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Roma

La dodicesima edizione del Gay Village potrebbe essere senza fine. Sono passati mesi dall'inaugurazione dello scorso 20 giugno ma il l'organizzazione del Libero Stato sorto al Parco del Nifeo all'Eur, sembra non aver voglia di mettere la parola fine alle danze. Il direttore artistico, la premier dame Vladimir Luxuria, e il “primo cittadino” del Gay Village Imma Battaglia scelgono Affaritaliani.it per fare un bilancio di una edizione da record e per annunciare una vera e propria sorpresa per i tanti che ogni giorno affollano i cancelli.

La manifestazione potrebbe infatti non finire il 14 settembre. C'è una ragione pratica e una del cuore. La prima ce la spiega Imma Battaglia: “Il Gay Village è una macchina costosa, un progetto da oltre 2 milioni e mezzo di euro e i costi, a causa anche del calo degli sponsor, non sono ancora stati ripianati. Dal bando dell'Estate Romana arrivano pochi spiccioli, appena necessari per garantire un accesso gratuito alla prima parte della serata, quella dedicata al teatro e alle proposte culturali. Ora, se il tempo sarà clemente, stiamo valutando se prolungare la manifestazione fino a fine mese”.
Una prospettiva che stuzzica quell'vulcano di idee che è Valdimir Luxuria, già pronta a prolungare la programmazione con una kermesse musicale del Movimento. “Una sorta di Sanremo della cultura omosessuale per rispolverare le colonne sonore che hanno segnato la battaglia per i diritti civili. Sarebbe il degno finale di una stagione davvero eccitante che ha messo un particolare accento sulla cultura e portato ad aumentare anche l'età media del pubblico. Non era solo sballo, ma una vera e propria isola dove essere felici e proporre una visione di mondo”.
In questa Estate Romana il Gay Village ha ricoperto un ruolo importante, con una media ingressi mai al di sotto dei 14.000 ogni settimana, dando lavoro a più di trecentocinquanta persone tra artistico e commerciale. La produzione artistica ha promosso iniziative, lanciato giovani e portato sul palco grandi nomi come Virginia Raffaele, Paolo Ruffini, Pino Strabioli, Lina Wertmuller, con un occhio sempre puntato alla lotta all’omofobia e attenzione al sociale.
Tanta affluenza, tanto clamore e tanta energia positiva, quella della notte, portata on stage dai numerosi grandi artisti della consolle che hanno calcato i dancefloor, da Patrick M a Chus&Ceballos, passando per Nacho Chapado e Mark Night, fino ad Emanuele Inglese e Andrea Tie. E forse allora le luci non si spegneranno tra due settimane.
 

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gay villagevladimir luxuriaimma battaglia






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