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Roma
Planetario Ex Dogana, Roma si svende. Santori: “Tutto l'incasso va al privato”

di Diana Maltagliati

 

A quattro mesi dall'apertura della nuova sede del Planetario, spostato da Villa Torlonia all'Ex Dogana di San Lorenzo a luglio, torna la polemica sulla casa delle stelle di Roma. È il consigliere regionale del Lazio in quota Fratelli d'Italia Fabrizio Santori a sollevare il polverone.

 

“La vicenda di Roma Planetario desta più di qualche dubbio sull’opportunità e la legittimità di spostare da Villa Torlonia all’Ex Dogana questa attività di divulgazione, in attesa della riapertura della sua sede naturale all’Eur – ha dichiarato - Come si suol dire, il pesce puzza dalla testa: questa operazione, promossa dall’assessorato alla Cultura guidato dal titolare e vice sindaco Luca Bergamo, infatti, è avvenuta con un bando-lampo aperto e chiuso in circa 20 giorni al quale ha partecipato solo la società aggiudicatrice, MondoMostre Skirà Srl”.

Santori ha confermato ad Affaritaliani.it la volontà di far luce sulla vicenda: “Dobbiamo verificare se ci sono state irregolarità. Convocheremo la commissione trasparenza in Comune riguardo a questo bando, ma è evidente che sono emerse delle situazioni poco chiare e vogliamo capire perché è durato così poco e perché rispecchiava la proposta offerta dal privato”.

Non è la prima volta che il Planetario cambia sede: dopo 20 anni di assenza sul territorio della Capitale c'era stata l'apertura all'Eur, all'interno del Museo della Civiltà Romana, ma il museo astronomico aveva chiuso i battenti il 27 gennaio 2014. L'amministrazione capitolina lo aveva spostato per l'appunto a Villa Torlonia, in attesa della riapertura della sede oramai conosciuta e apprezzata da tutti i romani. Da una cupola di 14 metri di diametro e un centinaio di posti a sedere dell'Eur, i cittadini si erano dovuti accontentare di uno spazio più ristretto, con una cupola grande meno della metà (6 metri di diametro) e una cinquantina di posti per gli spettatori.

Poi il cambio repentino con la giunta Raggi, che dopo aver messo a bando il progetto lo ha assegnato in tempo record a un privato che si avvale dei servizi di una partecipata di Roma Capitale, Zètema.
“Noi abbiamo due planetari pubblici e ne utilizziamo uno privato, con l'amministrazione e dunque i cittadini che sono costretti a pagare una serie di costi per una cosa che di fatto è privata. Al posto che inaugurare una nuova sede, si poteva intanto iniziare un percorso più rapido per la riapertura del Planetario dell'Eur che è storico e meraviglioso e viene lasciato in uno stato di abbandono. Villa Torlonia poteva continuare benissimo a sostituire la sede originaria in attesa di questo tipo di intervento”, ha affermato Santori.

Se all'Eur per assistere a uno spettacolo si pagava un biglietto intero di circa 8 euro, con gli anni e i cambi di sede il prezzo si è gonfiato fino ai 12 euro attuali: “Incomprensibili le scelte economiche dell’amministrazione Raggi per i cittadini, che oggi pagano il doppio rispetto a Villa Torlonia, dando soldi a una società privata che, è scritto nel bando, si accaparra tutti gli introiti fino a 890mila euro. E dopo, semmai verrà raggiunta questa cifra, a Zètema ovvero al Comune andranno solo le briciole, ovvero il 22% degli utili”, spiega il consigliere FdI.

Oltre ai tempi brevissimi in cui è stato presentato e vinto il bando e agli accordi col Comune riguardo agli introiti, Santori contesta anche la scelta di location: “Questi locali a Roma sono noti soprattutto per la movida notturna e alcuni giorni fa, ad Halloween, hanno visto centinaia di proteste da parte di utenti per il caos generato da un’apparente incapacità gestionale del pubblico, in sovrannumero rispetto ai limiti, tra panico e svenimenti dei malcapitati. Non si controlla l'afflusso, fino ad oggi non c'è stata la tragedia ma bisogna stare molto attenti. Lo abbiamo visto a Torino con la finale di Champion, ma queste cose devono essere attenzionate dalle istituzioni e in particolare dalla Polizia municipale”.

Se è vero che i locali di San Lorenzo sono conosciuti dai più giovani soprattutto per le serate di musica e concerti, l'ex Dogana è molto altro e ospita anche una Factory dove una decina di artisti espone le proprie opere e il nuovo Bosco Urbano, un progetto realizzato dall'Università La Sapienza di Roma in collaborazione col Municipio Roma II ed Ex Dogana. Uno spazio di un centinaio di alberi che ha aperto le porte alla cittadinanza nel luglio di quest'anno, lo stesso mese in cui il Planetario si è trasferito a San Lorenzo.

Secondo Santori, però, la scelta è comunque inspiegabile e i ritardi nei lavori all'Eur non sono degni di una Capitale: “Sono più di due anni che è chiuso il planetario dell'Eur e non può succedere se si vuole aumentare il turismo. Noi sappiamo che le persone a Roma si fermano per una media di due giorni e dipende anche dalla disorganizzazione della città. Il turista rimane qui giusto il tempo necessario a visitare le grandi opere: Colosseo, Fori, Vaticano... Se noi pensiamo che Berlino ha più turisti di Roma, mi viene la pelle d'oca. Che cosa ha Berlino rispetto a Roma? Nulla se non un'organizzazione, che certo non è nulla, un'efficienza di servizi e tutta una serie di aspetti che consentono la crescita del settore”.

 

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