primi sondaggi, c'è chi prevede un ballottaggio tra la favorita pentastellata Raggi e il pieddino Giachetti, altri invece che danno un probabile ballottaggio tutto in rosa tra Raggi e Meloni. I soliti complottisti invece sostengono che ci sia un accordo segreto per far vincere le elezione ai grillini. Ma siamo solo all'inizio della competizione elettorale, mancano ancora due mesi ed a vincere sarà chi se la giocherà meglio anche a livello di comunicazione, per questo  Affaritaliani ha intervistato Massimiliano Cavallo spin doctor, esperto in comunicazione politica e public speaking.

Cosa ne pensa della campagna elettorale che si sta facendo attualmente a Roma?
“In questo momento va in scena la classica politica politicante che non interessa ai cittadini, i candidati stanno solo marcano il territorio. Quando tra un mese, inizierà la vera campagna elettorale, tutti i litigi e gli stracci che stanno volando in questo periodo, saranno dimenticati. E lì i cittadini, decideranno sulla base delle persone che hanno di fronte, sul base del loro posizionamento politico attualmente non chiarissimo, sulla base della loro idea di Roma. Sicuramente non decideranno in base ad un programma. La vittoria di Marino delle scorse amministrative con  lo slogan “ Non è politica è Roma” era azzeccato, e questo slogan gli ha dato un buon posizionamento politico”.

Per posizionamento politico che cosa intende?
“Le faccio un esempio, nelle politiche del 2013 i leader era Berlusconi, Grillo, Monti e Bersani, nella mente degli italiani Berlusconi era quello che gli avrebbe restituito l'Imu, Grillo era il vaffa a tutti i politici e ai partiti, Monti era il rigore e i conti a posto, Bersani non aveva un posizionamento, non c'era un riconoscimento univoco di cosa volesse fare, ed ecco perché ha perso”.

Tra i cinque candidati più importanti ce n'è uno che ha già un posizionamento?
“In questo momento l'unico che ha un posizionamento politico vero è Marchini con “libero dai partiti”, il punto è che non è veramente libero dai partiti. Perchè se c'è Casini che lo appoggia, c'è Ciocchetti e se soprattutto ci sarà Bertolaso, lo slogan “libero dai partiti” non esiste più”.

In questa fase se dovesse dare un voto alla comunicazione dei candidati, quale sarebbe?
“Attualmente come strategia di campagna elettorale, più insufficienze che sufficienze. Darei un sei striminzito solo a due candidati, a Marchini e Giachetti, perché gli altri sono ancora molto sottotono. Il voto più basso lo assegno a Bertolaso un bel quattro meno meno. Comunque io parlo sempre di posizionamento politico, perché la gente non vota le promesse, ma vota chi tu rappresenti”.

Nell'uso dei mezzi di comunicazione in questa campagna elettorale capitolina, quanto conta, quanto funziona il web?
“La campagna elettorale è fatta di tanti pezzi, sopratutto su Roma funziona la comunicazione a 360 gradi. Certo la rete ha un ruolo importantissimo, lo abbiamo visto anche nelle ultime elezioni, ma quello che conta ancora molto è il contatto diretto con i cittadini, l'ascolto della piazza. Un elemento da non sottovalutare però, sono i capi bastone. Ad esempio in questa fase il Pd perde dei capi bastone importanti, tra questi c'è gente da migliaia di voti, quindi le campagne elettorali come direbbe Rino Formica sono sangue e merda”.

Le gaffe, la divisioni a sinistra, le spaccature a destra, mancanza di programmi chiari, in questa fase alcuni candidati stanno facendo dei passi falsi?
“Io credo che Bertolaso sia in totale confusione, quando dice che il Tevere sarà navigabile o balneabile in cinque anni, sembra Verdone quando dice:” Sto Tevere o volemo o non lo volemo, perché se non lo volemo famo un'autostrada che a Roma se score”. Bertolaso avrebbe potuto avere un posizionamento molto chiaro come il salvatore di Roma, in quanto ex Protezione civile, ovviamente tolti tutti gli aspetti giudiziari, ancora da chiarire. La Meloni sembra fuori tempo massimo, doveva candidarsi due anni fa contro Marino, posizionandosi come una romana che conosce i problemi di Roma, in quel contesto sarebbe stata più credibile. La Raggi dovrebbe essere più tosta, lei è troppo brava ragazza, troppo educanda, dovrebbe essere più incazzata come lo sono tutti i grillini, e come lo sono tutti i romani, incazzati per le buche, per la mondezza, per i disservizi”.

Che tipo di sindaco sceglieranno gli elettori?
“I cittadini cercano un candidato credibile, di cui fidarsi, i programmi sono relativi, perché non è l'idea che salva Roma, è la persona affidabile che salva Roma. Marino aveva fatto cose buone per Roma, ma negli ultimi tempi aveva perso di credibilità. Dopo essere stato smentito dal Papa, dopo che i ristoratori lo hanno smentito sull'uso della carta di credito, dopo che dai le dimissioni e poi le ritiri, non sei più credibile. Ecco, i cittadini vogliono una persona credibile e affidabile”.

Lei da spin doctor che consigli darebbe ai candidati?
“Ad Alfio Marchini consiglierei va avanti da solo senza Bertolaso, a Giorgia Meloni di giocarsi la sua immagine di donna tosta, cittadina romana che conosce i problemi della Capitale, questo la porterebbe al ballottaggio. Mentre Guido Bertolaso, non può fare altro che ritirarsi. Roberto Giachetti invece deve smarcarsi, da quello che di negativo c'era nel suo partito e non entrare in polemica con Marino. Virginia Raggi deve essere più tosta, lei è quella che meglio di tutti in questo momento può rappresentare l'incazzatura dei romani. Comunque, chi di questi candidati cavalcherà la rabbia degli elettori, porterà al voto anche gli astensionisti e vincerà”.


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