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Roma

di Valentina Renzopaoli

E’ “l’evangelizzazione 2.0”: tutto quello che i cattolici vogliono sapere, conoscere, chiedere raccolto ed elaborato su un portale aperto al mondo che viaggia sulla rete globale. Il progetto, ambizioso e complesso, è stato catapultato in internet due mesi e mezzo fa, neanche a farlo apposta alla vigilia di quella che per la Chiesa cattolica è stata un vera rivoluzione con l’addio di Benedetto XVI e la salita al soglio Pontificio del già amatissimo Papa Francesco.
In greco significa “verità” ma anche “rivelazione”, Aleteia è il nome dell’avventura comunicativa su cui un gruppo di professionisti laici che provengono da esperienze editoriali diverse ha scommesso. In gergo tecnico si chiama “aggregatore”: in pratica si tratta di una piattaforma che raccoglie ed ospita i contenuti che viaggiano nella rete che riguardano la fede e il mondo cattolico, potenzialmente destinati ad una comunità che nel mondo conta un miliardo e duecento milioni di battezzati, dei quali, secondo statistiche, almeno quattrocentotrenta milioni viaggiano quotidianamente su internet.

papa francesco 04


Nato da un’idea di un imprenditore francese, Aleteia.org è finanziato dalla Fondazione per l’Evangelizzazione con i Media, una realtà che promuove progetti di comunicazione globale attraverso i nuovi mezzi di informazione. “Il nostro obiettivo è creare una rete che aggreghi le migliori produzioni che il mondo cattolico propone su internet accrescendo il valore di chi è già in campo, portando loro traffico e risorse economiche” spiega Jesus Colina, presidente di Aleteia, giornalista spagnolo, ex direttore dell’agenzia di stampa cattolica Zenit. All’appello lanciato da Aleteia hanno risposto oltre mille siti: realtà istituzionali, diocesi, parrocchie, siti di informazione, giornali, radio, agenzie di stampa. Una grande comunità che è anche una enorme “fonte virtuale” da cui arriva una montagna di materiale da rielaborare. La centrale operativa di questa “sfida santa” non poteva sorgere che all’ombra del Cupolone: negli uffici di un vecchio palazzo di Borgo Pio arrivano da ogni parte del pianeta notizie, curiosità, approfondimenti in sei lingue diverse, spagnolo, italiano, inglese, francese, portoghese e arabo. Una quarantina di collaboratori in tutto, tre per ogni lingua più i traduttori e gli esperti di produzione multimediale per fronteggiare un’operazione planetaria. Il 50% del traffico mondiale che, attraverso i motori di ricerca, arriva su una pagina legata ad argomenti religiosi infatti proviene da computer americani ed è in lingua inglese. Ma cresce esponenzialmente anche il traffico in arabo, soprattutto grazie a quel moltiplicatore eccezionale di contatti rappresentato dai social network. “Oggi il 50% del traffico arriva da facebook, il 30% da twitter” spiega Colina che lancia anche il prossimo obiettivo: offrire alla Cina e agli utenti di lingua cinese gli stessi contenuti su Dio, la fede, la Chiesa cattolica e il Papa.
“La religione e gli argomenti etici interessano molto più di quanto le tradizionali realtà comunicative si rendano conto. La comunità dei cattolici è la più vasta di qualsiasi altra nel mondo ed è paradossale che se si fa una ricerca su Google scrivendo “chi è Gesù” la prima pagina di risultati rimanda a siti e fonti protestanti e non cattolici. Il nostro obiettivo è apparire tra le prime voci nei motori di ricerca”. E per far questo lo staff di Aleteia ha messo in piedi una collaborazione stretta con Google ed ha affiancato alla struttura informativa un'agenzia di pubblicità pensata per il mondo cattolico. AdEthic.net, una novità assoluta nel mercato pubblicitario, raccoglie pubblicità ad hoc per quei siti che, per la loro natura religiosa, hanno la necessità di un filtro che ne assicuri il rispetto di valori etici e morali. E nello stesso tempo crea solidarietà, donando una percentuale degli introiti ad istituzioni impegnate in opere di carità.
A pochi mesi dalla sua nascita Aleteia è già il più vasto motore di ricerca di notizie che provengono dal mondo cattolico, propone prodotti multimediali che uniscono formato televisivo e tecnologia della rete. “Ma il nostro sogno è quello di realizzare un vero e proprio giornale on line per seguire gli argomenti di attualità rielaborando le migliori proposte cattoliche dei nostri partner, attraverso uno strumento interattivo che si allarghi come una ragnatela con una rete di link. Il nostro modello è l’Huffington Post, oggi il giornale più letto negli Stati Uniti che aggrega fonti informative e blog”. La congiuntura favorevole degli eventi dell'ultimo periodo ha fatto scattare il contatore dei lettori fino a 500mila visite nel mese di marzo, 1.500 pagine visitare, 212 Paesi raggiunti, 12.838 città interessate. Ma ora la grande sfida è la fidelizzazione degli utenti, mantenere alti i lettori anche quando l'euforia per la novità del nuovo Papa sarà un po' scemata.

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aleteiacinacristianitàcattolicipapaevangelizzazioneinternetweb 2.0borgo piovaticano

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