A- A+
Roma

di Valentina Renzopaoli

Docente di Storia del pensiero scientifico all'Università Lateranense, Flavia Marcacci, classe 1976, quando non lavora con gli studenti aiuta le giovani coppie ad amarsi meglio e a crescere insieme nei valori cristiani. Moglie e madre di tre figli di dodici, nove e quattro anni, è impegnata insieme al marito Roberto Contu nei percorsi di formazione e di sostegno alle coppie in difficoltà presso il Centro familiare Casa della Tenerezza di Perugia. Al termine dei lavori del Sinodo sulla famiglia, ha scelto Affaritaliani.it per una riflessione sul concetto di famiglia emerso dal Sinodo e sulle nuove aperture della Chiesa.
Si è concluso dopo due settimane di lavori il Sinodo straordinario sulla famiglia convocato da Papa Francesco: quale importanza ha oggi parlare di famiglia?
"Direi fondamentale: la famiglia è il luogo degli affetti a cui inevitabilmente teniamo di più. Questo luogo dovrebbe essere un dono e il segreto delle nostre energie. Eppure oggi è sotto gli occhi di tutto quanto sia spesso vissuto come gabbia, come limite, come peso, addirittura come sede di violenza. Inoltre c'è una strana competizione tra mondo e famiglia, al punto che fatichiamo a pensarci figli, genitori, sposi. La Chiesa da sempre sa quanto la famiglia sia fragile ma al contempo preziosa. Proprio oggi in un mondo dove le relazioni si custodiscono con fatica e la percezione della solitudine è assai diffusa, la famiglia può essere il luogo dove insegnare a vivere relazioni edificanti".
Quale concetto di famiglia emerge dalla Relatio conclusiva del Sinodo?
"La famiglia cristiana vive la propria realtà su due livelli: il primo è quello antropologico come luogo di relazioni, l'altro è quello teologico fondato sul sacramento del matrimonio. La Chiesa che è attenta anche alla forma civile di convivenza è una Chiesa consapevole del fatto che occorre aver cura di quelle relazioni, così come va curata quella che inizialmente è stata definita “famiglia imperfetta”, perché è un luogo importante di relazioni che possono divenire occasione di incontro con il Vangelo. La Chiesa però conosce anche le ricchezze e le potenzialità delle famiglie che vivono la pienezza sacramentale e che vedono fiorire il Vangelo dentro il loro stile di vita. La Chiesa vuole farne il segno della presenza di Dio nella storia: per questo è importante che quante più famiglie comprendano la propria chiamata".
La questione dei divorziati risposati e delle coppie di fatto, forse la più attesa e seguita, rimane in sospeso: sulla possibilità di ri-accedere ai sacramenti non è stata raggiunta la maggioranza assoluta, ma mai un testo sinodale fino ad ora aveva espresso parole così positive nei loro confronti. Ci si poteva aspettare qualcosa di più o il risultato raggiunto è già una “rivoluzione?”
"Se Papa Francesco sta compiendo una rivoluzione questa è la rivoluzione della tenerezza. Ho anche scritto con Barbara Baffetti un piccolo libro su questo. Tenerezza è quell'atteggiamento che permette di coniugare accoglienza e verità, carità e chiarezza, è una sorta di “cartina al tornasole” con cui dimostrare l'amore che si nutre per chi sta ascoltando. È la chiave di lettura che consente oggi di parlare esplicitamente anche di situazioni irregolari. Nella Chiesa da anni si cerca di creare spazio per queste situazioni: si pensi al Direttorio di Pastorale familiare della Cei. Il Vangelo impone di riconoscere il valore di quei cristiani che vivono la loro fede in situazioni irregolari, spesso con storie molto faticose. Dar valore positivo a tutte le situazioni umane non cancella la pienezza dell'annuncio cristiano. La Relatio Synodi al num. 35 parla proprio di una pedagogia del positivo; in fondo tutto il documento, dopo una lucida disamina dei problemi reali che già l'Instrumentum laboris anticipava, è un tentativo di applicare la pedagogia del positivo".
Per la prima volta sono stati resi noti i numeri dei voti di ciascun brano del documento: qual è il significato di questa precisa volontà espressa da Francesco?
"Un vivido desiderio di chiarezza e trasparenza, oltre che di volontà di sentire vivo e unito il corpo della Chiesa. È segno del desiderio vero di dialogo. Ed è davvero un bell'esempio per il mondo lo sforzo di mettere insieme le esperienze di tanti vescovi e coppie di sposi provenienti da varie parti del mondo e lavorare ininterrottamente per giorni".
Spetterà al papa, in quanto “servo dei servi di Dio” ma anche “pastore e dottore supremo di tutti i fedeli”, la valutazione finale che arriverà comunque tra un anno di lavori. Cosa ci si può attendere, viste le premesse?
"Credo un intenso anno di cammino, dove sarà importante il contributo di tutti. Credo che sarà entusiasmante, che farà sentire al mondo la vivacità interna della Chiesa che non tanti hanno la fortuna di conoscere".
Durante il Sinodo si è discusso anche delle persone omosessuali. Nella Relatio finale si legge che “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia...
"Era ovvia questa conclusione, non solo per chiari motivi esegetici e teologici, ma anche antropologici. Se il matrimonio è sacramento di comunione, la comunione più faticosa da costruire è proprio quella tra un uomo e una donna, che sono sì reciproci ma anche strutturalmente diversi e occorre maturare perché questo non diventi una forma ingenua di gioco di ruolo. Questo non significa discriminare ma chiarire la natura che la grazia del sacramento va a sostenere".
Ma nella Relatio si legge anche che “gli uomini e le donne con tendenza omosessuale devono essere accolti con rispetto e delicatezza”. Secondo lei quale interpretazione è stata data al tema?
"Di nuovo la tenerezza è il coraggio di parlare di accoglienza: accogliere, non giudicare, non allontanare con giudizi impliciti. Almeno le persone omosessuali che sono vicine alla Chiesa e che desiderano conoscere il Signore, almeno le famiglie che si trovano a vivere questa realtà e che non la comprendono ancora. Nessuno deve sentirsi escluso se desidera entrare nella Chiesa. Il Sinodo sembra volersi muovere in questa direzione".
Professoressa, lei lavora con le nuove generazioni, è una giovane donna sposata con tre figli, e ha un lunga esperienza di formazione e terapia per le coppie. Dal suo punto di vista oggi la gente cosa si aspetta dalla Chiesa?
"Io credo che spesso si aspetti la promozione di un pensiero morale, ma quello di cui la gente ha bisogno è di sentire proposte di vita belle e attraenti, ma anche fattibili e percorribili. Faccio un esempio: tante coppie che rischiano di separarsi desiderano non farlo e la Chiesa annuncia la possibilità di una indissolubilità del legame. Io credo che la Chiesa svolge appieno il suo lavoro se a questo annuncio fa seguire percorsi concreti dove si insegna alle coppie come imparare a stare insieme e a stare insieme davvero bene. In questo senso è essenziale il coinvolgimento di laici preparati e già testimoni di vita cristiana".
Quali sono oggi le emergenze delle famiglie?
"Purtroppo, oltre alle grandi emergenze di cui anche la cronaca è piena come le violenze tra le mura domestiche, ci sono problematiche che le famiglie devono affrontare quotidianamente, come la povertà, la disoccupazione che impedisce il nascere delle giovani famiglie, una adeguata collaborazione intergenerazionale, la fatica della genitorialità per cui molti giovani genitori si sentono soli e impotenti".

Tags:
sinodo 2014chiesaomosessualimatrimoni gayunioni civiliauniversità lateranenseflavia marcacci
Loading...





Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

Roma sprofonda, è Capitale delle voragini: 100 nel 2019. I quartieri a rischio

Roma sprofonda, è Capitale delle voragini: 100 nel 2019. I quartieri a rischio

i più visti
i blog di affari
I 'globalcapitalisti' amministrano anche il dissenso: Sardine loro creatura
di Diego Fusaro
Bibbiano e i bambini rubati: ma siamo sicuri che il sistema esista?
di Annamaria Bernardini de Pace*
Ditta individuale o Srl: quale forma giuridica scegliere?
di Gianluca Massini Rosati

RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2020 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.