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Roma
Inps, il vortice perverso: imprese non pagate, Durc a rischio. La denuncia

Inps: appalti non pagati, aziende in difficoltà e Durc a rischio. E' una specie di catena maledetta che sta piegano la resistenza delle piccole e medie imprese vincitrici di appalti Consip.

Affaritaliani.it pubblica la lettera di un ingegnere informatico impegnato nella manutenzione dei sistemi del colosso della previdenza sociale che racconta come viene pagato meno di una colf e di come l'intero sistema delle commesse rischia di mandare in tilt pezzi importanti dell'economia.

“Sono un vostro affezionato lettore e mi rivolgo alla sua attenzione per una situazione che giorno dopo giorno sta diventando sempre più drammatica. Sono un ingegnere informatico e tutti i giorni dallo scorso settembre mi reco presso gli uffici dell'Inps a prestare il mio servizio. Lavoro per una piccola azienda informatica che è inserita in uno dei tanti mega lotti di appalti informatici banditi dalla Consip.

Questi mega bandi, rappresentano la mattanza del terzo millennio. Tutti sanno e tutti fingono di non sapere. Catene infinite di fornitori e tariffe professionali inferiori alle colf, categoria nobilissima ma che in questo strano Paese ha più fortuna e successo di chi ha dedicato anni di vita allo studio. Pochi sanno che la tanto famigerata spending review è fatta sulla pelle dei lavoratori e delle piccole e micro aziende. Ma questo è un capitolo diverso e mi auguro che prima o poi qualche politico faccia una sana riflessione sul disastro che gli appalti Consip generano in tutta Italia.

Il motivo per cui scrivo è che nonostante il cliente finale sia l'Inps, quell'ente che non ti rilascia il Certificato di Regolarità Contributiva anche se sei inadempiente per un centesimo di euro, ad oggi, dopo nove mesi di lavoro ed oltre cento persone che quotidianamente vanno a prestare il loro servizio e la loro intelligenza affinché i sistemi informativi dell'ente non tracollino, l'Inps non ha pagato nemmeno un centesimo ai propri fornitori. E' ovvio che nella grande catena di fornitori e sub fornitori, chi ci rimette la pelle siano gli ultimi della catena, cioè i lavoratori.  E sinceramente, non me la sento di prendermela con il mio datore di lavoro che fino a quando ha potuto ha onorato, che tutti i mesi mi versa i contributi e le ritenute altrimenti perderebbe la propria regolarità contributiva e non sarebbe più pagato. 

Ai piani alti  i legulei e i burocrati di lungo corso, quelli che anche con il terremoto e la fine del mondo, lo stipendio lo percepiscono al 27 di ogni sacrosanto mese, sputano codicilli e articoli dell'infinito codice degli appalti, quel codice che obbliga le aziende a pagare tutto, ma il committente pubblico può fare come gli pare.

Scusate lo sfogo, ma visto che si insedia un nuovo governo, la mia voleva solo essere una riflessione sulle tante follie di questo splendido e meraviglioso paese”.

Lettera firmata

Tags:
inpsconsipappalti pubblicigare appaltoinformaticacolfingegneridurclavoro




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