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Roma
Elezioni: "Quando a Roma vendevo pacchetti di voti". La confessione

I sondaggi? "A Roma lasciano il tempo che trovano perché sino ad ora solo i big hanno aperto la campagna elettorale e quindi possiamo parlare di sentiment. Ancora mancano tutte le seconde e terze linee, quell'esercito di aspiranti consiglieri comunali  e municipali che è in attesa di capire cosa accadrà con le liste e che ancora è fermo al palo. E questo perché a dispetto di quello che scrivete sui giornali, la politica romana è ancora paralizzata".
Chi parla è una cosiddetta "vecchia volpe", uno di quei politici di professione che un tempo era una specie di signore delle preferenze e che non si è mai vergognato di dire che muoveva pacchetti di voti e che in qualche "tornata" li ha pure ceduti. Ovviamente chiede l'anonimato, ma chi di elezioni locali ne sa qualcosa, capirà immediatamente di chi si parla. Se non altro perché - destra o sinistra - qualche pacchetto da 2/300 preferenze in passato lo avrà comprato da lui.
Allora secondo lei quando si inizierà a fare sul serio?
"Intanto si deve aspettare la data del voto. Da quel giorno in poi le macchine elettorali proveranno a mettersi al lavoro ma non sarà più come prima perché in giro non c'è un soldo. L'unico che sinora ha fatto dei consistenti investimento è la Lista Marchini che nel totale rispetto delle regole ha riempito la città di manifesti. Gli altri vanno a vela".
Che significa che vanno a vela?
"Che sfruttano il vento delle televisioni e dei giornali. Ha visto quante ospitate in tv? Mai in passato si erano visti tanti candidati affrontarsi in pre-campagna in televisione. Quelli sono spazi gratis anche se servono solo ad alimentare i giornali così il vento raddoppia. La trasformazione della campagna elettorale di Roma in un problema nazionale è stata la chiave di volta per fare promozione dei candidati senza spendere. E voi giornalisti ci siete cascati. Quello che mi chiedo è che interesse possono avere a Trieste e a Reggio Calabria delle vicende di Meloni, Bertolaso e Salvini. In questo i miei amici del Pd sono stati più saggi. Giachetti è quello che appare meno. Poi ci sono le radio, ma quello è un capitolo diverso perché hanno una vera audience".
Allora, quando partirà la vera campagna elettorale?
"Quando entreranno in campagna elettorale i candidati delle liste comunali e quelli dei Municipi. Basta fare un conto semplice semplice: ogni lista al Comune ha 48 candidati e sino ad ora siamo più o meno a 15 candidati sindaco più una decina di liste d'appoggio che in totale fa un esercito di 1200 persone che si daranno da fare per promuovere se stessi, il loro sindaco e i contenuti dei programmi. Poi dobbiamo aggiungere 350 candidati municipali per ciascuno dei municipi che produce un esercito di 3500 disperati in caccia di preferenze. Ecco, quando le liste saranno complete avremo in città circa 5 mila persone che si sbatteranno parente per parente e porta a porta per evitare di rimetterci la faccia. E' questa l'anima vera delle elezioni locali, sono loro che "portano acqua" ai candidati sindaci e riaccendono la passione per la politica tra i cittadini e che li contattano uno ad uno. I tour che avete visto per mercati, mercatini e manifestazioni varie, sono tutte balle. Ad oggi le liste sono ancora in alto mare e anche se siamo nell'epoca dei social vale la regola di Alfredo Milioni: si finiscono di scrivere all'ultimo minuto tra un panino e l'altro".
Lei ha mai venduto voti in cambio di...?
"Certo che li ho venduti. Ognuno di noi  - ed eravamo - controllava un pacchetto minimo di 1000/2mila preferenze e le orientava a seconda delle esigenze. La base elettorale erano coop, associazioni varie, centri assistenza fiscale e tutto quel mondo che ruotava intorno al pianeta lavoro. Chi dava lavoro controllava voti".
E oggi che il lavoro non c'è più?
"Nessuno controlla più niente; a malapena il nucleo familiare e il network degli amici".
Quindi chi vince?
"Vince chi fa tornare al voto gli astenuti".
Destra o sinistra?
"Penso che ci si debba rassegnare al Cinque Stelle e a un sindaco scelto tra pochi e con pochi numeri reali ma un grande consenso tra chi non li conosce. Questo perché la gente si è stancata della vecchia politica e la vecchia politica si è sempre chiusa in se stessa. Quando c'eravamo noi certe cose non succedevano, oggi se vai a chiedere un voto ci manca poco che ti mandano a quel paese. Vedrete che sorprese si avranno con le preferenze. Sarà un bagno di sangue e sarà l'ultimo atto di un mondo che ormai è morto".
Quanto costava un pacchetto di voti?
"Dipende. Alle regionali anche 10 mila euro; alle Comunali con 5 mila si poteva fare. Ma non è più così. Oggi chi parla di pacchetti di voti è un truffatore. Quando c'eravamo noi certe cose non succedevano".

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