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Roma
Immagini in bianco, rosso e nero: l'arte dell'alfabeto di Massimo Pulini

di Maddalena Scarabottolo

I colori bianco, rosso e nero sono i protagonisti delle immagini d'arte create da Massimo Pulini. Alla galleria RvB Arts di Roma, l'artista presenta la sua personale “Iconogrammi. Dipinti alfabeti” che sarà visitabile fino al 16 aprile. La mostra sembra un tour a ritroso nelle immagini iconiche della storia dell'arte occidentale.

 

Pulini, oltre a essere titolare della Cattedra di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, è anche storico dell'arte. Questa formazione è estremamente visibile nei suoi lavori con un semplice colpo d'occhio. Il repertorio dell'artista infatti si basa sui principali generi pittorici: il nudo, il ritratto, il paesaggio e la natura morta.

Tutte le opere sono eseguite utilizzando solamente il bianco ad olio gestito sapientemente su una lastra di vetro o di plexiglas su un sostegno di colore nero così da evidenziare la forza insita nel segno. Le striature e i graffi del pennello che si stagliano sui volti, o che si percepiscono come corpi estranei nei paesaggi, sono in realtà lettere dell'alfabeto. Dal latino si passa al greco e dall'ebraico all'arabo: caratteri che lo stesso Pulini definisce come “le quattro colonne alfabetiche che sostengono la parte di mondo in cui sono nato e vissuto".

In alcuni lavori queste lettere sembrano prendere vita inserendosi nei gesti che caratterizzano abitualmente la pittura. I caratteri individuabili assomigliano a una scia vibrante lasciata da una luce che si muove nel buio, effetto che solitamente si ottiene con l'arte fotografica.

Pulini struttura un lavoro molto iconico che mescola verbo e visione, lettera e immagine, un ipotetico ritorno verso la sintesi coniata da Quinto Orazio Flacco: “Ut pictura poesis” (un quadro è come una poesia). L'artista definisce il risultato del suo lavoro come “una chimica del linguaggio, che lega insieme pensieri e parole”.

Lettere e immagini hanno il potere di formare discorsi, storie e nuovi universi. Questi due elementi ricorrenti nell'arte di Pulini sono sempre presentati in un rapporto di simbiosi, nessuno prevarica sull'altro, entrambi lavorano per sostenersi ed enfatizzarsi. Non siamo più di fronte a un capolettera di un codice miniato, dove il carattere conteneva l'immagine, ma ora a queste due entità viene dato lo stesso peso espresso con eleganza ed equilibrio.

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