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Roma

E' ancora un'incognita il futuro del gruppo San Raffaele. La Regione aveva promesso 29 milioni di euro entro il 15 gennaio, più altri 5 per il 31, ma ne sono arrivati solo 7,5, peraltro ancora accuratamente custoditi nelle casse dell'Unicredit. Perciò niente tredicesima, nessun stipendio da novembre e zero pagamenti ai fornitori. La situazione si fa sempre più “allarmante”, fanno sapere i vertici della società che attendono chiarimenti dal nuovo commissario ad acta Filippo Palumbo.


“Nessuna
informazione - spiega il Gruppo in una nota – è giunta sugli ulteriori rilevanti crediti e, in particolare, su quelli
derivanti da decisioni definitive della Magistratura, che continuano
ad essere colpevolmente ignorate ed inapplicate dalla Dirigenza
Regionale. Confidando nell'attendibilità delle promesse della
 Regione Lazio, l'Azienda, con senso di responsabilità, decise di
procrastinare la preannunciata chiusura di tutte le proprie
strutture, conseguente alla grave crisi finanziaria determinata dal
mancato pagamento dei rilevanti crediti maturati sull'erogazione di
prestazioni sanitarie effettuate ma non remunerate. Essendo stato,
però, disatteso quanto promesso e dichiarato pubblicamente e nessun
pagamento essendo stato, ad oggi, ancora ricevuto, per la San
Raffaele permane l'impossibilità del pagamento di stipendi e
fornitori, in attesa di chiarimenti e decisioni coerenti e definitive dal nuovo Commissario ad Acta, Dottor Palumbo”.
Una lenta agonia quella del gruppo che da più di un anno non vede recapitarsi i fondi che gli spetterebbero dall'ente regionale. Il 21 dicembre il presidente, Carlo Trivelli, aveva dato l'ultimatum e consegnato al decisione sul futuro delle 13 strutture appartenenti alla società nelle mani del Prefetto. Una decisione forte, derivante impossibilità materiale di garantire l’assistenza, la mancanza di medicinali e presidi sanitari, servizi, lamentata per altro in innumerevoli occasioni. Si parla di 3000 posti letto in meno e 5000 lavoratori disoccupati, una vera e propria bomba ad orologeria che avrebbe fatto saltare il sistema.
Da qui la promessa di 29 milioni di euro per garantire il proseguimento dell'assistenza. I primi 20 milioni sarebbero dovuti arrivare entro il 31 dicembre, i restanti 9 entro il 5 gennaio. Come non detto; il Gruppo fa sapere che ne sono arrivati solamente 7,5 e peraltro non sono accessibili perché bloccati nelle casse dell'Unicredit. Dei restanti 21,5 non si sa nulla e i dirigenti mettono, a questo punto, fortemente in dubbio anche l'erogazione degli ulteriori 5 milioni, previsti entro il 31 gennaio. E' l'ennesimo episodio di una vicenda che non sembra poter trovare fine.

Tags:
san raffaeletagli sanitàspending reviewfilippo palumbosanità lazio

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