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Terremoto Roma, possibili nuove scosse. L'esperto avvisa: “Non è finita”

Terremoto Roma, possibili nuove scosse dopo quella di domenica sera delle 22:43 di magnitudo 3.7. Il sismologo dell'Ingv avvisa: “La terra potrebbe tremare di nuovo”. La paura non è finita.

 

Il terremoto di domenica sera è avvenuto sul bordo settentrionale del complesso vulcanico dei Colli Albani, in un’area dove sono stati attivi alcuni crateri eccentrici durante le fasi finali della vita del vulcano, in tempi geologicamente “recenti”. La zona si trova al passaggio tra l’area sismica dei Colli Albani a sud, caratterizzata da una sismicità superficiale, di magnitudo generalmente inferiore a 5 e intensità localmente elevata e la catena appenninica a est, interessata da eventi di magnitudo maggiore, come nel caso del terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915 (magnitudo stimata 7.1). La zona dei Colli Albani presenta una sua sismicità storica di livello moderato, con eventi sismici di magnitudo stimata intorno a 5. In particolare, il terremoto più prossimo all’area dell’evento del 23 giugno è avvenuto il 26 ottobre 1876, con una magnitudo stimata pari a 5.1.

Questo fa sì che la zona in questione è ad alta rischio sismi e per questo motivo dall'Ingv di Roma non escludono nuove scosse nel breve periodo: “Dopo la scossa principale di magnitudo 3.7 delle 22:43 – spiega il sismologo Alessandro Amato ad Affaritaliani.it-, ci sono state altre due piccole scosse di magnitudo 1.4, una alle 23:06 ed una all'1:23 di lunedì. Noi ci aspettavamo una scossa 'più forte' 1.4 come scossa successiva quindi, siccome sono passate solamente poche ore da quella di magnitudo 3.7, non è escluso che nelle prossime ore possa arrivare una nuova scossa su quell'intensità. Stiamo seguendo con attenzione la situazione e per ora non ci sono però indizi a riguardo”.

Il sismologo poi spiega come, già nei giorni scorsi, erano stati registrati alcuni terremoti: “Settimana scorsa, nella zona dove c'è stata la scossa domenica sera, si sono state alcune scosse di magnitudo 1.0. Quello però è una delle zone sismiche del Lazio più particolari perché vive di uno sciame continuo di piccole scosse, con degli sciami che durano anche diversi mesi. La sua particolarità è che, a causa dell'epicentro molto vicino alla crosta terrestre (tra i 3 e 5 chilometri di profondità), le scosse vengono sentite molto forti in superficie”.

“Questa zona – conclude Amato -, è sì ad altro rischio di sismi, ma non come quella del reatino (terremoto di Amatrice) o del frusinate che sono le uniche due 'zone rosse' della regione Lazio”.

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