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Roma
Maniaci del drone, la stangata: esame, patente e assicurazione. Norma Enac

di Fabio Carosi

Avete un drone e vi piace farlo volare? Bene, a meno che non sia un giocattolo e che quindi pesi meno di 250 grammi, preparatevi a pagare una sorta di tassa e a sostenere un esame “di Stato”. Altrimenti sia il pilota che il quadriccottero dal prossimo luglio 2020 saranno fuorilegge.

Da drone mania a “drone follia”, il mercato dei droni quest'anno si prepara ad un Natale da vero brivido commerciale con le previsioni di vendita che se non supereranno i telefonini poco ci mancherà. Ma per chi “vola” le brutte notizie sono in arrivo. Vista l'espansione del mercato e la necessità di dare all'Italia le regole Europee che saranno in vigore dal prossimo luglio, lo scorso 11 novembre il Cda dell'Enac ha varato un provvedimento temporaneo con il quale viene stabilito un “periodo finestra” per mettersi in regola: dunque un vero e proprio esame per il pilota, l'iscrizione ad un registro, la denuncia del mezzo con cui volare e una piccola tassa di 20 euro che formalmente servirà a finanziare la piattaforma informatica con la quale l'ente che regola l'aviazione civile, permetterà di fare gli esami on line. Poi ci vorrà un'assicurazione obbligatoria.

E per le tante “scuole di volo” che rilasciano patentini facili, la vita sarà dura. Attenzione, però, stavolta il legislatore ha messo confini ben chiari: la “cilindrata” dei 300 grammi viene abbassata a 240 grammi, sotto la quale il drone è un giocattolo e va usato da grandi e piccoli con la testa; sopra questo limite di peso esame e patente saranno obbligatori”.

Ad affaritaliani.it l'ingegner Alessandro Cardi, vicedirettore generale dell'Enac. Ingegnere, se le previsioni saranno confermate, a Natale si regaleranno più droni che telefoni. Che succede con le nuove regole?

“Nel Cda dell'11 Enac ha appena adottato una nuova edizione del regolamento con il quale ci avviciniamo alla nuova regolamentazione europea del luglio 2020. Il lavoro di verifica e analisi di differenze tra le norme vecchie e le nuove ci ha spinti adottare da subito una revisione che traghetti il nostro sistema verso il nuovo".

Cosa cambia oltre le "no flight zone" come il centro di Roma?

“La responsabilità dei droni ad uso ricreativo viene equiparata a quelli per uso professionale”.

E quindi chi possiede un drone non giocattolo cosa deve fare?

“Daremo la facoltà dal mese di marzo di fare addestramento on line. Viene censito il pilota e il suo drone ma l'obbligo che scatterà sarà quello sul pilota che comporterà anche la denuncia. Ogni apparecchio avrà un codice per essere censito. Diamo un periodo abbastanza ampio per mettersi in regola poi non si potrà più andare in volo dal primo luglio del 2020. Il nostro intento è fare la transizione morbida su una popolazione di 50, forse sessantamila possessori di uno o più mezzi”.

E i produttori già ne approfittano. La DjI la casa più famosa al mondo la scorsa settimana ha lanciato un modello da 240 grammi che vola come (quasi) un 400 grammi e più, ma che sfuggirà alle nuove regole. Una cortesia involontaria?

“Guardi, sotto i 250 grammi non sono considerati di interesse aeronautico. In Italia avevamo esteso per agevolare sino a 300 grammi ma il concetto era lo stesso. Non è per fare un favore ad alcuno. Sotto i 250 grammi non sono considerati offensivi e fonte di pericolo”.

Riepiloghiamo: esame on line a pagamento, censimento del mezzo e relativa assicurazione contro gli infortuni a terzi. Giusto?

“Sì, ci sarà un'assicurazione obbligatoria. Abbiamo già fatto qualche sondaggio, è quella del buon padre di famiglia. Sopra i 250grammi tutti assicurati e le compagnie hanno già preso le misure con premi ragionevolmente bassi”.

Secondo lei a cosa si deve l'eccezionale tanto successo di questo mezzo?

“Io credo che sia nella natura umana la proiezione in ambiti più ampi. Se noi potessimo levitare da terra pagheremo qualsiasi cosa. Il drone è una proiezione esterna. Supera la meschinità dei nostri metro e 78, metro e 80”.

C'è un regime sanzionatorio sul nuovo regolamento?

“Si basa su previsioni contenute nel codice della Navigazione. Si parla di multe che vanno da centinaia a migliaia di euro”.

Ma questo droni sono veramente pericolosi per il traffico aereo?

“Abbiamo avuto segnalazioni di droni a 4 mila piedi di altezza, circa 1 km. Lì c'è tutta l'incoscienza di chi lo pilota. D'altronde questa tecnologia ha suscitato l'interesse di mezzo mondo e dell'altro mezzo mondo ancora. Solo in Cina ci sono 70 costruttori: è un'esplosione che andrà avanti anche nel futuro”.

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