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Roma
L'eros ai tempi del web: un diario erotico svela il mondo sommerso dei social

di Diana Maltagliati

 

Riccardo ha 25 anni quando diventa il “Cybernauta”: non un hacker, né un esperto d’informatica, ma un normale utente del web che impara a utilizzare i social network per andare incontro alla sua crescente voglia di adrenalina. “Diario erotico di un cybernauta” incomincia dal rapido incontro del protagonista con un amico che gli suggerisce di provare un sito di incontri per rendere la sua vita sessuale più piccante. Per nulla entusiasta, ma comunque curioso, Riccardo si iscrive a Badoo e così incomincia la sua avventura. Le novità non gli bastano mai, tutto lo annoia e Riccardo passa da un'esperienza all'altra diventando sempre più esperto del mondo erotico racchiuso nel web.

 

L'autore è Tommaso Agnese, nuovo alla scrittura, ma con un solido bagaglio nel mondo cinematografico e teatrale. La storia del suo protagonista gli è piombata tra le mani grazie al racconto personale di un uomo che questo tipo di esperienze le ha provate sulla propria pelle. Dunque Agnese ha deciso di condividerle col grande pubblico raccontando la solitudine che si nasconde dietro l'universo di iper-connessione in cui ci troviamo. “Chi è la persona che si cela dietro un nickname o una foto? In un’epoca dominata dal narcisismo e dall’esibizionismo estremo è davvero difficile capire con chi realmente abbiamo a che fare”: è questa la grande domanda che permea il suo racconto. In una realtà dove il tempo libero si riduce, anche gli incontri con l'altro diventano più rapidi e concentrati, a discapito della vera conoscenza.

Che cos'è “Diario erotico di un cybernauta”? Un romanzo erotico o un libro che parla di erotismo?
Non è solo un romanzo erotico, ma è un libro che parla delle avventure anche molto interiori del protagonista e affronta le nuove forme di sessualità che si sta sviluppando in questi ultimi anni col web. Più che un romanzo erotico, è un romanzo di formazione. Il libro racconta la crescita di un personaggio dai 25 ai 30 anni e contemporaneamente lo svilupparsi dei social network. Gli anni raccontati nella prima parte del romanzo sono quelli precedenti a Facebook. Allora c'erano solo alcuni siti di incontri e Riccardo – il protagonista - si cimenta nelle prime conoscenze tramite il mondo virtuale.

Molti di noi lo fanno quotidianamente. Ci potremmo identificare tutti?
Sì, anche se la visione presentata è quella di un uomo e tutto viene visto dalla sua prospettiva. Il romanzo, però, mostra anche l'utilizzo che ne fa la donna. Quello che si scopre attraverso il racconto è una forma di promiscuità e un interesse volto a conoscere persone che appartengono a emisferi totalmente diversi. Sono l'istinto, l'adrenalina e le emozioni forti a trascinare il protagonista, non un vero interesse a condividere sentimenti. Si muove per un istinto sessuale e per rispondere a un desiderio di trasgressione.

Un romanzo di formazione nell'era dei social: cosa cambia?
La società è diventata molto individualista. Un ragazzo oggi è più solo rispetto a com'era un tempo. I social ti fanno avere una parvenza di aggregazione, ti fanno sembrare che tutti siano più vicini, ma in realtà non è così. Si corre anche rischio di allontanarci dalla realtà. Il protagonista via via che cresce sviluppa un pensiero più critico nei confronti delle cose e inizia ad avere l'esigenza di conoscere davvero le persone. Si accorge che da una parte è molto più veloce incontrare le persone nel mondo virtuale e poi passare al mondo reale, dall'altra il mondo virtuale è un'incognita incredibile perché non si sa mai veramente chi si ha davanti. Oggi l'abuso dei social network può portare a credere di poter risolvere tutto con il web, ma si rischia di cadere in una solitudine ancora più profonda. È un mezzo che ormai fa parte della nostra vita, ma va utilizzato con consapevolezza.

Perché hai deciso di raccontare delle esperienze sui social media, quando è un mondo che tutti conoscono?
Perché il libro parla di quello che tutti sanno, ma che nessuno racconta nello specifico. Un mondo che ognuno ha provato almeno una volta: da Tinder, al sesso virtuale attraverso skype o facetime. Tutto viene presentato nel romanzo come una cosa normale, tutta la libertà e la trasgressione non vengono mai distorte.

Hai provato anche tu le chat di incontri?
Sì, per un periodo ho vestito anche io i panni del cybernauta. Ma io non sono cinico come il mio personaggio e mi sono accorto che i sentimenti sono molto complessi da costruire nel mondo virtuale, perché ognuno può essere chi vuole. La fiducia e il rispetto diventano molto difficili da raggiungere online. Ci sono milioni di persone che utilizzano Tinder questa espansione incredibile un po' mi spaventa. Non è una questione di essere perbenista, però: trasgredire può essere una cosa molto divertente, però è sbagliato arrivare a credere che la soluzione a tutte le nostre esigenze sia lì, dentro i social network. Non si può fare del mondo virtuale, il mondo reale, bisogna usare tutto col giusto dosaggio.

Quali sono i tuoi progetti dopo “Diario erotico di un cybernauta”?
Mi piacerebbe trasformare questo romanzo in film, ma mi piacerebbe anche scrivere un seguito della storia perché la quantità di informazioni che ho trovato esplorando i social network sono talmente tante che ho dovuto tralasciare degli spaccati molto interessanti.

 

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