Metro C, soldi e grane. Il Celio dichiara guerra

Venerdì, 30 luglio 2010 - 19:00:00



Così il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si era pronunciato lo scorso 18 dicembre 2009: "Sono possibili cedimenti differenziati dei terreni fortemente disomogenei con possibili rischi idrogeologici per l'estrema difficoltà a prevedere e controllare i comportamenti dei terreni".

A sette mesi di distanza dal pronunciamenti, per la tratta centrale delle Metro C arrivano i soldi e pure le grane. A preparare l'offensiva d'autunno è un manipolo di romani, riunito nella potentissima Associazione progetto Celio, decisa a dare battaglia contro la tratta centrale T3, quella finanziata la scorsa settimana dal Cipe e che dovrebbe unire San Giovanni con il Colosseo, lambendo l'Esquilino e appunto il Celio per spuntare proprio davanti all'Anfiteatro Flavio.

 

 

La strategia è chiara: denunciare l'anzianità dei documenti progettuali sulla scorta dei quali è stato concesso il fiume di denaro e, se necessario, portare tutti gli attori in tribunale per chiedere un accertamento tecnico preventivo sulla stabilità di tutti gli immobili sfiorati dal tracciato. Questo perché i 1994 residenti associati non credono nel progetto, rigettano ogni rassicurazione delle imprese, temono per la stabilità dei loro palazzi e, se non bastasse, sono convinti che dietro gli scavi nel cuore di Roma del metrò, si nascondano gli interessi dei costruttori.

LEGGI LE LETTERE DI PROTESTA DEI CITTADINI

Più che crederlo lo denunciano con fermezza, sospettando che dietro lavori così complessi e a grande profondità si nascondano due interessi: "quello delle imprese che si garantiscono altissimi guadagni e quello dello smaltimento del fiume di terra che verrà tolto dalla pancia della città.

La notizia del finanziamento statale, al quale si sono aggiunte le promesse di Regione e Comune, è arrivata come un fulmine a ciel sereno e proprio mentre i rappresentanti dell'Associazione erano in conclave con l'assessorato regionale all'Ambiente per contestare la valutazione d'impatto ambientale elaborata diversi anni fa sugli elementi forniti dal progetto preliminare. Poche ore dopo la riunione, il presidente del Comitato, l'architetto Paolo Gelsomini ha deciso di affidare ad Affaritaliani la denuncia dei cittadini e la strategia di resistenza metropolitana che partirà da settembre.

Per Gelsomini, anzi per gli abitanti del rione, Cipe, Regione e Comune hanno finanziato un progetto che non conoscono: "È un impressione che ho avuto più volte durante la riunione all'assessorato all'Ambiente – denuncia il presidente di Progetto Celio – perché ad ogni domanda specifica c'è sempre stato molto imbarazzo e decine di "forse". La nostra richiesta è questa: poiché il progetto è stato modificato nel tempo, la "Via" redatta nel 2003 non è più valida. É cambiato l'ambito strategico; è cambiato l'ambito progettuale ed è stato modificato il percorso. Devono rifare tutti i documenti altrimenti sono fuorilegge".

Progetto Celio rifiuta la "sindrome nimby", quell'atteggiamento contrario alle opere pubbliche che investono la propria realtà: "Noi non siamo contrari alle metro C, siamo contrari a questo percorso perché è inutile, costoso e dannoso – prosegue Gelsomini – e per questo oltre a richiedere ufficialmente un nuovo studio sull'impatto dell'opera, a settembre avvieremo le consultazioni con tutti i residenti del rione, chiamati in assemblea generale. Ci tasseremo per richiedere al Tribunale Civile una perizia su tutti i palazzi interessati, un accertamento tecnico preventivo che, qualora dovesse dimostrare che mancano documenti o che gli studi non sono coerenti, si tradurrà in un'azione penale".

E Progetto Celio ha già chiamato i residenti alla mobilitazione. Porta a porta sono stati distribuiti centinaia di pieghevoli che denunciano lo sperpero di denaro pubblico, le incongruenze progettuali, i cambi di percorso e di natura della terza metropolitana e il pericolo scavi sotto fondazioni realizzate a suo tempo con travertino del Colosseo, malta e pezzi di legno. Se poi qualcuno non è in casa, leggera l'ultimo numero della newsletter quindicinale dell'associazione quasi interamente dedicata alla metropolitana. Ora, il sospetto che non vogliano la metrò sotto casa resta forte, ma sui costi faraonici dell'opera qualche ragione ce l'anno.

di Fabio Carosi

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti


    
    Titoli Stato/ Collocati 6,5 mld Btp, tassi a minimi record
    Riforme/ Guerini (Pd): verso elezione indiretta Senato
    Alitalia/ Uilt, non arrivata lettera da Etihad
    Riforme/ Renzi: se non si trova sintesi pronto a passo indietro
    Milan/ Berlusconi: vendita club fantasia altrui
    Mps/ Grillo: questa e' la mafia del capitalismo
    Mps/ Grillo, facciamo casino per fare un po' di trasparenza
    Berlusconi/ Vede foto Merkel e dice "Aridatece Kohl"
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

    LA CASA PER TE

    Trova la casa giusta per te su Casa.it
    Trovala subito

    Prestito

    Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
    SCOPRI RATA

    BIGLIETTI

    Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
    PUBBLICA ORA