“Laziogate, la verità costa zero”. L'ira di Storace: "Su di me il silenzio”
IL CASO. Il presidente della Destra da 7 anni in prima linea contro l'accusa di aver sabotato le elezioni del 2005 chiede a gran voce una commissione d'inchiesta sulla società d'informatica Lait per fare piena luce sulla vicenda. E accusa: “La società è parte civile nel processo d’appello, e sarebbe molto grave se si venisse a sapere che è stata usata per foraggiare un pentito che serviva ad incolpare un avversario politico”. Intanto pensa seriamente alla candidatura come sindaco di Roma
di Fabio Carosi
Ormai è un caso giudiziario che si sta trasformando in un caso politico. Francesco Storace, presidente de La Destra, ma anche consigliere regionale del Lazio, forte delle parole del procuratore generale che ha smontato l'accisa di aver messo lo zampino nelle regionali del 2005, esplode. E accusa.
Lo fa sul suo blog, rilanciato dalle 5 pagine pagine di facebook, dove ormai raccoglie oltre 20 mila tra fedelissimi del La Destra, simpatizzanti, amici, avversari e curiosi. Alle 7 del mattino compare il post. Scrive Storace: “Se non fosse capitato realmente, sembrerebbe di leggere la trama di un film di spionaggio in cui quello indicato all’inizio come colpevole, poi si scopre essere innocente. In mezzo però ci sono diversi colpi di scena e soprattutto colpi bassi. Sto parlando del cosiddetto caso Laziogate, che mi ha visto ingiustamente coinvolto per 7 anni, dal 2005 quando venni accusato per la prima volta di aver sabotato un rivale alla corsa alla presidenza regionale. Accusa che mi costò il posto da ministro della Salute, dal quale mi dimisi apprendendo del mio coinvolgimento dai quotidiani prima ancora che da una notifica ufficiale della magistratura, con i disagi e le sofferenze che tutto questo può comportare. Ho convissuto a lungo con un’accusa che non meritavo, con il rischio di qualche anno di galera che non meritavo. E oggi, solo oggi, inizio a riprendermi quello che invece mi spettava: un po’ di giustizia”.
Come di rito ripone fiducia nella magistratura: “Attendo con serenità il verdetto finale, certo di “un fatto che non sussiste” come ha testualmente riferito il procuratore generale alcuni giorni fa”.

Ma poi monta il caso politico: “L’attesa è resa amara da quanto si sta verificando in Regione Lazio. All’indomani di questa richiesta dell’accusa in sede di Appello, con l’on. Roberto Buonasorte abbiamo presentato prima un’interrogazione per sapere se negli anni dell’amministrazione Marrazzo, il teste d’accusa nei miei confronti collaborava con la società della Regione che si occupa di informatica. E sempre sulla Lait, questo il nome della società, abbiamo proposto l’istituzione di una commissione d’inchiesta senza alcun costo aggiuntivo per l’ente regionale. Spese zero per conoscere la verità, quella che mi spetta e che spetta a tutti coloro che con me furono ingiustamente accusati, così come tutti quei cittadini che furono ingannati con notizie false. In qualsiasi altro paese del mondo non ci si penserebbe su due volte. Qui, e precisamente nel Lazio, è calato il silenzio sulla proposta. Ora, sarebbe comprensibile se venisse da sinistra. Il fatto è che questa muta coltre è bipartisan. Non uno che abbia sentito un moto interiore anche solo per contrastare la nostra proposta. Niente di niente. Eppure la Lait è parte civile nel processo d’appello, e sarebbe molto grave se si venisse a sapere che una società regionale è stata usata per foraggiare un pentito che serviva ad incolpare un avversario politico. Il sospetto che non si voglia accertare la verità per non smuovere troppo le acque si fa sempre più largo. E fa rammaricare”.
Per la cronaca Storace ha ricevuto attestai di solidarietà dal sindaco con un comunicato stampa di “commozione”, mentre dalla presidente della Regione Lazio, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it un sms di “congratulazioni”. Da parte dei garantisti e degli ipergarantisti il silenzio totale. Nel frattempo “Ciccio” scalda i muscoli: nel suo entourage si fa sempre più consistente l'idea che possa correre da solo come sindaco di Roma, partendo proprio da Fb. Per l'ufficializzazione si parla di settembre.


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