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Roma
Orrore ai Parioli, sulla scena del crimine nei quartieri alti di Roma

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno squarcia la tranquillità del quartiere Flaminio, anche se di pioggia, dalle parti di Roma, non se ne vede da un po'.  L'efferato omicidio della donna fatta a pezzi e gettata nell'immondizia scuote infatti la città, ancora assorta nei giorni di festa a cavallo di Ferragosto.

 

di Massimiliano Martinelli

 

Un delitto terribile, forse, compiuto dalla persona più cara, quel fratello con cui condivideva l'appartamento dalla morte della madre nel 2004. E' la storia di Nicoletta Diotallevi, descritta da chi la conosceva come una persona piena di vita ed equilibrata, con molti hobby. Lui, Maurizio, una persona riservata ma molto tranquilla, con un figlio di 18/19 anni. Tra i due la figura ancora avvolta nel mistero della sorella Maura, 55 anni, che però da tempo non viveva più con loro. Il padre era un ufficiale dell'esercito, il luogo del delitto uno dei più “controllati” di Roma. Via Guido Reni si trova difatti nel mezzo di una grande concentrazione di agenti, pattuglie e caserme. Una coincidenza che rimanderebbe alla trama di un film horror o di un brillante thriller, ma è tutto vero. Il palazzo al civico 22b è praticamente deserto, poche le persone disposte a parlare di quanto accaduto. Ad aprire le porte sul terribile ritrovamento una gentile condomina, che ci conduce attraverso il piccolo giardino fino ad arrivare al portone dove viveva la coppia di fratelli. Proprio lì, al piano terra della scala C, si potrebbe essere consumato il terribile delitto, con la squadra della scientifica ancora al lavoro nel tentativo di far luce. La finestra chiusa e i sigilli al portone sembrano proteggere il piccolo appartamento, avvolto dal tipico torpore estivo. Ad accogliere i condomini un risveglio a dir poco traumatico, con i classici vicini della porta al canto al centro di una tragedia finita su tutti i giornali. Il vicino di casa, il signor Gianmaria, li ha visti più volte entrare ed uscire dal palazzo. Nessuno ha visto o sentito nulla, nonostante l'atroce modalità dell'omicidio. Sui due fratelli l'ombra di un lavoro sconosciuto ai più, forse di problemi economici,e di un rapporto apparentemente sereno, che mai avrebbe fatto presagire la tragica fine.
Il quartiere sembra vivere una stasi, quasi addormentato nel suo torpore nel bel mezzo di una tragedia. L'ultima apparizione pubblica la mattina di Ferragosto.

 

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