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Roma
Tor di Valle, la stazione nel nuovo stadio tra degrado e abbandono
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di Massimiliano Martinelli

Vergogna Tor di Valle. Degrado, incuria e abbandono regnano nella stazione scelta per accogliere il futuro Stadio della As Roma, vero e proprio cantiere a cielo aperto ormai da oltre un anno.

 

Recinzioni ovunque, nessun ascensore, biglietteria fuori uso e personale fantasma. Strumenti e mezzi per facilitare l'accesso delle carrozzine, poi, sono un miraggio. La “pecora nera” della Roma-Lido, già eletta peggior ferrovia d'Italia da Legambiente, si presenta così agli occhi dei propri pendolari, ormai da tempo tristemente rassegnati ad uno scenario da film horror. Accolti da passerelle traballanti e instabili, gli aspiranti utenti devono difatti fare fin da subito i conti con una macchina per i ticket non funzionante. Impossibile pagare con banconote o tessere bancomat; il biglietto lo può fare solo chi possiede monete. Unica alternativa, il classico gabbiotto del personale Atac. Per raggiungerlo, venendo da piazzale Tarantelli, si deve però uscire dalla stazione e passare per via Ostiense, evitando le auto e dribblando cumuli di immondizia ai bordi della strada. Peccato che una volta raggiunto non ci sia nessuno. Solo porte sprangate, scritte sui muri e un cartello firmato da Atac: “A causa dei lavori di costruzione della nuova stazione di Tor di Valle i servizi igenici non sono al momento disponibili”. Niente biglietto quindi e nessun addetto alla vendita, il modo migliore per scoraggiare i ben intenzionati ed incentivare invece i furbetti dediti al salto del tornello.

Superato l'ostacolo biglietto, l'attesa del treno, 15 minuti se va bene, avviene poi esposti a sole, pioggia e vento. Tor di Valle è infatti una delle poche stazioni, forse l'unica sull'intera tratta, totalmente priva di pensiline.

tor di valle 7
 

 

Una situazione “causa lavori” che va avanti da oltre un anno. Era infatti il 25 agosto del 2017 quando la ristrutturazione della stazione si fermò di colpo. In piena estate la società appaltatrice, “Costruizioni Italiana Spa”, decise di sospendere ogni intervento a causa di mancati pagamenti da parte di Atac, lasciando il cantiere aperto. Tutto sospeso da allora, zero sorveglianza e neanche una telecamera nella zona.

E mentre Comune e Regione si rimpallano le responsabilità, lanciando progetti roboanti come la “Linea E”, la fermata scelta, forse, per accogliere migliaia di tifosi romanisti muore lentamente, abbandonata a se stessa tra l'indifferenza generale.

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