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Roma
Stadio Roma, atti segretati dal Campidoglio. L'ex M5S Grancio: “È illegale”

Stadio della Roma a Tor di Valle, il Campidoglio ha ufficializzato che la procedura di approvazione gode di uno “status speciale” che impedisce di accedere a cittadini, associazioni civiche e consiglieri comunali di accedere agli atti fondamentali. A scoprire la trovata dell'Amministrazione Raggi è l'ex M5S Cristina Grancio.

“L’Amministrazione Raggi – scrive Grancio in una nota – ha oggi ufficializzato che la procedura di approvazione dello Stadio di Tor di Valle gode di uno status speciale, una sorta di segreto di Stato, che impedisce, in violazione della legge, non solo ai cittadini e alle associazioni civiche, ma anche ai consiglieri comunali, di accedere agli atti fondamentali. È una situazione di totale illegalità, con la quale si impedisce persino ai titolari del mandato elettivo di svolgere le loro funzioni, nonostante l’ANAC abbia intimato al Campidoglio di pubblicare tutti i documenti”.

La Grancio, capogruppo del Misto in Assemblea capitolina e vicepresidente della Commissione Urbanistica, ha reso noto che mercoledì mattina ha ricevuto, con nota del vice-direttore generale di Roma Capitale, Roberto Botta, il diniego formale opposto alla sua richiesta di visionare lo schema di convenzione che è stato trasmesso ufficialmente dal Campidoglio, via pec, alla società promotrice dello Stadio.

“La legge – prosegue la consigliera – parla chiaro, in quanto conferisce ai consiglieri un diritto di accesso privilegiato, connesso al loro mandato istituzionale, che prevede l’esercizio del controllo sulla correttezza degli atti degli uffici, quindi anche sugli atti in corso di formazione. Interpretazione pienamente condivisa dal Consiglio dell’ANAC che, nella seduta del 23 ottobre scorso, ha emesso un provvedimento rivolto ad intimare al Campidoglio di pubblicare sul proprio sito tutti gli atti riguardanti lo stadio, convenzione in via di definizione compresa”.

“Ho segnalato fin dall’inizio della mia esperienza in Assemblea capitolina – conclude la Grancio – che lo Stadio di Tor di Valle sguazzava nell’illegalità, ma ora si sta veramente passando il segno. Il sindaco Raggi ed il suo entourage più stretto stanno creando attorno a questa procedura una cortina di ferro, la cui unica ratio è impedire che all’interno della stessa maggioranza si consolidi la consapevolezza di revocare l’interesse pubblico ad un progetto che danneggia la città e il futuro dell’A.S. Roma”.

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