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Roma
Taxi follia, chi fa paura è lo shopping di Mytaxi. Scontri “organizzati”

Taxi follia, il giorno della verità è arrivato. Il problema non è Uber bensì Mytaxi, l'app di Daimler che fa tremare la categoria dei tassisti, molti dei quali pronti a salire sul carro della multinazionale.


Migliaia di auto bianche in coda vero la centrale 3570 di Roma, con Reparti di Celere e Finanza saggiamente schierati lungo il percorso, hanno trasformato la microscopica via di Casal Lumbroso in un fortino. Alla fine “i buoni”, quelli che hanno preso le distanze dalla protesta, hanno deciso di andare avanti alla trattativa col Governo e di presentarsi all'appuntamento del 21 marzo per regolare una volta per tutte il settore con una proposta unitaria.

Cgil e Uri uniti
A guidare il fronte dei ragionevoli, L'unione Radio taxi (Uri) di Loreno Bittarelli e la Cgil di Nicola Di Giacobbe. E' stato Bittarelli ad aprire l'assemblea nazionale con auto bianche di Torino, Milano, Firenze e Napoli e a confermare quanto già detto dai funzionari della Polizia presenti durante i disordini di martedì pomeriggio: in piazza c'erano infiltrati provenienti da Napoli ai quali si sono sommati infiltrati che si erano aggiunti agli ambulanti. “Per riparare il danno d'immagine e i danni economici – ha tuonato Bittarelli – ci vorranno mesi, forse anni”.


La denuncia di Bittarelli
Ma poi la relazione del presidente di Uritaxi ha girato sul vero nemico dei tassisti italiani che non è un app formata Uber, bensì Mytaxi: “Guarda caso – ha detto – molti di questi rappresentanti dei tassisti hanno installata nel loro telefonino l'app di Mytaxi. Uber ci fa male, ma Mytaxi ci fa più male viene a pescare nel nostro serbatoio. E' una multinazionale che sta pescando nel nostro bacino clienti, perché se unna multinazionale spende milioni lo fa perché vuole che il cliente sia suo. Oggi pagare il 7 per cento ma quando i clienti non saranno più i nostri, sarà Mytaxi che detterà le regole. Le corse per l'aeroporto saranno per i clienti che compereranno le Mercedes e questo che io dico: l'abbiamo capito? L'hanno capito i nostri colleghi?”.

Di Giacobbe: "Uniti al Ministero"
Fa eco Nicola di Giacobbe di Unica Cgil: “Stiamo difendendo il futuro di un servizio pubblico. Ieri sera le organizzazioni sindacali hanno vinto ragionando. E al Governo abbiamo detto: siamo disponibili a riscrivere la parte della legge per creare le condizioni per fare la lotta all'abusivismo e che guardi al futuro. Abbiamo dato al Governo trenta giorni ma livello politico e legale non sono niente: dobbiamo metterci d'accordo tra tassisti e noleggiatori. Agli amici, fiorentini, milanesi e napoletano dico che l'appuntamento è fissato al 21 marzo: se non lo faremo noi lo farà qualcun altro. La battaglia oggi non è tra chi vuole il nuovo e chi vuole il vecchio come territorialità, orari e tariffe, oggi si chiamano multinazionali. Dietro queste operazioni c'è il grande potere economico. Sino a oggi quando si chiamava un taxi rispondeva un coop o un tassista, oggi chiamate un taxi e vi risponde un cellulare, quello di Mytaxi o Uber che sta dentro la macchina. Non è più un uomo. Le multinazionali non usano termini come lavoratori o utenti ma partner”.

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