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Roma
Violenza su donne, anziani e bambini: è emergenza. Denunce in aumento

La violenza su donne, bambini e anziani è diventata emergenza sociale. A dirlo è il procuratore aggiunto Maria Monteleone che a Roma si occupa di questo tipo di reati.

 

Sono 8.394 i casi di cui si è dovuta occupare dal luglio del 2016 a fine giugno 2017. Più di 8mila procedimenti penali, insomma, che sottolineano come la problematica sia reale e vada affrontata in maniera seria e sistematica anche dalle istituzioni. Rispetto all'anno precedente le violenze di genere sono aumentate dell'11,25%, con 857 procedimenti in più.

Monteleone coordina da tempo un pool di 11 magistrati, ognuno dei quali fa un turno di tre giorni e tre notti consecutivi, in diretto contatto con le forze dell'ordine: "Ritengo che l'appello che io rivolsi a tutti di denunciare e collaborare con gli inquirenti all'indomani della morte terribile di Sara Di Pietrantonio - la 22enne strangolata e poi data alle fiamme dall'ex - sia servito a qualcosa”, ha dichiarato Monteleone. Le vittime trovano infatti sempre più spesso il coraggio di reagire e denunciare il proprio aggressore, anche quando si tratta di violenze domestiche.

“Mi pare di notare che le vittime di aggressioni e violenze abbiano maggiore fiducia nei nostri confronti e che magistratura e forze di polizia, nel loro complesso, siano più sensibili e attenti al tema che stiamo trattando", continua Monteleone.

A essere aumentati sono soprattutto i casi conosciuti di maltrattamenti in famiglia, che sono ben 1.520, rispetto ai 1.337 dei dodici mesi precedenti, e di atti persecutori: 1.360 invece di 1.263. Ma sotto la lente d'ingrandimento di piazzale Clodio finisono anche i procedimenti per lesioni volontarie, che sono stati 831 l'anno scorso, e i 1.224 gli episodi di violenza economica, spesso legati a un mancato pagamento dell'assegno di mantenimento familiare. Chiudono la lista 4 femminicidi e 7 tentati omicidi.

Diminuiscono, invece, le violenze sessuali: 633 rispetto alle 799 dell'anno precedente. Anche le violenze di gruppo sono in calo e se ne registrano 36 nel 2016 e 11 nel 2017.

“Il motivo? Molto semplice – spiega Monteleone - Questo è un reato per il quale funziona benissimo la repressione: le sezioni specializzate del Tribunale hanno inflitto condanne pesantissime nei confronti degli autori di violenze e stupri e ciò da' sicuramente coraggio a chi pensa di voler fare una denuncia. Chi commette reati di questo tipo prima finisce dritto in carcere e poi sconta pene severissime".

In effetti, dal primo luglio 2016 al 30 giugno di quest'anno, la Procura ha chiesto l'applicazione di 526 misure cautelari (erano state 643 l'anno prima) tra carcere (220), divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime (129), ordine di allontanamento dall'abitazione (118), arresti domiciliari (35), più obbligo di dimora e di firma (24). Poi ci sono gli arresti eseguiti in flagranza: 76 per maltrattamenti, 71 per violenza e 46 per stalking. Alla fine sono stati 728 i provvedimenti restrittivi adottati in materia di reati di genere.

“Le vittime sono quasi sempre donne e minori, soprattutto bambine: 230 ragazzini sono stati sentiti in forma protetta nell'ultimo anno rispetto ai 239 del periodo precedente, 180 dei quali entro i 30 giorni dai fatti oggetto di contestazione. Il 70% di questi è rappresentato da bambine, spesso vittime di abusi nell'ambiente domestico. Insomma, il lavoro non ci manca, il nostro organico non basta per fronteggiare la mole di procedimenti che arrivano ogni volta. In più dobbiamo fare i conti con i pochi mezzi a disposizione e con il personale a scartamento ridotto. Ma non stiamo a guardare l'orologio, il fenomeno della violenza di genere è talmente devastante che non ci possiamo permettere di mollare neppure un centimetro", conclude Monteleone.

 

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