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Roma
In 200 infettati da tubercolosi al Gemelli. La Procura archivia. L'appello al Papa

Potrebbero presto essere archiviate, così come richiesto dalla procura, le accuse a carico di otto dirigenti e medici dell'ospedale Gemelli e di un medico di base coinvolti nell'inchiesta avviata nel 2011 in seguito ad alcuni casi di Tbc riscontrati nel reparto di neonatologia del nosocomio romano. Sulla richiesta di archiviazione, il gip Elisabetta Pierazzi, si è infatti riservata di decidere nei prossimi giorni.
I reati originariamente ipotizzati dal Pm Alberto Pioletti a circo degli indagati erano quelli di epidemia e lesioni colpose. Dopo i due casi di Tbc che avevano riguardato una infermiera e una neonata, dai primi esami era emerso che altri 188 bambini e 29 lavoratori dello stesso reparto erano risultati positivi al batterio. All'esito degli accertamenti svolti sui bambini, eseguito in sede di incidente probatorio da 3 esperti, sarebbe però emerso che questi non sono più positivi alla Tbc, anche in virtù della profilassi anti-tubercolotica alla quale sono stati sottoposti i pazienti. Sempre in relazione alla medesima vicenda Tbc, in un altro procedimento, gli stessi dirigenti e medici sono già a giudizio con l'accusa di lesioni personali colpose nei confronti di 6 infermieri.

"Le famiglie intanto - denuncia il Codacons - hanno sdegnosamente rifiutato 10.000 euro che il nosocomio ha offerto loro come risarcimento. “5 anni vissuti nel terrore e la paura che in qualsiasi momento i nostri figli potrebbero vedere esplodere la malattia – hanno sostenuto i genitori - non vale l’elemosina proposta dall’ospedale. Chiederemo a Papa Francesco in piazza San Pietro che dia a noi almeno quella Giustizia divina che i Tribunali terreni e l’ospedale del Vaticano finora hanno negato”.

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