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Roma
Regione Lazio, approvata legge sui rider. Zingaretti: "Più tutele e sicurezza"

La Regione Lazio entra nell'era digitale, approvata la prima legge a tutela dei lavoratori della "Gig Economy". Il Governatore Zingaretti risponde alle nuove esigenze dei così detti "rider", e non solo, con un provvedimento ad hoc, battendo sul tempo il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

 

Al centro della nuova proposta di legge dal titolo "Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”, la Regione Lazio mette più diritti, più tutele e più innovazione in materia di salute e sicurezza ai lavoratori della gig economy. Ovvero a coloro che lavorano tramite app o su piattaforme collaborative digitali, come i rider impegnati principalmente nella consegna di cibo a domicilio, indipendentemente dalla tipologia e dalla durata del rapporto di lavoro. In programma inoltre l'istituzione della Consulta dell'economia e del lavoro digitale, nonché la creazione di un Portale del lavoro digitale composto dall’Anagrafe regionale e dal Registro regionale delle piattaforme digitali.Prevista, inoltre, la creazione del Portale del lavoro digitale composto dall’Anagrafe regionale e dal Registro regionale delle piattaforme digitali. I lavoratori e le piattaforme digitali potranno così iscriversi al Portale, accedendo alle forme di tutela integrative che saranno finanziate dalla Regione.

Per quanto riguarda le principali misure contenute nella proposta di legge, l'assessore Di Berardino ha spiegato che si tratta di "tutela della salute e della sicurezza": al lavoratore digitale sono riconosciuti il diritto alla tutela contro infortuni e la malattia professionale; le piattaforme digitali adottano le misure per la tutela psico-fisica del lavoratore, la manutenzione dei mezzi di lavoro e la formazione sulla sicurezza. E ancora "tutela assistenziale e previdenziale": sono a carico della piattaforma digitale l’assicurazione obbligatoria contro infortuni, malattie professionali, danni a terzi, la maternità e la paternità. "Obbligo di formazione e informazione": la piattaforma digitale provvede alla formazione e offre chiarezza e trasparenza su tutte le condizioni contrattuali e lavorative. Poi, "Rating reputazionale": chiarezza e trasparenza saranno garantite dalla piattaforma digitale sull’utilizzo dell’algoritmo che determina l’incontro tra domanda e offerta e sulla procedura di valutazione per la formazione del rating reputazionale. In merito al "Compenso", sarà a tempo e non può in ogni caso essere inferiore alla misura oraria minima secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva. In ogni caso il compenso non può essere stabilito a cottimo.

Infine la Regione, annuncia Zingaretti, "Si impegna, con uno stanziamento di 2 milioni di euro per il biennio 2019/2020, a mettere in campo forme di tutela integrativa in materia di previdenza e assistenza, a contribuire alla formazione in materia di salute e sicurezza e all’informazione sui diritti dei lavoratori".

Un fiducioso Zingaretti annuncia poi l'invio della legga al Ministro del Lavoro Di Maio, sbilanciandosi sui tempi effettivi del provvedimento: "Ora si continua nello stesso modo: la regione non ha il decreto che rende attuativa questo strumento - prosegue Zingaretti - Anche per questo era importante approvare un testo che ora in commissione consiliare inizia la sua fase cogente, quella della concertazione con gli attori di questo mondo, e poi con l'approvazione in aula: noi ci auguriamo il più presto possibile, dopo la pausa estiva, valuterà il consiglio uno dei testi che potrà essere approvato. Noi ci auguriamo sicuramente entro l'anno".


Un risultato importante, accolto però da grande scetticismo dal leader di Energie per l'Italia Stefano Parisi. L'ex candidato con il centrodestra alla presidenza della Regione infatti frena e dichiara: "Uno dei problemi più gravi che affligge il nostro Paese è la quantità enorme di leggi nazionali e regionali, norme e regolamenti che rendono confuso il quadro regolamentare e allontanano imprese e investitori - dichiara Parisi in una nota - La confusione normativa crea disoccupati e povertà. Oggi Zingaretti propone una proposta di legge Regionale sui rider sapendo che è inutile. Lo fa solo per inseguire il Governo Lega-5S. Lo fa solo per rinsaldare la sua maggioranza PD-5Stelle. È ancora una volta un uso spregiudicato delle istituzioni per meri fini politici da parte di chi se ne infischia dei problemi reali del Paese. Questa legge non vedrà mai la luce. E Zingaretti lo sa bene. Se voleva contribuire all’elaborazione della norma in preparazione al Mise sarebbe bastato mandare un appunto. Se voleva fare propaganda bastava fare un volantino".

 

 

 

 

 

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regione lazioleggeridergig economylavoroeconomiatutelasicurezzazingarettiparisi

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