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Roma

E le stelle cosa dicono di noi? Potrebbero darci delle risposte gli astrologi o forse i maghi, ma il nostro destino non è fantasia. A Pescasseroli (AQ) i più famosi astronomi italiani si incontreranno nel nome di Margherita Hack, a cui verrà dato il Premio alla Memoria, per discutere su chi siamo, dove ci troviamo, e quale sarà il nostro destino legato al cielo e alle stelle, in occasione della “IX Edizione del Premio Nazionale di Cultura dedicato a Benedetto Croce” che si terrà venerdì 1 e sabato 2 agosto.
Ci troviamo in uno scenario unico al mondo, nella meravigliosa cornice del Parco Nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise, tra lupi, orsi e conifere giganti, avvolti nel silenzio più assoluto sotto la luce della luna crescente, dove la natura e il cielo si riuniscono per farsi sfiorare con un semplice e timido tocco di mano. Pescasseroli, è il paese materno e luogo di nascita (1866) di Benedetto Croce, a cui è dedicata questa importante manifestazione letteraria.
In occasione del Premio alla memoria intitolato quest’anno a Margherita Hack, saranno presenti al simposio pomeridiano che si terrà venerdi nella Sala Convegni del Parco a Pescasseroli, il Professor Roberto Buonanno direttore dell’Osservatorio Astronomico “Collurania” di Teramo, il Professor Stefano Borgani Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, il Professor Remo Ruffini Presidente dell’International Center for Relativistic Astrophysics (PE) e il Professor Gian Gabriele Ori del Dipartimento di Ingegneria e Geologia dell’Università di Chieti.
Nel corso di questi anni il premio è riuscito a dar valore ad alcuni giovani scrittori tra cui Antonio Pascale, vincitore per la narrativa nel 2006, oggi voce contro il problema degli OGM e volto del programma “Le Invasioni Barbariche”, Mariolina Venezia vincitrice nel 2007 e Rosella Postorino nel 2009. Fra i nomi celebri, ricordiamo il primo vincitore per la saggistica Giorgio Napolitano, premiato prima che diventasse Presidente della Repubblica.

Quest’anno verranno inoltre premiati: Per la narrativa Chiara Frugoni, con il romanzo “Perfino le stelle devono separarsi”, edito dalla casa editrice Feltrinelli. Si tratta di un’opera nella quale l’autrice torna alle proprie origini, la magia dell'infanzia sospesa tra lago e monti, sulla sponda bergamasca del Sebino, rivive in un centinaio di pagine che trasportano il lettore nella dimensione atemporale del sogno, dentro una civiltà apparentemente remota, la cui luce torna a risplendere con la forza della rivelazione, in un viaggio nella memoria alla ricerca di se stessi.
Per la saggistica, il vincitore è il volume “I corrotti e gli inetti: conversazioni su Machiavelli” edito Bompiani, scritto a quattro mani da Antonio Gnoli e dal professor Gennaro Sasso. Un giornalista e uno storico della filosofia si confrontano sull'attualità del pensiero di Machiavelli, nel 500º anniversario della pubblicazione del "Principe". Dall'incontro tra i due interpreti e dalle loro conversazioni, nascono le domande che l’attuale crisi politica ha reso ineludibili in un testo che rivela tutta la sua attualità: l'etica in politica, i confini dell'esercizio del potere, l'errore e la responsabilità personale. Un’analisi originale, a tratti estrema, che attraverso cinque secoli di storia e filosofia politica, riflette sull’attuale crisi dello Stato e sulle conseguenze del destino dell’uomo contemporaneo.
Per il giornalismo letterario i vincitori sono Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due nomi alla ribalta del giornalismo d’inchiesta italiano, con il libro “Se muore il Sud”. L’opera fotografa in modo realistico una situazione delirante circa le responsabilità di una certa classe politica del Sud, ingorda e inconcludente, che sta traghettando il Mezzogiorno verso la rovina. Non si tratta di antimeridionalismo, né di “caccia alle streghe”, ma di un’ampia riflessione su un territorio colmo di tesori d’arte e cultura e anche pieno di risorse lavorative e imprenditoriali coraggiose e dimenticate. Una terra che vanta beni economici preziosi, come l’agricoltura (ma anche il petrolio!), e che potrebbe trainare una buona parte dello sviluppo dell’intero Paese, ma che vive da sempre una crisi che sembra senza fine, con disagi e problemi che l’hanno portata in molte sue parti al degrado.Dall’anno scorso le indicazioni della giuria del Premio vengono integrate con il parere di sei “Giurie popolari” di cui cinque sono composte da classi scolastiche.
La giuria del Premio è presieduta dal Professor Natalino Irti, giurista, avvocato e docente universitario alla Sapienza di Roma, nonché presidente in carica dell’Istituto di Studi Storici di Napoli. Gli altri componenti della giuria sono la scrittrice Dacia Maraini, il Prof. Paolo Gambescia (ex direttore del Mattino e del Messaggero), il linguista Francesco Sabatini Presidente onorario dell’Accademia della Crusca e professore emerito all’Università Roma Tre, il Prof. Costantino Felice, docente di storia economica alla facoltà di Scienze Manageriali dell’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, autore di numerosi studi storici sul Mezzogiorno d’Italia, il Prof. Ferdinando di Orio, medico, ex rettore dell’Università dell’Aquila, il Prof. Alfio Signorelli, docente di Storia moderna all’Università dell’Aquila e membro del Cda del rettorato dell’Università dell’Aquila.

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