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Roma
Elezioni amministrative, Stefano Parisi lancia l'Opa sul Comune di Roma

di Fabio Carosi

Elezioni amministrative, “il centrodestra c'è e se corre unito può farcela. L'area liberale e popolare sta perdendo voti e bisogna rigenerarla partendo dalle idee e non dalla classe dirigente”. Stefano Parisi col pensiero già proiettato alle Europee di maggio 2019 e un'idea per Comunali di Roma 2021, giura che il centrodestra è vivo.


“Ma prima di parlare del prossimo appuntamento elettorale – spiega ad affaritaliani.it – occorre avviare quel processo di rigenerazione: una priorità”.

Parisi di quale rigenerazione parla? Quella avviata da Berlusconi?

“Se il processo che ha avviato Berlusconi apre a forze nuove non per forza politiche o associative e da queste si fa rigenerare, allora Forza Italia ha possibilità di recuperare un elettorato che sta scemando”.

A parte i risultati elettorali delle Amministrative, lei pensa che Forza Italia abbia toccato il punto più basso?

“Io lavoro da due anni per dare nuova energia, ma è da allora che è evidente la crisi di rappresentanza del mondo popolare e liberale. Mi auguro che alla luce di quello che è successo le forze in campo si ripresentino con schemi diversi. Anche quello che sta succedendo in una parte del Pd più liberare sia molto interessante”.

Proviamo una decodifica e mi dica se siamo sulla strada giusta. Forza Italia e il centrodestra in generale, ma anche una parte del Pd, sono apparentemente uniti da un problema: quello di non dare risposte a quel pezzo di Italia che si riconosce nel progetto liberale e moderato e se non si cambia, alle Europee non ci sarà rinascita. Giusto?

“Lo schema alle Europee non è “chi va dove”. Il tema non sono i gruppi dirigenti che in molte occasioni sono bruciati: è l'elettorato. Cosa è successo nel Pd e in Forza Italia? Cosa è successo nella società italiana? Senza capire non si va da nessuna parte. Tutte le persone di buona volontà dell'area liberale e popolare di centrodestra e centrosinistra devono ragionare insieme. E' sbagliato fare opposizione miope e stupida a questo governo dicendo che sono fascisti. Il problema è di come il 5 Stelle interpreta la democrazia diretta che può essere il primo passo verso la dittatura. Dunque, il pericolo non è nella Lega ma nel 5 Stelle e in quello che rappresentano: antisistema, democrazia diretta, zero investimenti e decrescita felice. Sbaglia la Lega ad allearsi con questo movimento”.

Ma la Lega è alleata col 5 Stelle...

“E' una scelta che deve aprire un periodo di riflessione. Questo è un dibattito che non ha ancora coinvolto l'opinione pubblica. Se le coalizioni si rompono bisogna ricostruire un'area diversa. Il centrodestra a livello locale amministra e funziona, quando il voto diventa di opinione le cose cambiano”.

Il ruolo di Stefano Parisi in questa operazione di rigenerazione?

“Io non voglio nessun ruolo, sto dando una mano per mettere semi di analisi e ragionamento per aprire una discussione, per capire come mai l'area liberale e popolare perde terreno. A Torino abbiamo fatto un primo confronto con tanti soggetti anche di area Pd ed è un fatto positivo. Pensiamo ad un processo simile, il nostro progetto si chiama “l'altra italia”, le stesse parole che ha usato Berlusconi, e non è importante il soggetto ma il processo: bisogna in questi mesi ricostruire un'aggregazione di forze e di pensiero che recuperi un elettorato perso. Noi con Energie per l'Italia siamo a disposizione”.

Dopo la rimonta straordinaria alle Regionali, non è che per caso sta facendo un pensierino a Roma, come candidato sindaco?

“Roma è disastrata e il risultato elettorale dimostra che la Raggi e il Movimento sono in crisi. Chi li conosce non li vota più. Poi non credo sia compatibile con la Lega avere un esempio di disastri come Roma. Significa essere chiamati tutti i giorni a un'emergenza. Non so se Raggi arriverà a fine mandato. Il centrodestra deve evitare l'errore di presentarsi in ritardo con un candidato ma ci vuole un programma e una classe dirigente rigenerata”.

Riproviamo con una domanda più diretta: Parisi sindaco?

“E' presto. Per Roma serve una candidatura unitaria e una forte discontinuità. Abbiamo dimostrato con una campagna elettorale di 20 giorni che si può fare e se avessimo avuto 15 giorni in più avremmo vinto. Ora la Regione è governata da Zingaretti che non ha nessuna voglia di risolvere i problemi e rilanciare l'economia. E' una forte responsabilità di chi ha scelto in ritardo”.

Per il candidato sindaco di Roma allora ne parliamo dopo le Europee?

“Roma richiede una forte discontinuità per risolvere il problema delle buche, dei rifiuti, del verde e dei trasporti. La soluzione è nella discontinuità con il passato e il centrodestra deve lavorare per trovare soluzioni nuove e un candidato all'altezza, per tempo".

Che parla da sindaco?

“No, da una persona che ha a cuore la sua città”.

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