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Roma
Rifiuti, Manlio Cerroni accusa il piemme: “Gongolava per il mio arresto”

di Valentina Renzopaoli

Scandalo rifiuti a Roma: “E' il giorno del giudizio” e a dirlo di fronte al Tribunale prima che si ritiri in Camera di Consiglio per il verdetto, è lo stesso Manlio Cerroni, detto Il Supremo.

Il satanasso della monnezza, chiede ed ottiene di fare una dichiarazione spontanea e spara a zero sul suo rivale, sui Carabinieri del Noe e sul piemme Alberto Galanti descritto più che come un accusatore, un persecutore in cerca perenne di prove.

Manlio Cerroni per una volta abbandona lo stile elegiaco e denso di riferimenti in Latino secondo la sua luturgia di “salvatore di Roma” e diventa terribilmente asettico e pungente. E' la zampata del leone che sa di aspettare una condanna e che si toglie dalla scarpa invece di un sassolino una montagna di accuse.

Dice Cerroni: “La mattina del 9 gennaio 2014 di buon ora sono venuti a casa i Carabinieri per notificarmi una corposa Ordinanza per i tanti reati commessi che, tra l’altro, prevedeva anche, come misura cautelare, l’arresto: l’ARRESTO è un marchio che ti segna per tutta la vita. Ha avuto così inizio la grande gogna mediatica con tutte le conseguenze negative e gli effetti devastanti a cominciare dal clamore di giornali, televisioni, radio e agenzie italiane ed estere, con una conferenza stampa appositamente convocata e la proclamazione che l’Era Cerroni, Monopolista, Dominus e Supremo dei rifiuti di Roma, era finita”.

Dieci anni di indagini

“Dopo pochi giorni, prendendo spunto dalle contestazioni dell’Accusa, il Prefetto di Roma Pecoraro ha emesso una interdittiva che ha contribuito a distruggere, urbi et orbi, il Gruppo. Il Processo porta il numero 7449/2008 il che significa che da più di 10 anni andavano avanti indagini a 360 gradi alla ricerca di reati che dovevano apparire evidenti visto che sono stati richiesti e ottenuti gli arresti e il Processo immediato”.

Le accuse al pubblico ministero Alberto Galanti

“Nel corso di questo approfondito dibattimento riteniamo di aver dato al Collegio, in nome della verità, le prove della inconsistenza delle accuse. Non posso però non approfittare del diritto che mi è dato di poter affermare oggi qui la mia innocenza e tutta la mia amarezza per lo tsunami che, guidato, si è abbattuto su di me. Ripercorrendo in sintesi alcuni avvenimenti che ho già riportato nella mia nota, allegata alla memoria dell’Avv.Diddi (depositata il 9 ottobre e agli atti), avvenimenti che dimostrano lo spirito e il clima in cui questo Processo è stato costruito.

Come non ricordare allora il clamore della conferenza del 9 gennaio 2014 con distribuzione alla stampa del CD con l’ordinanza di custodia cautelare e, nello stesso giorno, il dialogo tra il PM e l’avvocato Satta, uno dei legali del Signor Fabio Altissimi, il superteste dell’Accusa, come è stato qualificato fin dagli inizi di tutta la vicenda processuale?

Ma è normale che il PM, per dirla con le parole dell’avv.Satta, gongolasse alla notizia del mio arresto?

Ma è normale che il PM si preoccupasse di informarsi sulla reazione di Altissimi alla notizia del mio arresto? “E’ svenuto?” chiede al ben introdotto avv.Satta.

Ma è normale che Altissimi aspettasse il mio arresto come regalo di compleanno? …e dire che per poco non è stato accontentato.

Ma è normale che Altissimi – non lo dico io, lo dice il Comandante del NOE – conoscesse in anticipo perfino la data del mio arresto?

Ma è normale che Altissimi sia stato ammonito da una voce amica a non esibirsi sconsideratamente al telefono, tanto da tentare di porre rimedio ad un precedente infortunio telefonico con una conversazione ancor più goffa e imprudente di quella che aveva qualche giorno dopo maldestramente cercato di correggere?

Ma è normale che delle due notizie di reato in tal senso trasmesse dal NOE alla Procura non si abbiano notizie a distanza di quasi 5 anni?

Ma è normale che il PM abbia suggerito ad Altissimi di accettare un mio invito a colazione ma di munirsi di un registratore per rubare chissà quale compromettente conversazione o quale proposta indecente che avrei dovuto fargli nell’occasione?

Ma è normale che Altissimi, che pure aveva fatto di quel registratore il suo più fedele compagno, preso atto del magro bottino, lo abbia smarrito in circostanze goffe e inverosimili dimenticandolo sul cofano della sua auto?

Ma è normale che il solito Altissimi ricevesse imbeccate dalla Procura attraverso il suo avvocato sulle risposte da dare alle domande che il giorno successivo gli avrebbero rivolto i Carabinieri del NOE nel corso di un esame delegato?”.

L'affondo finale contro Galanti

“Io continuo a pensare che tutto questo non sia normale ma ci tengo a precisare che queste mie amare riflessioni non sono frutto di fantasiose ricostruzioni ma fanno tristemente parte delle intercettazioni. Io non so bene quali di esse siano confluite nel fascicolo del Tribunale e quali siano rimaste fuori. Faccio fatica a orientarmi in certe alchimie processuali che, proprio per questo, lascio ai miei avvocati. Ma se qualcuno avesse voglia di smentirmi su quanto fin qui detto sono pronto a confrontarmi pubblicamente sulla veridicità di certe intercettazioni che rivelano “preoccupanti” contiguità e un eccesso di coinvolgimento personale di apparati della giurisdizione che mi piacerebbe immaginare più neutrali e comunque più distanti dalle insidie rappresentate dalle interessate iniziative di un imprenditore che ha fatto del mio arresto il suo principale fattore di crescita”.

Il premio al grande accusatore Fabio Altissimi

2Alla fine infatti Altissimi avrà il suo premio. Basta leggere l’Autorizzazione concessa il 20 giugno 2014 alla Rida Ambiente di Altissimi per una capacità produttiva superiore del 200% rispetto al certificato di collaudo in atti del 14 febbraio dello stesso anno: 402.900 ton/anno a fronte di una capacità certificata dal collaudo di 189.100 ton/anno”.

Il giorno del giudizio

“Dopo oltre 4 anni finalmente è arrivato il Grande Giorno. Sono sereno e fiducioso che attraverso la Vostra sentenza riavrò la dignità e l’onorabilità che merito, e a cui tengo più di ogni altra cosa al mondo, per una vita professionale spesa al servizio della collettività che ha avuto inizio il 23 settembre del 1946”.

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