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Roma
Vaccini, Zingaretti sfida i no-vax: Regione Lazio avanti tutta sull'obbligo

Nicola Zingaretti ordina l'avanti tutta, il Lazio non molla il tema dei vaccini. Nuova proposta di legge, potere alle Asl: è scontro con i no-vax in Regione.

 

Diritto alla salute e tutela dei bambini, Zingaretti irrompe a gamba tesa sul tema dei vaccini. Dopo la storia del piccolo Matteo, bimbo immunodepresso costretto a saltare la scuola a causa di alcuni compagni non vaccinati, il Governatore della Regione torna alla carica con una proposta di legge approvata in Giunta e che ora passa in Consiglio. Con la proposta di legge la Regione Lazio, in collaborazione con le Asl, "intende garantire in modo omogeneo su tutto il territorio regionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute", si legge nella nota. Nello specifico, l’Articolo 2 della proposta di legge prevede che nelle scuole dell’obbligo "in presenza di classi nelle quali vi siano più di due minori non vaccinati", le Aziende Sanitarie possano proporre "misure provvisorie che comporterebbero la temporanea sospensione dall’attività scolastica dei minori non vaccinati in attesa della regolarizzazione".

Massimi poteri ed autonomia alle Asl quindi, in piena contraddizione con quella frangia no-vax che in Regione è rappresentato dall'M5S Davide Barillari, il quale solo pochi giorni prima prometteva di scatenare "una guerra" tra i seggi della Regione proprio relativamente all'obbligatorietà dei vaccini. "È una questione di civiltà. La nostra priorità è sempre stata quella di tutelare i più deboli e i bambini immunodepressi garantendo loro l’accesso all’istruzione - fa sapere Zingaretti - La proposta di legge passa ora all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione definitiva”.

Vaccini e Regione Lazio: i possibili scenari

Parole forti, decise, quelle del numero uno della Pisana, che mettono alle spalle il Consiglio della Regione, dove da sempre il centrosinistra conta sul supporto dell'M5S, e dei due fuorisciuti Cangemi e Cavallari, per governare. Gli scenari che si aprono ora in modo plausibile sono quindi due: o Zingaretti ha in mano un accordo con i grillini più "moderati", oppure la Regione va incontro ad una crisi di governo. La prima ipotesi aprirebbe una spaccatura all'interno del Movimento, che vanta una base molto vicina al mondo no vax. La seconda, vedrebbe invece il Governatore andare incontro ad un suicidio politico a poco più di un mese dell'elezione a segretario Pd. La parola, ora, passa al Consiglio, che svelerà bluff, fedelissimi o eventuali consiglieri ribelli.
 

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