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Roma
Latina, caporalato: sfruttavano stranieri in condizioni disumane. 6 arresti

Blitz della Polizia di Stato di Latina nei confronti di un organizzazione criminale dedita allo sfruttamento del lavoro ed al caporalato ai danni di centinaia di stranieri impiegati in lavori agricoli in condizioni disumane: 6 persone arrestate e 50 indagate.

 

Gli arrestati sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, all'estorsione, allautoriciclaggio, alla corruzione e ai reati tributari. Tra di loro figurano un sindacalista del capoluogo laziale ed un ispettore del lavoro.

I poliziotti della Squadra mobile di Latina e del Servizio centrale operativo, nel corso dell'operazione “Commodo”, hanno disarticolato "un sistema di protezione e collusione che rendeva possibile lo sfruttamento selvaggio della manodopera straniera". Tra i 50 indagati ci sono imprenditori agricoli, commercialisti, funzionari ed esponenti del mondo sindacale, che avrebbero dovuto vigilare sulla legalità nel mondo del lavoro e tutelare i lavoratori.

Gli arrestati, tra cui due donne, sono accusati di aver reclutato e sfruttato cittadini centrafricani e romeni, tramite una società cooperativa con sede a Sezze, garantendo illecitamente manodopera a centinaia di azienda agricole committenti e monopolizzando di fatto il settore nelle province di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo.

I braccianti venivano trasportati nei campi a bordo di pulmini sovraffollati, privi dei più elementari sistemi di sicurezza, e costretti a lavorare almeno 12 ore al giorno a fronte di una paga inferiore alla metà rispetto a quella prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore.

Il sistema illecito - spiegano gli investigatori - era retto "anche grazie alla copertura di esponenti sindacali e dell'Ispettorato del lavoro infedeli". Gli stranieri erano costretti a "sottostare a regole disumane, a cui non venivano garantiti i più elementari diritti previsti dall'ordinamento giuridico e venivano costretti ad iscriversi al sindacato dietro la minaccia del licenziamento, in modo che quest'ultimo percepisse non solo le quote di iscrizione ma anche ulteriori introiti economici connessi alla trattazione delle pratiche finalizzate ad ottenere le indennità di disoccupazione".

Le indagini di natura patrimoniale, hanno portato al sequestro di 5 abitazioni, 3 depositi, 3 appezzamenti di terreno, 9 auto, 36 tra furgoni e camion, una società cooperativa, 4 quote societarie e numerosi rapporti bancari, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

“Grazie alla Polizia di Stato per questa importante vittoria. Abbiamo appena presentato con il prefetto di Latina un protocollo con le parti sociali: nessuna tolleranza per il caporalato e per lo sfruttamento del lavoro”, commenta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, su Twitter.

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