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Roma
Processo Rifiuti, è Renata Polverini show. A testimoniare anche Di Paolo e Marotta

di Valentina Renzopaoli

Ci sono voluti quasi dodici mesi per poter ascoltare le prime “voci” note: nell'aula Vittorio Occorsio di piazzale Clodio lunedì prossimo 18 maggio sfileranno i primi di una lunga lista di personaggi politici chiamati a riferire sugli intrecci e le vicende al centro del maxiprocesso Cerroni. L'ex governatore del Lazio Renata Polverini, l'ex assessore alle Politiche dei Rifiuti della Regione Pietro Di Paolantonio e l'ex funzionario regionale Mario Marotta apriranno le danze di quella che si preannuncia l'udienza più frizzante dall'inizio della maratona giudiziaria.
Ascoltati dunque i testi più importanti indicati dal pm per motivare l'accusa di truffa e frode in pubbliche forniture relativamente all'impianto di Albano Laziale gestito dalla Pontina Ambiente, il processo si inoltra ora nei meandri di uno dei filoni più complessi  e controversi, quello che riguarda la vicenda della Rida Ambiente.
La società di Fabio Altissimi il “grande accusatore”, che gestisce l'impianto di Tmb di Aprilia, secondo le indagini del pm Alberto Galanti, sarebbe stata ripetutamente ostacolata ad entrare nel succulento mercato del trattamento della spazzatura.
La stessa amministrazione regionale, attraverso funzionari “asserviti” al “supremo”, avrebbe omesso di determinare la tariffa definitiva dei rifiuti in ingresso nell'impianto di Aprilia, impedendo alla Rida di contrattare con i comuni l'eventuale accettazione di rifiuti solidi urbani nei suoi impianti. Obiettivo: conservare il monopolio del Re di Malagrotta.
Tesi che lo staff difensivo proverà a smontare dimostrando invece che l'intenzione di realizzare nuovi impianti da affidare a società della galassia Cerroni rispondevano invece ad una precisa volontà politica che seguiva un percorso e un'organizzazione ben precisa e decisa ai livelli più alti.
Di questo dovranno rispondere gli ex amministratori che lunedì saranno sottoposti all'interrogatorio del pm. In particolare l'ex sindacalista, oggi deputata di Forza Italia Renata Polverini dovrà “riferire in ordine alla delibera di Giunta n.373 del 2010, ai suoi rapporti con Cerroni ed il suo gruppo, alla selezione dei dirigenti dell'area rifiuti al momento dell'insediamento” si legge nella lista testimoniale presentata da Alberto Galanti. Pietro Di Paoloantonio, più conosciuto come Pietro Di Paolo, all'epoca dei fatti assessore alle Attività Produttive e alle Politiche dei Rifiuti sarà chiamato a spiegare il comportamento di Fegatelli, dirigente regionale accusato di essere la lunga mano di Cerroni alla Regione, nei confronti di Fabio Ascenzio e dello stesso gruppo Colari.
Poi sarà la volta di Mario Marotta, nominato responsabile della Direzione generale dei Rifiuti dopo essere stato direttore generale dell'Inea e vicecapo di Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole. Inizialmente accusato di abuso d'ufficio e di aver far parte dell'ipotetica associazione a delinquere, il massimo dirigente del settore protagonista del Piano Rifiuti partorito dalla giunta Polverini, è uscito di scena lo scorso maggio quando il pm Galanti, sulla base di ulteriori accertamenti, ne ha chiesto l'archiviazione. Marotta sarà chiamato a riferire “in ordine alla politica tariffaria seguita dalla Regione Lazio, alla sua unicità nel panorama nazionale, all'atteggiamento di Cerroni a fronte della sua manifesta intenzione di liberalizzare il settore, all'atteggiamento di Fegatelli e Giovannetti nei confronti di Fabio Ascenzio, dopo la concessione della determinazione della tariffa a Rida Ambiente e successivamente dell'atteggiamento di Cerroni nei suoi confronti” si legge sempre nella lista dei testimoni del pubblico ministero. Stavolta lo show è assicurato.

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