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Roma
Il bluff della festa della Repubblica. Monarchici: "La data è il 13 giugno"

C'è il 2 giugno della Repubblica e quello della Monarchia. Ed è proprio dall'Unione Monarchica italiana arriva un affondo contro la festa. Scrivono il presidente e il segretario dell'Umi, Alessandro Sacchi e Davide Colombo: "Anche quest’anno la boria di istituzioni stanche, fallimentari e superate hanno tentato di spacciarci la data del 2 giugno come una festa per tutti gli Italiani. Mentre per la via dei Fori Imperiali hanno sfilato i reparti di quello che fu il Regio Esercito, le Forze Armate fondate quasi tutte nel Regno d'Italia se non addirittura nel Ducato di Savoia, non avendo questa repubblica nulla di bello da far sfilare, i monarchici italiani riflettono silenziosamente sul significato di questa ricorrenza".
Ed ecco la loro ricostruzione storica: "Gli Italiani il famigerato 2 giugno 1946 furono divisi ancor più di quanto già non lo fossero, visto che nemmeno i brogli (storicamente documentati) permisero alla repubblica di imporsi con grandi numeri. Fu risicatissimo il numero di voti di differenza ed assai minore a quello dei molti che non poterono votare. Non bastasse, le istituzioni repubblicane palesano la loro ignoranza spacciando il 2 giugno per la festa di fondazione della Repubblica italiana quando questa nacque di fatto solo dopo la partenza da Ciampino del Re Umberto II il 13 giugno, ma non venne mai proclamata se non con l'entrata in vigore dell'attuale Costituzione il 1 gennaio 1948. La partenza del Re per l'esilio avvenne solo per evitare lo spargimento d’altro sangue dopo il colpo di stato De Gasperi/Togliatti della notte prima. Un nuovo stato nato sul sangue dei morti di via Medina a Napoli, dove giovani manifestanti monarchici vennero falciati dal fuoco repubblicano, sulle infinite irregolarità d’un referendum tecnicamente nullo e viziato da violenze e pressioni d’ogni sorta e sull’atto di forza di un governo ipocrita ed imbelle. Ipocrita ed imbelle quanto i governi che lo seguirono; non ultimo l’attuale esecutivo sordo agli appelli di chi l’invita a superare il paradossale, grottesco ed illiberale art.139 della Costituzione (presunta) più bella del mondo. Secondo l'articolo 1 della Carta vigente, la sovranità appartiene al popolo ma  se il popolo volesse mai cambiare l'assetto istituzionale si metta il cuore in pace! La repubblica non si discute! Parola dell’antidemocratico art.139. Ma come lamentarsi ancora dell’astensionismo se la stessa costituzione sancisce così palesemente l’inutilità di esprimere un diritto  ed un dovere tanto importanti in un sistema, che per iscritto si fa beffa delle opinioni della popolazione?
Quella del 2non è la festa di tutti gli Italiani ma solo quella dell'oligarchia dai ricchi vitalizi, dei bugiardi, degli ipocriti e degli smemorati che non si interrogano sui fatti di 69 anni fa. I monarchici, numerosi in tutta Europa come in Italia, non hanno festeggiato assolutamente nulla ma si limitano a ricordare fatti tragici, dimenticati dalla storiografia di regime".

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