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Roma

di Alberto Berlini

Un esercito di donne che vivono da sole. Questo il quadro dipinto dal Censis in uno studio sulla popolazione della Capitale. Un numero raddoppiato nell'ultimo decennio ed indicativo dello stato di difficoltà in cui versano le famiglie.
Nel 2001 le persone che facevano del loro essere single uno stato sociale erano solo il 28%. Ora, dopo dieci anni imperversati dalla crisi economica e sociale i romani che vivono da soli sono quasi la metà della popolazione. Si tratta di 596mila persone che al supermarket devono destreggiarsi tra le offerte delle “confezioni formato famiglia” che sanno non potranno mai finire da soli. L'esercito dei single è in prevalenza composto da donne: sono il 58,4% della popolazione della capitale e in 348mila hanno almeno 18 anni, ovvero 100mila in più dei loro corrispettivi maschili.

bambini poveri (12)

Roma sarà sempre più ”SingleCity”: nel 2020 le persone che vivranno da sole saranno 744mila. La ricerca di un identikit del romano single è fatta di numeri: giovani, adulti e anziani, italiani e stranieri, persone autosufficienti o con difficoltà di autonomia, cittadini con buoni impieghi e redditi soddisfacenti e persone che stentano a entrare o a reinserirsi nel mercato del lavoro: chiedersi quale sia il “single” per eccellenza non dà una risposta univoca, quasi fosse una “malattia” che attraversa ogni ceto sociale. Tuttavia volendo disegnare una mappa del disagio è il Centro Storico la zona dove è maggiore la concentrazione di persone che vivono da sole, con il 40% dei residenti, a seguire Nomentano e Parioli. Scorrendo i dati anagrafici ci si accorge di una bomba sociale pronta ad esplodere: nel periodo 2005-2010 gli anziani soli sono aumentati del 20,7% arrivando ad essere oltre 250mila.
Vivere da soli rende potenzialmente vulnerabili nel caso di un evento avverso specie considerando che tra i single ci sono 67mila persone con reddito basso, 36mila non autosufficienti, 15mila disoccupati di lungo periodo, 10mila “Neet”, cioè giovani che non studiano e non lavorano, 8.500 persone di oltre 50 anni che cercano lavoro. Le strategie quotidiane di sopravvivenza tipiche delle famiglie che coabitano, come la messa in comune dei redditi e l’aiuto reciproco tra membri più fragili e membri più forti, sono precluse alle persone che vivono da sole. Per i coloro che vivono da soli quindi l’accorpamento territoriale della famiglia è una strategia fondamentale. Il 46,4% ha almeno un genitore che vive a un massimo di mezz’ora a piedi dalla propria abitazione o comunque il 42,2% ha parenti stretti nelle prossimità e il 66% può contare su amici che vivono nelle vicinanze. I giovani single a Roma utilizzano molto i social network: non ne possono fare a meno il 66% contro il 38% degli adulti e il 13% degli anziani.

Roma Ponte Ostiense 001

La piazza si trasferisce quindi nel mondo virtuale, a discapito di quello reale: a scegliere luoghi pubblici come piazze, bar e parchi pubblici è ormai solo il 31% degli intervistati. Si crea community online, dove tutti si dichiarano pronti ad aiutare, ma meno della metà, il 46%, ha ricevuto aiuto. Sull'onda del Movimento 5 Stelle crescono le persone coinvolte nell'attivismo politico e comunitario.
Nel 2011 sono nati 25.477 bambini, un timido +1,2% rispetto ai dati di dieci anni fa, con punte di crescita sopratutto a Ostia, Monte Sacro e Centocelle. Le famiglie con bambini hanno toccato quota 543mila, il 40% del totale, in aumento del 10%. Di queste quasi la metà sono quelle con un solo genitore, con un balzo del 84,4%. Le neomamme hanno in prevalenza un’età compresa tra 25 e 34 anni (il 48,2%), seguono quelle di 35-44 anni (42,6%). Le madri straniere sono il 20,2%, con una vera e propria esplosione nel periodo 2001-2011: +155,3%.
Non essere soli in casa, vuoi per un figlio o per un anziano a carico vuol dire avere più spese: il 26% delle famiglie ricorre a una colf per l’aiuto in casa, l’8% ha una babysitter, mentre il 2% paga una badante per accudire una persona non autosufficiente che vive in casa. Le attività sportive a pagamento riguardano il 62%, il 15% paga per lezioni private su materie scolastiche o altre discipline, l’8,3% per le ludoteche, i centri diurni o altri servizi.
Malgrado le difficoltà per il 74% dei romani la famiglia è una "tana calda" in cui ricevere conforto, amore e sostegno. E un terzo dei genitori dichiara che nei prossimi anni ha in mente di mettere al mondo un altro bambino. È per questo che al vertice delle cose da fare la maggioranza dei romani colloca i provvedimenti che favoriscano la formazione di nuovi nuclei familiari: il 40% delle famiglie con figli presentano almeno una forma di disagio. Ed emergono scricchiolii che annunciano ben altri smottamenti sociali, se nel 18% delle famiglie con figli un componente è a caccia di un secondo lavoro e il 5% riceve un aiuto monetario da familiari non conviventi.

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