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Roma
Lega e M5S al Governo: “Zingaretti circondato, ora l'opa sul Pd”. Analisi

di Valentina Renzopaoli

Governo Lega-M5S ai nastri di partenza, Zingaretti “circondato” e centrodestra romano “orfano” dei suoi riferimenti. Una fase di transizione che cambierà il volto della politica a livello nazionale ma anche locale. E le prime ripercussioni si avranno sulle prossime elezioni amministrative che rischiano di nascere con maggioranze già azzoppate. Luigi Di Gregorio, docente di Scienza politica all'Università della Tuscia di Viterbo e politologo sceglie affaritaliani.it per un'analisi degli scenari futuri.

Professor Di Gregorio, siamo sicuri che questo Governo partirà?
“Sicuri sicuri no... lo darei per probabile. Mattarella non è ancora convintissimo ma credo che alla fine un governo con questa maggioranza partirà, che sia guidato da Conte o da qualcun altro. E' vero che spetta a Mattarella il compito di nominare un premier, ma sulla base di una sovranità parlamentare, quindi se c'è una maggioranza politica non può frenare più di tanto”.

M5S-Lega insieme: che Governo sarà?
“In continuo equilibrio precario; tuttavia, è anche un governo che parte con il vento in poppa dell'opinione pubblica, quindi potrebbe avere una luna di miele non brevissima. La difficoltà, secondo me evidente, sta nel fatto che per realizzare anche la metà del programma elaborato da Salvini e Di Maio, c'è bisogno di rimettere mano ai trattati comunitari, impresa praticamente impossibile. Il problema vero e concreto sarà quindi quello di essere coerenti con quel programma. La mia domanda è: riusciranno a convincerci che tutto quello che non potranno fare è colpa di altri e dei gufi di turno? Se ci riusciranno sarà un caso da studiare, perché in contrasto con la mia convinzione: quella che chi governa perde consenso automaticamente”.

Professore, Salvini è un “traditore”?
“Detesto questa parola in politica; certo è vero che si è candidato con una coalizione e poi ha appoggiato un partito alternativo fino al 4 marzo. Sarà interessante vedere come Berlusconi e Meloni utilizzeranno questa possibile carta del tradimento, dipenderà da come andrà Salvini nei prossimi mesi e da quanto le opposizioni possano trarre beneficio dall'azione di governo. Salvini ha forzato la mano nella convinzione di prosciugare Forza Italia e Fratelli d'Italia dei loro voti; scelta rischiosa perché ora farà i conti con l'esperienza di governo, e il vantaggio tra qualche mese si potrebbe ribaltare e il rischio è che, standone fuori, Berlusconi e Meloni se ne potranno avvantaggiare”.

Si può affermare che il centrodestra non esiste più?
“Faticano a convincerci che ancora esiste, ma secondo me lo schieramento di centrodestra era precario già prima. L'anima sovranista e quella berlusconiana erano già lontane tra loro e la loro unione era difficile tenerla in piedi, penso alle amministrative di giugno”.

Ecco appunto. Siamo alla vigilia di nuove elezioni comunali, con liste e candidati già in pista. Cosa succederà ai tradizionali schieramenti? Chi vincerà avrà maggioranze già penalizzate?
“Questa spaccatura nazionale non può non avere ricadute a livello locale: fatico, ad esempio, a immaginare una Lega frontalmente contro l'M5S. Diciamo che per ora la spaccatura non è emersa in modo così chiaro perché il nuovo governo ancora non c'è, ma dopo sarà evidente”.

Un Governo Lega-M5S che ripercussioni avrà sulla Regione Lazio? Zingaretti è “circondato”?
“La Regione Lazio è ingolfata a prescindere dal nuovo governo. La mia opinione è che Zingaretti si stia orientando verso la partita nazionale, in questo travaglio continuo del Pd che non sarà breve perché ogni montagna produce un topolino. Ma Zingaretti, forte del suo risultato positivo e controcorrente rispetto all'ecatombe nazionale, non si lancerà senza garanzie: il salto lo farà nel momento in cui si troverà un'alternativa seria a Renzi e se, in quell'alternativa, lui potrà avere un ruolo importante. Se questo dovesse accadere, si accelererà la fine della legislatura, se invece non accadrà, allora la Regione, che già non ha una sua maggioranza, avrà vita ancora più difficile con un governo Lega-M5S”.

E Roma? La Raggi potrà giovare dell'aiuto del Governo che tanto invoca?
“Potrebbe, e in effetti Roma ha un bisogno strutturale di risorse e nuove funzioni. In questo caso, la Raggi avrebbe più chance rispetto a prima. Certo, sarà interessante capire la posizione della Lega che ha fatto per anni battaglie contro “Roma ladrona”, ma che ora si ritrova con un bacino corposo di voti al centro e al sud; Salvini dovrà fare i conti con il nocciolo duro del Nord Est che non la prenderà molto bene, quindi ci vorrà una contropartita per quel territorio. Personalmente, mi auguro che il sindaco Raggi insista per lavorare seriamente alla riforma per Roma Capitale, perché la città ha bisogno di un ridisegno completo della sue risorse e delle sue funzioni. Sarebbe un buon risultato”.

Mi sembra non sia una priorità del contratto stipulato tra Lega e M5S?
“Sembra di no, ma vedremo”.

Ultima domanda, Roma non ha ancora un referente di rilievo di matrice leghista: il centrodestra romano è orfano?
“Roma da questo punto di vista, ha una situazione più complicata rispetto al resto d'Italia e del Lazio. Però c'è tempo per riorganizzarsi e ristrutturarsi. Anche perché la Lega non è più “Lega Nord” ma Lega punto; credo che uno dei suoi obiettivi sia proprio consolidare la sua forza dalla capitale in giù, e Roma diventerà un avamposto importante”.

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