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Roma
Rifiuti a 5 stelle. Legambiente furiosa: "Meno complotti e più strade pulite"
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Botta e risposta al vetriolo tra Legambiente-Campidoglio, l'associazione risponde alle polemiche in seguito al dossier sui rifiuti: "Invece ci parlare di attacchi politici si dovrebbe far in modo che le strade tornino pulite".

 

Meno parole, più fatti. È questa nel breve la piccata la risposta di Legambiente Lazio a quelli che vengono definiti "esponenti della maggioranza" pentastellata, colpevoli di aver commentato negativamente i dati del dossier "Rifiuti a Roma 2018", pubblicati recentemente dalla stessa associazione. "Con estrema ed errata semplificazione - attacca Legambiente - vogliono far intendere che le responsabilità sulle criticità del ciclo ricadrebbero su altri livelli amministrativi e in particolare sul mancato aggiornamento del Piano Regionale Rifiuti".

A richiamare all'ordine l'M5S è il presidente di Legambiente Lazio Roberto Sacchi, che  lancia un appello alla responsabilità delle istituzioni per salvare Roma dall'emergenza rifiuti: "Abbiamo raccontato i rifiuti di Roma, una situazione fin troppo evidente che vogliamo veder migliorare – commenta Scacchi –, perché ciò avvenga serve che ognuno agisca secondo la propria responsabilità, a partire dal Comune di Roma. Invece di parlare di attacchi politici si dovrebbe far in modo che le strade tornino pulite e i cassonetti svuotati; poi i cassonetti vanno tolti passando al porta a porta, unico sistema in grado di garantire aumenti reali di differenziata tali da potersi dotare di impianti di rigenerazione dei materiali e non di ciminiere dove brucia indifferenziato, tutto questo solo il governo della capitale può farlo". Nel dossier Legambiente analizzava proprio la lentissima crescita della percentuale di differenziata romana, arrivata appena al 44,3% nel 2017 con un avanzamento di un solo punto percentuale annuo, così come la diffusione del porta a porta ferma al 33% delle utenze nel 2017 al 33%, stessa percentuale 2016 secondo dati Ama.

"Per anni abbiamo chiesto il nuovo piano rifiuti alla regione, in grado di governare il ciclo dal punto di vista della presenza di impianti; ora va fatto con la collaborazione di tutti, incluse Provincie e Città Metropolitana di Roma che devono ancora trasmettere numeri e pareri indispensabili, senza i quali il piano non può essere costruito - prosegue Legambiente nella nota - Intanto l’impiantistica può essere programmata eccome, a dimostrarlo ci sono decine di proposte che seguono già i normali iter di legge, non ultime le due proposte proprio di Ama, per costruire impianti di compostaggio a Cesano e Casal Selce. Al Campidoglio chiediamo anche di strutturare i centri di riuso e adottare la Tariffa Puntuale sui quali non ci sono notizie, e se è apprezzabile la sperimentazione del porta a porta a micro-chip, è un nonnulla se applicato al solo quartiere ebraico con poche decine di utenze, e alle altre poche utenze di quartieri come l'Axa che vi passerebbero entro fine anno, non certo interi municipi come alcuni hanno annunciato. Un punto in più di percentuale nella differenziata è niente rispetto a quanto servirebbe per raggiungere il 70% che la stessa amministrazione ha prefissato entro il 2021, e con i numeri attuali si continua a mandare in discariche e termovalorizzatori di altri territori, un milione di tonnellate di indifferenziato l’anno: non basta dirsi contro le discariche e l'incenerimento, bisogna anche evitarlo, a Roma e altrove, con buone pratiche da mettere in campo determinatamente, e in grado di trasformare velocemente i rifiuti in risorsa. Noi continueremo ad analizzare i dati e spingere su strade percorribili, come sempre senza sconti a nessuna parte politica e premiando il raggiungimento di risultati".

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