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Roma
Terrorismo come effetto collaterale delle società aperte. Parla Gabrielli


La Polizia italiana si prepara ad affrontare atti terroristici: presentato il progetto formativo Pin's (presunta attack indicators), un video tutorial per gli agenti che descrive i comportamenti non verbali di ansia che possono tradire un potenziale terrorista. Il capo della Polizia Franco Gabrielli intervenuto alla presentazione ha sottolineato come i Paesi europei siano vittime degli attacchi perché si tratta di società aperte, quindi più esposte, ma non bisogna rinunciare a proteggersi.

 

"Il controllo del territorio è lo strumento privilegiato della sicurezza. Oggi viviamo una dicotomia tra statistiche sulla sicurezza, che dicono che i crimini diminuiscono, e una percezione del l'insicurezza dei cittadini che cresce allo stesso tempo – ha affermato Gabrielli - Molto di questa insicurezza deriva dall'atteggiamento che le pattuglie che sono nel territorio tengono: se vedo una pattuglia attenta e reattiva, mi sento più sicuro”.
Come per i fenomeni di stupro avvenuti nel mese di settembre a Roma, il capo della Polizia ha ricordato che l'allarmismo va evitato e che i casi di criminalità sono in discesa nella Capitale e nel territorio nazionale. Nonostante questo, per gli agenti è fondamentale mantenere alto il livello di guardia per non farsi trovare impreparati e per far sentire più sicura la cittadinanza.


"L'epoca che siamo chiamati a vivere - ha proseguito Gabrielli - ci costringe ad adottare il metodo che noi definiamo della riduzione del danno: il terrorismo e le sue modalità sono illimitate, e l'effetto collaterale che di una società libera e aperta, noi siamo orgogliosi delle nostre libertà, ma questo ci pone una serie di problematiche: tanto più si è liberi e aperti, tanto più si è vulnerabili e dunque la logica deve essere quella della riduzione del danno”.

Ricordando poi l'attentato a Nizza ha parlato di “paragone macabro”: “Se quel camion avesse percorso invece di due chilometri 300 metri, le vittime non sarebbero state più di ottanta".
I provvedimenti presi dalla Polizia locale in materia sono chiari: gli operatori sono stati invitati a girare armati anche una volta finito l'orario di servizio. “Come per tutti i fenomeni complessi non si può improvvisare, per questo formiamo i nostri agenti affinché siano capaci di affrontare la minaccia che siamo chiamati a fronteggiare – ha detto Gabrielli - Nessuna scienza può superare il coinvolgimento emotivo delle persone: sapere che anche l'azione del singolo è fondamentale. Il poliziotto è un lavoro che non si può svolgere in materia routinaria e senza passione".

 

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