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Roma
La Dama Bianca è la regina dei 'narcos'. L'affare con i clan: una nave di coca

Riforniva anche decine di broker della droga nel Frusinate, Federica Gagliardi, la Dama Bianca, colpita da ordine di custodia cautelare in carcere la notte scorsa dopo una indagine della squadra mobile della questura di Frosinone e della guardia di finanza. La donna, arrestata a Fiumicino lo scorso anno con un trolley di cocaina, peteva contare sulla complicità di un agente della Polaria in servizio presso l'aeroporto di Fiumicino e su diversi soggetti che operavano in una impresa di pulizie presso lo stesso scalo e su un dipendente di una società addetta alla movimentazione di container nel porto di Salento.

Come si evince dalle intercettazioni telefoniche, la Dama Bianca era ritenuta corriere di fiducia da parte dei vari broker che prendevano ordinazioni dai clan della Campania. Addirittura era riuscita a concludere l'acquisto di una nave carica di droga poi affondata a causa di un uragano nel mare dei Caraibi.
Le indagini, portate avanti dalla questura di Frosinone, sono partite proprio dal capoluogo ciociaro dove Federica Gagliardi aveva decine di contatti. La sua presenza, infatti, e' stata registrata piu' volte in provincia di Frosinone e agevolata dai tantissimi contatti che la donna aveva con il mondo della politica regionale. Ventotto gli arresti e sequestri di beni mobili e immobili e quote societarie per oltre 4 milioni di euro perlopiù in Campania e Lazio. Il blitz della guardia di finanza, su ordine della procura di Napoli,  al termine di una inchiesta partita dall’arresto a Fiumicino con 24 chili di cocaina di Federica Gagliardi, la 'Dama bianca' che in precedenza era stata nella delegazione per il G8 di Toronto insieme all’allora premier Berlusconi. Determinante il ruolo della donna all’interno dell’organizzazione abile a tessere una rete di contatti tali da garantire in Italia l’ingresso indisturbato dei quantitativi di droga.

Le indagini, condotte da personale della Squadra Mobile e della Polizia di Frontiera di Fiumicino insieme alla Guardia di Finanza di Napoli, hanno consentito di ricostruire le attività del gruppo criminale che importava dal Sud America e dall’Olanda ingenti quantità di cocaina ed hashish.
Nell'ambito dell'inchiesta polizia di Stato e Guardia di Finanza hanno arrestato 28 narcotrafficanti internazionali e sequestrato beni per 2 milioni di euro. Lo stupefacente, dopo essere giunto in Italia, era destinato prevalentemente alle “piazze di spaccio” di Napoli gestite anche da clan camorristici diversi. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Roma, Napoli Salerno Monza, Macerata e Vicenza e nel corso dell’operazione sono stati sequestrati più di una tonnellata di droga, vari immobili, veicoli e conti correnti bancari.

Attraverso l’attività investigativa avviata nel 2010 è stato possibile ricostruire la struttura organizzativa e le dinamiche criminali dell’organizzazione che riusciva ad assicurarsi l’introduzione indisturbata in Italia di ingenti quantitativi di cocaina ed hashish dal Sud America e dall’Olanda avvalendosi anche della complicità di personale addetto ad alcuni scali portuali (Civitavecchia e Salerno) ed aeroportuali, in particolare Fiumicino. La strategia operativa per il trasporto della preziosa merce prevedeva il ricorso a mezzi aerei, navali o terrestri sulla base di precise scelte conseguenti ad un’attenta analisi dei rischi.

Capo dell’organizzazione criminale il latitante campano Pasquale Fiorente il quale, in collaborazione con il fratello minore, si è rivelato un vero e proprio broker del narcotraffico coordinando dal Venezuela e da altri Paesi del Sud America il trasferimento in Italia delle partite di droga destinate soprattutto ad alimentare il mercato campano. Il boss, noto alle forze di Polizia del suo territorio di origine, per operare indisturbato, aveva allestito nella Capitale la sua rete logistica dove stoccare la droga da trasferire successivamente sulle piazze di spaccio campane. Si era inoltre assicurato una fitta rete di collaborazione che gli consentiva di nascondere temporaneamente la droga in case e depositi che riceveva in uso per lo più da parte di insospettabili personaggi come due fratelli di Fiumicino ed il gestore di un bed & breakfast di Roma.
Aveva messo a punto anche un colpo miliardario che gli avrebbe cambiato la vita acquistando un imponente imbarcazione insieme a due fratelli esponenti di spicco della criminalità organizzata campana sulla quale imbarcare 1.000 kg di cocaina. L’operazione, però, non va in “porto” a causa di un forte uragano che nel 2012 provoca durante la navigazione da Santo Domingo importanti danni all’imbarcazione costretta a riparare in un porto panamense. L’organizzazione però non si arrende e decide di proseguire la sua attività utilizzando il vettore aereo, ma questa volta a bloccarla è l’uragano giudiziario. Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati 100 kg di cocaina e 1000 kg di hashish che, se immessi sul mercato, avrebbero fruttato all’organizzazione oltre 20 milioni di euro.
 

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dama biancafederica gagliardi
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