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Roma
Viadotto della Magliana, il restringimento è definitivo. Appello dei pendolari

Viadotto della Magliana, l'incubo dei pendolari diventa realtà. Il restringimento, inizialmente solo sperimentale, diventa definitivo, ed esplodono le proteste.

 

Restringere la carreggiata per migliorare sicurezza e viabilità. Con questo pretesto ormai da giugno il Municipio XI ha “canalizzato” in un'unica corsia le auto che, provenendo da Fiumicino, si immettono sul viadotto, separandole da quelle che proseguono su via della Magliana. Un test durato oltre due mesi e "promosso", attraverso una nota del dipartimento mobilità, in via definitiva dal 9 agosto, nonostante un coro sempre più numeroso di voci contrarie. A partire proprio da chi quella strada la percorre ogni giorno, senza nuovi benefici, anzi. Contrariamente ai dati dell'Amministrazione, raccolti ricordiamo durante il periodo estivo, sempre più pendolari lamentano infatti tempi di percorrenza moltiplicati e disagi infiniti alla viabilità. Tanto da far nascere una petizione su Change.org, una raccolta firme per “poter interrompere la sperimentazione sul Viadotto della Magliana”, si legge. “I tempi di percorrenza non sono, 'di qualche minuto', più lunghi, ma si parla di tempi triplicati nelle ore di massima percorrenza, ossia nelle ore in cui i cittadini si recano a lavoro – si legge nel testo della petizione - Disagi enormi anche per il servizio pubblico, tra cui taxi, Ncc e pullman”.

Ancor più numeroso e rumoroso il gruppo Facebook creato ad hoc, "Diciamo No al restringimento del Viadotto della Magliana!”. Un titolo che non lascia spazio ad interpretazioni, ed una comunità di quasi 4mila membri che aumenta di giorno in giorno. Tra i meandri dei social c'è chi si protesta, chi parla di “danno di immagine” per la città di Roma, infine chi si lancia in iniziative roboanti pur di farsi sentire. “Blocchiamo il viadotto con le auto”, scrive qualcuno, “Facciamo ricorso al Tar o una bella class action” gli fa eco un altro. Ma la maggior parte degli utenti si appella speranzosa al sindaco Raggi, chiedendo di ripristinare la viabilità e risolvere i disagi di chi ogni giorno percorre quel tratto di strada.

Preoccupazioni condivise dal Comune di Fiumicino, che nel caso del restringimento del viadotto della Magliana si schierano al fianco dei tanti scontenti: “Riteniamo questa scelta assolutamente non condivisibile, poiché avrà ripercussioni negative, soprattutto al rientro dalle ferie estive, per le migliaia di pendolari provenienti dal nostro Comune e dagli altri limitrofi Comuni costieri, che ogni mattina transitano su quella strada diretti ai rispettivi posti di lavoro nella Capitale – dichiarano il Vicesindaco Ezio Di Genesio Pagliuca e la Presidente del Consiglio comunale Alessandra Vona - Come Amministrazione non possiamo che chiedere a Roma Capitale e al Municipio XI di rivedere tale posizione, magari aprendo un tavolo di confronto con gli enti di prossimità, e con il Comune di Fiumicino in particolare. Non possiamo permettere che la vita dei nostri concittadini possa essere resa ogni giorno così disagevole, considerando anche che la stragrande maggioranza di persone che transitano su quel tratto di strada ogni mattina lo fa per recarsi a lavorare. Il Comune di Fiumicino – concludono – resterà al fianco dei cittadini che si stanno battendo affinché questa decisione sia rivista al più presto”.

E se la giunta di Fiumicino usa toni concilianti e di dialogo, più dure sono le parole del consigliere regionale Dem Michela Califano, che attraverso una nota parla di “follia” e convoca un tavolo tecnico tra Comune di Roma, Anas e Regione Lazio: "Difendere le proprie idee va bene, ma quando lo si fa in maniera ottusa a discapito di migliaia di cittadini che ti chiedono di fare il contrario allora la cosa diventa diabolica. L’istituzionalizzazione del restringimento della carreggiata sul viadotto della Magliana, voluta dall’amministrazione M5S dopo un’assurda sperimentazione, è una follia – accusa Califano - Per questo ho immediatamente presentato una controproposta, protocollando questa mattina un ordine del giorno con il quale chiedere in primo luogo un urgentissimo tavolo tecnico con Comune di Roma, Anas e Regione Lazio e affrontare lì questo irragionevole provvedimento voluto dalla sindaca Raggi. Si tratta di un progetto che non funziona e aggrava di tanto i già enormi problemi di traffico del Gra. Tutto questo senza che ci sia nemmeno uno straccio di vantaggio in termini di sicurezza. È indubbio che la situazione del Raccordo vada in qualche modo presa in mano. Nessuno si nasconde dietro un dito e su questo stiamo lavorando nelle more del piano di riordino dei trasporti regionali. Ma non è certo imprigionando i cittadini in auto che si risolvono i problemi".

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