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Roma
Roma, la “ribelle” Grancio espulsa dall'M5S: “Movimento avvelenato di potere”

Cristina Grancio al capolinea, la consigliera grillina "ribelle" espulsa dal Gruppo Capitolino. Lo sfogo tramite un post sul profilo Facebook: "Movimento avvelenato di potere, io vittima di mobbing".

 

Giunge ai titoli di coda nel peggiore dei modi il burrascoso rapporto tra la consigliera grillina e il Movimento, entrato in crisi dopo il "no" e le perplessità espresse lo scorso anno sul progetto dello Stadio della Roma. Eletta consigliera comunale nel 2016, nonché vicepresidente della Commissione Urbanistica, la Grancio era infatti prima stata sospesa dal gruppo, salvo poi essere riammessa ad ottobre 2017. Virtualmente già fuori dal gruppo pentastellato, la Grancio rompe definitivamente attraverso un altro voto negativo. In commissione urbanistica arriva infatti lo scorso febbraio il voto contrario alla proroga della convenzione di Piazza Navigatori, ed il 12 aprile l'esclusione ufficiale. A ripercorrere il percorso all'interno del Movimento è la stessa ex consigliera comunale, che rivela dettagli anche importanti, raccontando come dopo l'esclusione fosse "materialmente isolata dal gruppo M5S con l’estromissione dalle chat e subisco quello che di fatto viene definito “mobbing”.

La Grancio racconta poi il post "reinserimento" nel gruppo, con il Movimento costretto a ritirare la sospensione di fronte al giudice, giustificandola come “mal impostata”. "In realtà e di fatto non solo non vengo più reinserita. Anzi si aggravano la volontà e i comportamenti del gruppo per emarginarmi e impedirmi qualsiasi confronto. Totale preclusione anche al mio lavoro di competenza".

"A fine 2017 nasce la terza associazione del M5S - prosegue l'ex grillina - che stravolge non solo i principi di democrazia diretta dell’originario movimento, ma soprattutto è preclusa l’adesione ad esso anche a coloro che abbiano in corso procedimenti (sia quali parti attrici e/o ricorrenti, che parti convenute e/o resistenti) con qualsivoglia realtà associativa, che agisca o abbia agito sotto il simbolo Movimento 5 Stelle. Manifesto di non voler rinunciare all’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito".

 

Poi il voto contrario alla proroga di Piazza Navigatori e il triste divorzio.  Così finisce la storia di pagina politica romana - commenta amara la Grancio - che ci racconta due cose. La prima è che il M5S deve ancora imparare tutto in tema di democrazia e rispetto per le persone che manifestano correttamente idee anche diverse, ma collaborative. La seconda cosa vale per me e ne sono fiera: ho sempre tenuto la schiena dritta e ho mantenuto fede alle promesse e ai patti con i cittadini romani. Ora - annuncia infine - proseguo il mio compito del Gruppo Misto".

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